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Scritto Martedì 30 ottobre 2018 alle 09:28

Il governo, le distorsioni del neo liberismo e... Paolo Trezzi

Germano Bosisio
Devo aver turbato non poco i suoi sonni con il mio precedente richiamo alla sua ondivaga coerenza di fustigatore dei costumi sociali locali se Paolo Trezzi, dopo appena un paio d'ore dalle mie considerazioni sull'attuale governo, ha ritenuto d'indirizzarmi pubblicamente le sue sarcastiche osservazioni. Sulla fondatezza o meno della sua “requisitoria argomentativa” lascio ai lettori, se vorranno, la comparazione dei tre scritti (SE CAMBIANO I PARADIGMI - MA QUESTO GOVERNO… - LA FANTAECONOMIA E FANTAREALTA' DEL GRILLINO BOSISIO).
Devo invece ringraziarlo perché una volta in più fornisce la dimostrazione di come alcuni “pensatori” soffrano dell'irrefrenabile “sindrome da etichettatura” volendo a tutti i corsi affibbiare ad altri appartenenze rigide. Proprio non gli entra in testa che ci sia qualcuno che possa semplicemente avere una propria ricerca del “giusto”, senza pregiudizi precostituiti e quindi ricercando con altri, onesti intellettualmente e scevri da supponenze, una lettura dei fatti per come li percepisce. Le opinioni, per questo, sono tutte valutabili come anche poi, alla fine degli approfondimenti, il dovere di giudicare – e non girare la testa dall'altra parte specialmente quando è comodo - ma il giudizio sommario può essere fuorviante, specie se tranquillizza e conferma il proprio io.
Così pure lo debbo ringraziare perché ignorando (volutamente?) l'ultima parte del mio scritto fornisce anche un'altra dimostrazione: quella di come i cosiddetti intellettuali, o presunti tali, stiano alla larga dai veri e centrali temi gravanti sulla questa martoriata società economica e sociale, quelli prodotti da un sistema strutturalmente iniquo quale quello neoliberista nelle sue varie articolazioni a cui accennavo nel mio precedente scritto “SE CAMBIANO I PARADIGMI”.
Non è un caso che specialmente in materia economica quasi tutti si accodino al mainstream e al cosiddetto pensiero unico dominante (io dico fuorviante) con i suoi dogmi e le sue “regole” abilmente usate in nome di un, solo presunto, buon senso ma invece posti a tutela di interessi particolari di sempre più pochi. E' questo il capolavoro di questo sistema: far credere alle proprie vittime di agire per l'interesse collettivo.
Spero per questo che molti lettori abbiano visionato il breve ed eloquentissimo video che ho linkato nel mio precedente scritto. Così pure ne riporto qui un altro, altrettanto eloquente e dello stesso autore, per chi volesse veramente interrogarsi a fondo su logiche e conseguenti modalità alternative praticabili. E' il contribuire, senza supponenze, a questo scavo di consapevolezza ciò che mi sta veramente a cuore, al di là della sorte di questo o quel governo – l'attuale, nella componente dei 5 Stelle mi dà qualche speranza in questo senso, comunque da monitorare - e quindi rivolgo un invito a tutti a confrontarsi sui paradigmi e scelte “dottrinali” economiche e sociali dominanti a cui troppo acriticamente si è dato credito.

PS. A mo' d'esempio lampante odierno (29 ottobre 2018) dei meccanismi distorsivi di spread e borsa: se misurassero effettivamente la virtuosità di uno Stato e di una azienda quotata, come mai lo stesso Stato e la stessa azienda che ieri non erano credibili (banche coi valori in ribasso anche di vari punti percentuali ) oggi invece godono della fiducia degli “investitori” (le stesse banche ieri in perdita, oggi sono in rialzo di svariati punti)? Hanno inventato per questo anche un termine tecnico ad hoc tanto rassicurante quanto ipocrita: “rimbalzo” e così pure gli “esperti” si ostinano a trovare sempre più variegati apparenti motivi giustificatori di queste oscillazioni speculative indotte. Lo capirebbe anche un bambino che ci stanno manipolando il cervello o no?
Germano Bosisio
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