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Scritto Giovedì 20 settembre 2018 alle 08:36

Tre lecchesi alla Camera per la presentazione del libro di Duccio Facchini 'Alla deriva'

Duccio Facchini, Riccardo Gatti e Giovanna Scaccabarozzi. Tre i lecchesi che ieri pomeriggio sono intervenuti a Roma, nella sala delle conferenze stampa della Camera dei deputati, su invito dell'onorevole Nicola Fratoianni in occasione della prima presentazione pubblica del libro "Alla deriva", scritto da Facchini, giornalista di Altreconomia e volto dell'associazione Qui Lecco libera. A introdurre i quattro interlocutori il direttore della rivista indipendente milanese Pietro Raitano che ha spiegato le motivazioni e l'urgenza che hanno spinto la casa editrice ad occuparsi del tema: "I migranti, le rotte del Mar Mediterraneo, le Ong", la descrizione fattuale del "naufragio della politica che nega i diritti per fabbricare consenso", per dirla con le parole del sottotitolo del volume.

Riccardo Gatti, Ducci Facchini, Pietro Raitano, Nicola Fratoianni e Giovanna Scaccabarozzi

"Questo libro nasce dall'acuirsi della campagna contro le Ong a cui abbiamo assistito e che ha portato, come punto di arrivo, alla loro cancellazione. La discriminazione nei confronti dei migranti è una deriva che arriva da lontano e i sei capitoli di cui si compone il libro ne rappresentano il declinarsi" ha spiegato l'autore.
Il primo capitolo racconta come un fenomeno che ha interessato l'Italia e l'Europa in proporzioni assolutamente modeste sia stato strumentalizzato: "La migrazione interessa il 3,4 per cento della popolazione mondiale e solo il 15 per cento dei migranti viene dall'Africa, mentre l'85 per cento dei rifugiati censiti dall'UNHCR è ospitato da Paesi che stanno fuori dall'Europa".
Nel secondo capitolo, titolato in maniera provocatoria "La crociera", vengono descritte, attraverso la voce di operatori umanitari, le condizioni disumane che devono affrontare i migranti nei loro viaggi verso l'Europa. Uno di questi operatori è Giovanna Scaccabarozzi, medico di Valgreghentino che ha lavorato con diverse Ong sia nei campi di prima accoglienza sia a bordo delle navi: "La medicina è impreparata ad affrontare questa sfida. Le persone che arrivano sulle navi delle Ong versano in condizioni agghiaccianti per via di tutto quello che hanno passato nei mesi e negli anni precedenti: il viaggio in mare, le torture e la detenzione in Libia, i viaggi nel deserto per arrivare in Libia e spesso le storie legate ai Paesi d'origine. È un percorso complicato che non può essere ignorato e rimandandoli in Libia o lasciandoli morire in mare vuol dire perpetrare quello che è un genocidio, perché i numeri sono da genocidio, portato avanti per cause economiche".

La copertina del libro

È ancora Facchini che continua ad illustrare la struttura del suo testo: il terzo capitolo dedicato all'accoglienza in Italia, tema declinato attraverso il lavoro portato avanti da Cittalia Fondazione Anci, grazie al quale si possono sfatare alcuni luoghi comuni della campagna contro i migranti. Ad esempio le persone che, dopo tutti i passaggi giurisdizionali, ottengono una qualche forma di protezione internazionale non sono sette su cento ma settanta.
Nel capitolo successivo - il quarto - l'intervista a Chiara Favilli, docente di Diritto dell'Unione europea all'Università degli studi di Firenze, ha ben descritto tutti i limiti delle politiche europee in tema di immigrazione; mentre nel quinto ha ripercorso la storia della distruzione delle Ong, dalle prime accuse di Fronte del 2016, passando attraverso le inchieste della magistratura - rivelatesi fuochi di paglia - fino alla cancellazione delle Ong dal Mediterraneo: delle 1300 persone soccorse in mare nel luglio del 2018, neanche una è stata salvata da una nave delle organizzazioni umanitarie. A tal proposito è intervenuto il calolziese Riccardo Gatti, comandante della Ong spagnola Proactiva Open Arms: "Ci sono stati messaggi chiari e costruiti, menzogne per criminalizzare le Ong e per far sì che sparissimo. Frasi come ‘le Ong sono i taxi del mare' sono assolutamente vuote, ma hanno un forte impatto mediatico. In questi anni ho imparato che ‘quando una persona con un discorso incontra una persona con lo slogan, la persona con il discorso è una persona morta'. Questo è un libro con un discorso, con dati chiari che mostrano come quello che si è raccontato non ha nulla a che vedere con la realtà". Il libro chiude infine sulla Libia: il Paese da cui scappano i migranti che attraversano il mar Mediterraneo e quello in cui le politiche italiane ed europee mirano a riportarli o a farceli ripartire. "Il volume - ha detto Facchini al termine del suo intervento - vuole dare informazioni per un dibattito serio in una democrazia che vuole essere matura".

Al centro Facchini durante la presentazione del suo testo

A chiudere la conferenza stampa Nicola Fratoianni, deputato di Leu che a luglio si è imbarcato con la Open arms durante la drammatica missione di salvataggio che si è vista negata i porti italiani e ha finito per sbarcare le persone soccorse a Valencia. "Questo libro è un contributo importante di fronte al degrado del dibattito pubblico. "La deriva" è quello che è accaduto in questi anni e che affonda le sue radici prima di questo governo dai tratti fascistoidi e razzisti espliciti".
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