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Scritto Martedì 28 agosto 2018 alle 11:10

Il poeta del progressive rock italiano si è spento nell’eremo sull’appennino. Con in tasca un biglietto per il paradiso

Bisogna avere qualche anno per ricordare  "Un biglietto per l'inferno". L'unico gruppo interamente lecchese che ha superato i confini provinciali, quelli regionali e nazionali con un Lp tra i migliori del progressive italiano anni settanta. Del Biglietto per l'inferno Claudio Canali detto "Cocker" era il leader indiscusso, l'autore di tutti i testi, il frontman. Il primo settembre avrebbe compiuto 66 anni.

Si è spento nell'eremo della Beata Vergine del Soccorso di Minucciano, un paesino arroccato tra la Garfagnana e la Lucchesia sotto le pendici del monte Pisanino in provincia di Lucca dove si era ritirato nel 1990. La sua voce possente ha continuato a risuonare nella chiesina dell'eremo intonando canti gregoriani e alternando struggenti melodie suonate col suo flauto traverso, a fare da sfondo ai testi sacri.

Di lui resterà scolpita nella storia del progressive rock italiano "Confessione" il brano del primo Lp intitolato soltanto "Un biglietto per l'inferno". Il disco è un capolavoro di pezzi che alternano suoni elaborati con i primi sintetizzatori e moog al ritmo forsennato della sezione ritmica. "Ansia", "Confessione", "Una strana Regina" (...che si chiama ipocrisia... ndr), "Il nevare", "l'amico suicida".

VIDEO


I testi sono di una forza e una delicatezza raramente presente nelle canzoni di gruppi che hanno avuto per longevità più fortuna, come i New trolls o il Banco del Mutuo soccorso.

Claudio Canali aveva iniziato a suonare nella banda musicale Santa Cecilia di Molteno dove era nato. Nel 1969 entrava nel gruppo Gee come cantante solista. Grazie all'estensione vocale eccezionale l'artista riusciva ad interpretare brani dei New trolls e dei Deep Purple. Allora non esistevano le discoteche e nelle sale da ballo c'era il complesso che suonava.

L'AMICO SUICIDA

Attorno al tuo corpo
c'è un alone di morte
ti guardo il viso scarno,
tu sorridi, sei forte
il tuo viso cereo e gli impulsi lenti
le tue labbra scure mi fanno stridere i denti.
Aspetti pacato
la tua soluzione
la tua morte in agrodolce dà
una strana sensazione,
una strana sensazione
una strana sensazione
una strana ...

tu mi hai chiesto
di non piangere;
era l'ultimo favore
anche questo ti è negato, caro amico sfortunato
e il mondo
ti condanna
e ne parla
disgustato,
questo sporco mondo idiota
proprio lui che t'ha creato,
questo sporco mondo idiota
proprio lui, che t'ha creato,
ma io no,
ma io no,
ma io no io ti capisco io non biasimo il tuo gesto,
io conosco la tua storia, so la tua triste poesia
col sapore della morte, la tua mano nella mia

e dopo questa mia morte
ritorna la vita in me
ed ora mi sento il più forte,
non ho più regine ma un re.

Quindici, ventimila lire a serata, il poco che bastava a comperare gli strumenti. Nel 1973  si fondono i due gruppi più noti del lecchese, i Gee, appunto e i Mako Sharks e nasce Un biglietto per l'inferno con Claudio Canali, voce solista, flauto, flicorno, Giuseppe Banfi "Baffo", organo, sintetizzatore, moog, Giuseppe Cossa "pilly", hammond, Fausto Branchini, basso, Mauro Gnecchi, batteria, Marco Mainetti, chitarra.

Erano gli anni di Re Nudo del grande concerto al parco Lambro, a villa Pamphili a Roma. Gli anni in cui si guardava, finalmente, la storia del west dalla parte dei perdenti, gli indiani con "Piccolo grande uomo", "Soldato blu", "Corvo rosso". Gli anni della ribellione di "Easy rider", "Zabriskie point". Dei viaggi in India alla ricerca di una pace interiore, del femminismo nascente e della contestazione al sistema e alla guerra. C'era "Jesus Christ superstar" a riscrivere la storia di Cristo. Erano gli anni della libertà attraverso la partecipazione. Un altro mondo, prima che la primavera italiana finisse sotto il piombo degli estremismi politici e nei flute della Milano da bere. Un mondo estraneo al poeta Claudio Canali, tormentato dalla continua ricerca di una dimensione vera, trovata nella pace dell'eremo appeso sull'appennino.

Frate Isaia, il confessore dell'assassino, se n'è andato. Di lui rimangono una voce straordinaria e i testi delle sue canzoni di grande profondità e attualità.
Claudio Brambilla
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