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Scritto Venerdì 13 luglio 2018 alle 19:12

Guardia medica a Bellano: il dr. Minoretti è assolto, atti al Pm per il presunto falso del dr. Galanti

L'ospedale di Bellano e il dottor Renato Galanti
Assolto per non aver commesso il fatto. È con queste motivazioni che il dott. Piercarlo Minoretti si vede assolto dalle accuse di molestie nei confronti del dott. Renato Galanti in merito alla vicenda che si è creata in seguito al concorso tenutosi a dicembre del 2012 per l'assegnazione di un posto per la guardia medica dell'ospedale di Bellano, posto non assegnato all'imputato dalla commissione esaminatrice di cui sarebbe dovuto essere parte anche il superiore, responsabile della Riabilitezione presso il presidio lacustre. Il dott. Galanti - costituitosi parte civile, rappresentato dall'avvocato Richard Martini- aveva presentato una denuncia nei confronti di Minoretti perchè, a suo dire, il collega gli avrebbe chiesto con insistenza e a mezzo di mail e messaggi vessatori il versamento di una somma pari a 400.000 euro a titolo di risarcimento per non essersi visto riconosciuto -a suo dire in modo immeritato- vincitore del concorso.
Alla sentenza odierna si è arrivati nel primo pomeriggio dopo che lo scorso aprile lo stesso giudice monocratico Maria Chiara Arrighi ha deciso "a sorpresa" di disporre una perizia sui telefoni cellulari delle due parti, ritenendone necessaria la verifica. Ed è stata proprio la stessa perizia a determinare in modo fondamentale le sorti del processo: secondo quanto illustrato questa mattina dal perito Davide Figini infatti, l'analisi dei reperti consegnati -anche per quanto riguarda tutti i contenuti cancellati, recuperati dalla memoria fisica- non è stata riscontrata la presenza di alcun tipo di comunicazione avvenuta tra le utenze dei due dottori; anche analizzando i tabulati telefonici, per i soli messaggi sms e per le chiamate, non è stato riscontrato alcun contatto. "Sono state trovate" ha continuato il perito Figini, "delle mail che il dott. Galanti si è auto-inviato ad oggetto "file whatsapp" ma di questi allegati non è stata trovata traccia. Ad ogni modo la trasmissione di queste email è avvenuta in un periodo antecedente al capo d'imputazione".
Escusso il perito, le parti hanno poi provveduto alle conclusioni, per altro già presentate nell'udienza del 2 marzo scorso, prima del conferimento dell'incarico. Il Vpo Mattia Mascaro, a differenza del collega Pietro Bassi -che aveva chiesto la condanna di Minoretti a 40 giorni di carcere- ha proposto l'assoluzione dell'imputato per non essere stata raggiunta nel corso del processo la responsabilità del dottore oltre ogni ragionevole dubbio. L'avvocato Richard Martini di parte civile ha voluto sottolineare al giudice come l'impianto accusatorio, in base alle dichiarazioni testimoniali e documentali, sia stato confermato nonostante il risultato della perizia e si è riportato alle conclusioni presentate lo scorso 2 marzo. Non è stata dello stesso avviso l'avvocato Elvira Borsani, difensore dell'imputato -oggi assente- con il collega Dario Pesenti, che ha insistito per l'assoluzione dell'assistito evidenziando come anche la perizia abbia portato alla luce la verità dei fatti; per questo motivo il legale ha anche ipotizzato al giudice la trasmissione degli atti alla Procura per calunnia e falsa testimonianza del dott. Galanti e dei suoi due figli, che nel corso delle indagini e dell'istruttoria dibattimentale, sotto giuramento, avrebbero affermato il falso.
Ritiratasi in camera di consiglio, il giudice monocratico Maria Chiara Arrighi ha pronunciato nel pomeriggio la sentenza di assoluzione per l'imputato e la disposizione della trasmissione degli atti alla Procura per il Galanti e i suoi due figli.
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B.F.
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