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Scritto Mercoledì 16 maggio 2018 alle 15:59

Lecco: arriva l’estate e come ogni anno il turismo irrompe sulla scena nelle sue molteplici declinazioni

Marco Calvetti
Al principiar di ogni estate il turismo irrompe sulla scena nelle sue molteplici declinazioni. Il tema è antico e sempre scottante e, a dire il vero, tremendamente ripetitivo. La ragione è molto semplice, non si vedono passi avanti e anche il solo discuterne somiglia a una narcotica liturgia. Sono privilegiati gli organi di informazione che con un semplice "copia incolla" possono cambiare data agli articoli degli anni precedenti. Un segnale allarmante. E non siamo scettici o critici per partito preso, ma guardiamo i fatti. Non c'è un metro di lungolago riqualificato, del Porto neppure l'ombra, i surfisti del fine settimana rischiano di farsi male e di essere investiti perché non c'è un'uscita dignitosa dalle acque. Preferiscono l'altra riva del lago che continua a darci lezioni. Per tacere della voce "evasione" in città, con l'ormai consunto ritornello dei cinema chiusi, del teatro che sta diventando la Fabbrica del Duomo. E ancora le Ville, il cui destino è sempre in alto mare, anche se viviamo sul lago. Il calendario delle manifestazioni, pur pienotto che sia, non brilla per qualità, perché è ora di smetterla di chiamare eventi anche l'albero della cuccagna. Si fa anche un torto alla lingua italiana. Se poi si passa alla gestione dei problemi più spicci tipo bar, tavolini, decibel, parcheggi  allora ci si accorge che invece di puntare alla Grande Lecco, conviene, per ora, limitarsi a non diventare una Piccola Erve. Cito spesso questo bel Comune della Valle San Martino per facilità di esempio, così come nel linguaggio parlato si nomina Vattelapesca. Certo tra tanti fondi di bottiglia è possibile che splenda qualche gemma e chissà mai che la facoltà turistica della Bocconi sbocciata a Lecco non sia l'occasione per un cambio culturale e l'opportunità perché i giovani del nostro territorio non siano univocamente indirizzati al pur sempre lodevolissimo Politecnico.
La gestione "commerciale" dell'estate ha parametri diversi rispetto ad altre stagioni, perché il tempo libero si dilata e l'utenza si allarga. Certo la sicurezza e l'ordine pubblico non mutano a misura dei gradi di temperatura, ma i dì si dissolvono nelle belle serate che invitano al divertimento e sollecitano le famiglie ad uscire e la gioventù a sbizzarrirsi. Occorre essere rigorosi ma non reprimendo e utilizzando più il codice dei comportamenti che quello civile. In altri termini via libera a un costume di tolleranza e di rispetto, con regole certe e che non siano piegate volta a volta ai singoli casi. Dimenticavamo di elogiare il Comune per l'apertura, seppure con il solito ritardo incorporato, del parco del Palazzo Belgiojoso, un intervento qualificante che renderà gioiosi i bambini, un'operazione igienica. Peccato che si siano dimenticati della carta e dei servizi.
Marco Calvetti
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