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Scritto Giovedì 11 ottobre 2018 alle 15:51

Sulla Ciclovia, una giornata di formazione per l'uso dei DAE: ''per la catena dei soccorsi serve l'aiuto dei cittadini''

Sensibilizzazione, consapevolezza e formazione: potrebbero essere queste le tre parole-chiave dell’evento che si svolgerà sabato 13 ottobre lungo la Ciclovia dei Laghi, dedicato alla conoscenza delle tecniche di primo soccorso e all’utilizzo del DAE in sei diverse postazioni con l’addestramento alla rianimazione cardiopolmonare con defibrillazione precoce. L’installazione degli strumenti salvavita è infatti soltanto un anello, seppur significativo, della “lunga catena dei soccorsi, che riesce a dare risultati migliori e realmente efficaci quando vede il coinvolgimento attivo dei “laici”, dei semplici cittadini non professionalmente impegnati nel mondo della sanità”.



Parola del dr. Guido Villa, di AREU Lecco, tra i principali sostenitori dell’iniziativa organizzata sul nostro territorio in occasione della Giornata Europea contro l’Arresto cardiaco, che ricorre ogni 16 ottobre. “Intorno ai DAE, si è dovuta costruire una vera e propria cultura che andasse al di là dello strumento vero e proprio, per coinvolgere i cittadini nel loro utilizzo e nella conoscenza delle manovre corrette per un efficace intervento di primo soccorso” ha commentato il dr. Paolo Favini, commissario dell’ASST di Lecco.



“Non è stato un percorso facile, ma poco alla volta anche in Italia e nel nostro territorio siamo riusciti ad arrivare ai numeri raggiunti all’estero, negli Stati Uniti in primis”. Tutto ciò anche grazie ai progressivi interventi legislativi che si sono susseguiti nel corso degli anni, di pari passo con l’aumento della consapevolezza in merito da parte dei cittadini. “In caso di arresto cardiaco – una malattia tanto grave quanto improvvisa, da cui teoricamente non si può tornare indietro – la risposta immediata del 118, per quanto importante, potrebbe non bastare” ha spiegato il dr. Guido Villa. “Ad oggi sul territorio lombardo sono attivi 9.218 DAE (o PAD), un numero in continuo incremento che ci fa ben sperare. Al 1° giugno 2018, risultano circa 200.000 i cittadini della nostra Regione regolarmente formati al loro utilizzo tramite corsi specifici, più di 4.000 dei quali sono stati organizzati soltanto nel 2017”.


Il dr. Fabrizio Mosca e il dr. Maurizio Volonté

A questo proposito, basti pensare che dal 2010 ad oggi nella nostra provincia sono state ben 9.480 le persone che hanno deciso di sottoporsi alle “lezioni” solitamente promosse da associazioni di soccorso in circa 800 diverse iniziative distribuite su tutto il territorio. 250, invece, le postazioni dotate di DAE: 50 risultano collocate in aziende private, 80 in impianti sportivi e le restanti in altri luoghi tra cui oratori, strade pubbliche e farmacie, spesso per iniziativa di gruppi di volontariato o persino di cittadini “benefattori”.


Il dr. Paolo Favini, il direttore sanitario dell'ASST di Lecco dr.ssa Flavia Pirola, Cristiano Pelà

Anche nel lecchese, dunque, negli ultimi anni la sensibilità sul tema è notevolmente aumentata, contribuendo al raggiungimento di importanti risultati. “In quasi il 50% degli arresti cardiaci testimoniati nel 2017 le manovre rianimatorie sono iniziate proprio da alcuni astanti” ha aggiunto il dr. Fabrizio Mosca, coordinatore infermieristico di AREU Lecco. “Nel 6% dei casi, sono stati loro ad eseguire la defibrillazione tramite un PAD presente nei paraggi, accelerando in maniera non indifferente le operazioni di soccorso. Significativi anche i numeri relativi al mondo sportivo: in 113 occorrenze di arresto cardiaco, il 70% degli atleti colpiti è stato rianimato da un “laico”, con una percentuale di sopravvivenza dell’88.3% (che diventa 23% sulla popolazione generale), davvero da record a livello mondiale”. Tanti, da questo punto di vista, gli episodi di rilievo avvenuti anche sul nostro territorio, dall’anziano bellanese salvato da un passante proprio grazie alla presenza di un DAE nei pressi del Municipio, al provvidenziale intervento messo in atto poche settimane fa a Valmadrera da una soccorritrice imbattutasi in un centauro rovinato a terra con la sua moto a causa di un improvviso malore.


Il dr. Guido Villa, la dr.ssa Paola Vergani

“È fondamentale che alla base della “catena” ci siano i cittadini” ha ribadito il dr. Maurizio Volonté. “La consapevolezza dell’importanza di un primo soccorso sta maturando molto, soprattutto nei giovani, e questo non può che farci piacere”. Tornando all’evento in programma sulla Ciclovia per sabato 13 dalle 9.00 alle 12.00, è stato promosso dal Centro Coordinamento Radio Soccorso (CCRS) guidato da Cristiano Pelà - da tempo impegnato in raccolte fondi e iniziative benefiche per l'installazione dei DAE sulla Ciclovia - e vede già 76 persone coinvolte: l’obiettivo, come accennato, è proprio quello di sensibilizzare la cittadinanza sull'importanza dei defibrillatori e del loro utilizzo attraverso un primo addestramento alla rianimazione cardiopolmonare con defibrillazione precoce. Nell’occasione si potranno inoltre avere informazioni in merito agli appositi corsi attivati sul territorio, “davvero alla portata di tutti – ha sottolineato Paola Vergani, l’infermiera dell’AAT di Lecco responsabile dei progetti – anche perché consistono in sole cinque ore di lezioni, quattro delle quali di pratica con un manichino”.


La postazione DAE installata a Rivabella grazie al CCRS

Sempre più utilizzata da atleti, podisti e semplici appassionati delle camminate all’aria aperta, la Ciclovia è attualmente dotata di postazioni DAE nei pressi del campeggio lecchese di Rivabella, del fast-food di Garlate, del Parco La Punta a Pescate e del Lavello a Calolzio. Il progetto, però, non si ferma qui: come ha spiegato infine Cristiano Pelà del CCRS, uno degli organizzatori della giornata formativa di sabato, l’obiettivo è infatti quello di incrementare sempre di più il numero delle installazioni (per esempio al Museo della Seta di Garlate, in Piazza Figini a Vercurago, in zona mercato a Olginate e al Parco Torrette di Pescate), migliorando allo stesso tempo sul fronte della formazione e aumentando la presenza dei cartelli in grado di segnalare efficacemente la presenza dei DAE. Sarà necessario, ovviamente, l’aiuto di tutti, delle istituzioni in primis, ma anche dei cittadini disposti ad impegnarsi per imparare ad utilizzare gli strumenti salvavita e per contribuire, magari anche con qualche piccola donazione, alla loro installazione.
B.P.
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