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Scritto Giovedì 30 agosto 2018 alle 09:04

Personaggi storici o figure locali. Ecco a chi sono intitolate la biblioteca di Lecco e quelle di altri sette Comuni del territorio

Qualche mese fa, tra i banchi del Consiglio Comunale di Olginate, si era discussa la proposta – avanzata dal consigliere di opposizione Andrea Secchi ma non andata a buon fine – di intitolare la Biblioteca Civica del paese, in Villa Sirtori, al Professor Giancarlo Bollani, ex insegnante nelle scuole del territorio e grande appassionato di scienza. Se la struttura, dopo il “no” della maggioranza, è tuttora senza un “nome”, forse in attesa del suo futuro trasferimento nello stabile dell’ex Municipio che sarà interessato a breve da una serie di lavori di riqualificazione, non si può dire lo stesso per altre biblioteche del territorio, molte delle quali – solitamente grazie a una simbolica targa affissa all’ingresso – portano su di sé il ricordo di personalità legate a vario titolo al mondo della cultura, conosciute a livello mondiale o più semplicemente all’interno della comunità locale, alla quale hanno spesso dato lustro e fama. Oltre a quella di Olginate, le uniche biblioteche rimaste semplicemente “comunali” nel lecchese sono attualmente quelle di Valmadrera e Civate (e quella di Monte Marenzo, sconfinando per un momento nella bassa Valle San Martino).


Ma a chi sono intitolate le altre? Lo abbiamo scoperto durante un breve viaggio tra otto paesi, in una ricerca in cui non sono mancati gli spunti e le curiosità che hanno consentito di portare alla luce le storie di figure forse non abbastanza note nemmeno tra gli abitanti di quelle comunità che hanno deciso di eternare il loro nome attraverso i libri e la diffusione gratuita della cultura fra grandi e piccini.


Come quella di Piera De Gradi, insegnante nativa di Milano che fin dai tempi della guerra era solita trascorrere le vacanze estive a Garlate: le porte della sua casa, a poca distanza dal Ronco, erano sempre aperte, pronte ad accogliere adulti e bambini desiderosi di stare insieme in un clima sereno e familiare. Donna di grande cultura, dallo spirito moderno e innovativo, stando a contatto con i garlatesi Piera De Gradi ha così iniziato a raccogliere storie, tradizioni e aneddoti del paese in alcuni volumetti, il primo dei quali interamente dedicato alle sue corti: è proprio grazie alle sue pagine che è nata la “Festa delle Corti”, la tradizionale manifestazione annuale organizzata nel mese di settembre e giunta ormai alla sua 27^ edizione. È frutto di un lavoro svolto insieme ai bambini delle scuole elementari, invece, il suo secondo libro, tutto incentrato sulla zona collinare di Garlate, sulla sua flora e la sua fauna, idealmente completato da un terzo scritto sul lago, finora rimasto inedito. Piera De Gradi riposa presso il cimitero locale: per volere dell’Amministrazione Comunale, dal 1° maggio 2011 una targa dorata ricorda il suo importante lascito per la comunità a tutti coloro che varcano l’uscio della Biblioteca in Piazza Vittorio Veneto.


Sulla destra l’angolo dedicato ad Alda Merini all’interno della Biblioteca Civica di Pescate

Sono stati gli stessi lettori e i volontari impegnati dietro il bancone, invece, a selezionare – tra una rosa di possibili candidati, tutti legati alla cultura lombarda – la figura a cui intitolare la “casa dei libri” di Pescate, dal 15 aprile 2016 nota come Biblioteca Civica Alda Merini. La scelta dei votanti è infatti ricaduta sulla celeberrima poetessa milanese, scomparsa nel 2009: all’interno della struttura di via Giovanni XXIII, tra uno scaffale di volumi e l’altro, è impossibile non notare una piccola sezione interamente dedicata a quella che è unanimemente considerata come una delle penne più belle e pungenti della letteratura italiana, con raccolte di versi, aforismi e pensieri personali a disposizione di tutti gli utenti.


La targa affissa all’ingresso della Biblioteca Civica di Galbiate

Ci riporta invece sul piano della cultura locale la Biblioteca di Galbiate, che dal 20 novembre 2011 è intitolata al Professor Giuseppe Panzeri: educatore e studioso della storia del paese e della Brianza, con un passato da amministratore pubblico e sindaco di Galbiate, è stato tra i primi fondatori del Parco Monte Barro, “la creatura che ha fatto nascere e crescere guidandola per almeno venticinque anni”. Definito come “un esempio di instancabile laboriosità per il progresso della società galbiatese”, è stato anche autore di diversi scritti di storia locale, alcuni dei quali editi postumi, nonché di interessanti ricerche su alcuni luoghi emblematici del territorio come la chiesa incompiuta di San Michele: un “illustre cittadino, ma anche un uomo semplice e cordiale, in grado di far conoscere i valori del paese e di onorarne la fama”.


Un grande esperto di storia lecchese fu anche Uberto Pozzoli, al quale dal 1982 è intitolata la Biblioteca Civica di Lecco, la città nativa della madre in cui si trasferì poco tempo dopo la sua nascita: giornalista, sindacalista e poeta, fu anche redattore al Corriere della Sera, prima di morire per una breve malattia nel novembre 1930, a soli ventinove anni. Animato da una profonda fede cattolica, negli anni ’20 aveva espresso il suo impegno civile in difesa dei lavoratori adoperandosi all’interno di diverse associazioni vicine alla Chiesa come la Cooperativa “La Popolare” di Lecco.


L'ingresso della Biblioteca Civica di Malgrate e, sulla destra, Margherita Hack

Altra grande donna di cultura, seppur questa volta in campo scientifico, Margherita Hack (1922-2013) dà il nome alla Biblioteca Civica di Malgrate: astrofisica, accademica e divulgatrice, ha fatto parte delle più prestigiose società fisiche e astronomiche del mondo, nonché dei gruppi di lavoro dell’ESA e della NASA, per poi dirigere, dal 1964 al 1987, l’Osservatorio Astronomico di Trieste, portandolo a rinomanza internazionale. Centinaia le sue pubblicazioni, così come le onorificenze e i riconoscimenti ottenuti per il suo impegno scientifico, ma anche civile e politico nella vita pubblica.


Per tornare alla realtà locale, infine, è sufficiente fare due brevi tappe in Valle San Martino. Esattamente come la scuola paritaria in Piazza Regazzoni, la Biblioteca Civica di Calolzio è infatti intitolata dal 2001 a Caterina Cittadini (1801-57), fondatrice delle Suore Orsoline di San Girolamo e venerata come Beata dalla Chiesa Cattolica: nel 1826, acquistato uno stabile nella località di Somasca, frazione di Vercurago, decise di aprire una scuola privata gratuita rivolta alle bambine più povere che non avevano la possibilità di frequentare quella statale, poi affiancata anche da un educandato e da un orfanotrofio. La sua tomba è collocata nella cappella dell’Istituto delle Orsoline di Somasca, non lontano dunque dalla comunità di Calolzio in cui la figura della Cittadini è sempre stata profondamente radicata e amata. Restando invece a Vercurago, dal 1983 la Biblioteca Civica ricorda Gianni Secomandi (1923-82), pittore nato e cresciuto in paese: definito come un cittadino benvoluto e schivo, portatore naturale di simpatia e amicizia, maestro di sensibilità e disponibilità, aveva “una capacità di sintonizzarsi con i giovani, non meno che con gli anziani, tale da farne un testimone raro di uno stile di comunicazione affabile e gioviale, che ha lasciato un forte segno nella comunità vercuraghese”. Frequentò l’Accademia Carrara di Bergamo con Achille Fusi e le sue opere furono esposte in importanti gallerie anche fuori dall’Italia, da Londra a Praga, da Bratislava a Brno.


La Biblioteca Civica di Valgreghentino

Per dovere di cronaca, al termine del nostro tour vi è da citare anche l’apposizione di una targa all’ingresso della Biblioteca di Valgreghentino, al momento senza un’intitolazione ufficiale, risalente a una decina di anni fa: un piccolo, ma sincero omaggio da parte della comunità a Luca Panzeri, giovane del paese prematuramente scomparso che durante la sua esperienza di Servizio Civile aveva prestato la sua opera anche in Biblioteca.
Benedetta Panzeri
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