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Scritto Lunedì 08 ottobre 2018 alle 14:55

A Lecco salta metà Giunta: via Rizzolino, Venturini e Mazzoleni. Il sindaco toglie anche il 'personale' a Valsecchi

I nuovi assessori Alessio Dossi, Clara Fusi e Roberto Nigriello
Tanto tuonò che piovve. E non due gocce d’autunno, ma una grandinata destinata a scuotere il palazzo municipale, dentro e fuori le mura. Fumata bianca, dunque, sul rimpasto della Giunta, atteso, si fa per dire, dal Natale 2017. Snervanti negoziati, una giostra di nomi, conflitti e resistenze per approdare ad un cambiamento che tocca la metà degli assessori. Evadiamo subito le curiosità: al Bilancio l’imprenditore Lorenzo Goretti, prenotato da tempo, subentra ad Anna Mazzoleni, che sconta una gestione grigia che ha avuto il suo picco verso il basso con la ritardata e colpevole approvazione del consuntivo 2017. All’Ambiente l’ultimo anno e mezzo di mandato vedrà alla prova l’ex presidente di Legambiente ed imprenditore agricolo Alessio Dossi, al posto di Ezio Venturini, ritenuto un instancabile lavoratore ma poco avvezzo a misurarsi con la città e con le associazioni in un campo nel quale, invece, non si può certo operare con un sacco viola in testa. Sorprende, anche per il coraggio, spesso non riconosciuto al sindaco Virginio Brivio, il taglio della testa di Salvatore Rizzolino, insegnante e uomo di cultura, responsabile dell’Istruzione. Tra i capi d’imputazione gli verrebbe attribuito uno stile ministeriale, più propenso a muoversi a suon di direttive, piuttosto che all’ascolto e alla collaborazione con il complesso e variegato mondo della Scuola. Il delicato compito investirà l’operatrice della Nostra Famiglia Clara Fusi. Sorprende anche la promozione ad assessore allo Sport del giovane studente universitario Roberto Nigriello, da sempre in prima fila nelle vicende sportive della città, dalla Calcio Lecco sino al Bione. Sia Nigriello sia la Fusi sono stati pescati all’interno del Consiglio Comunale, che ora dovrà procedere alla loro sostituzione. Ma non finisce qui: per chi osservi le dinamiche comunali, tornerà inaspettata l’assunzione da parte del sindaco della delega al Personale, sinora appannaggio di Corrado Valsecchi.
Un cambio di rotta che ha insieme il sapore della sfida e del riconoscimento che, su questo versante, a Palazzo Bovara non si respira un clima sereno, con quell’andirivieni di dirigenti che hanno suggerito l’impressione più del saloon con le porte girevoli che dell’austera istituzione. La figuraccia del Comandante dei Vigili volatilizzatosi in un amen è solo l’ultimo anello di una catena dimostratasi di scarsa tenuta e affidabilità. Con questa mini rivoluzione, il primo cittadino ha voluto imprimere un’accelerazione a una macchina che da tempo segnava il passo e che non rispondeva né ai suoi comandi, né alle crescenti esigenze dei cittadini.

Va da sé che vengono toccati gli equilibri politici all’interno della maggioranza e che, fermo restando il principio dell’insindacabilità di Brivio sulle revoche e sulle surroghe, è persino ovvio pronosticare rese dei conti in particolare nelle stanze del Partito Democratico, laddove le correnti e i personalismi resistono nonostante la deriva di una forza politica in progressivo calo di consensi e di credibilità.
Marco Calvetti
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