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Scritto Mercoledì 28 novembre 2018 alle 11:42

Ordine del giorno contro il decreto Salvini: il Comune di Lecco dalla parte degli Sprar

Proprio mentre la Camera dei deputati votava a favore del Decreto legge Salvini, Alberto Anghileri, capogruppo a Palazzo Bovara di Con la Sinistra cambia Lecco, proponeva al Consiglio Comunale riunitosi in seconda convocazione anche ieri sera, martedì 27 novembre, di votare un Ordine del giorno che si opponesse al Dl 113. Con il proprio provvedimento l’ex sindacalista ha chiesto al sindaco e alla giunta di avanzare al il Ministero dell’interno e al Governo la richiesta “di sospendere, in via transitoria fino a conclusione dell’iter parlamentare, gli effetti dell’applicazione del Decreto legge n.113/2018 e aprire un confronto con le città italiane, al fine di valutare le ricadute concrete di tale Decreto sull’impatto in termini economici, sociali e sulla sicurezza dei territori”. In realtà l’iter parlamentare è ormai giunto al termine, ma il messaggio resta attuale: “Ci sono alcune parole che vorrei ricordare - ha detto Anghileri introducendo il proprio ordine del giorno -. Una è ‘Costituzionalità’: i principali costituzionalisti del Paese hanno fatto presente che si tratta di un provvedimento con alti profili di incostituzionalità e c’è la possibilità che venga dichiarato anti-costituzionale. La seconda parola è ‘Umanità’: si tratta di un decreto che trasuda odio e vuole trovare un nemico a tutti i costi, anche quando non serve. Per noi è meglio avere una situazione come quella del Bione o qualche persona per ogni Comune? È questo il tema: è meglio un sistema che fa integrare i migranti attraverso l’insegnamento dell’italiano e dei percorsi formativi o ammassare tutti in un centro? Quest’anno sono arrivate in Italia 21mila persone da gennaio a metà ottobre, un numero ridicolo se affrontato in maniera seria. Anche il Comune di Lecco, assieme ad altre realtà territoriali, ha messo in campo efficaci azioni volte all’implementazione di una solida e diffusa rete di accoglienza Sprar e ad un'equa e sostenibile distribuzione delle persone accolte su tutto il territorio provinciale: il variegato mondo del volontariato presente nel nostro territorio ha dimostrato per l’ennesima volta la sua grande disponibilità all’accoglienza e all’impegno per una reale integrazione dei richiedenti asilo. Questo decreto avrà anche un forte impatto sui territorio: l’Anci nazionale ha stimato in 280 milioni di euro i costi amministrativi che ricadranno su servizi sociali e sanitari territoriali e comunali, per l’assistenza ai soggetti vulnerabili oggi a carico del Sistema Sanitario Nazionale. Infine vorrei ricordare che la gente che scappa, scappa dalla guerra o dalla fame, e non perché vuole fare ‘la crociera’. Perché se un italiano va a Londra a fare il cameriere è un cervello in fuga, se un nigeriano viene in Italia è un delinquente?”. Appoggio ad Anghileri da parte di tutte le forze di maggioranza - Partito democratico e Appello per Lecco - e anche di Dario Spreafico di Vivere Lecco recentemente passato all’opposizione dopo il rimpasto di Giunta. Monica Coti Zelati (Pd) ha proposto un emendamento all’ordine del giorno, accettato dal proponente, nel quale sono state esplicitate in maniera più chiara le azioni concrete che il Consiglio comunale si aspetta che il sindaco compia per far sentire la propria voce. Contraria, neanche a dirlo, la Lega. Per Cinzia Bettega quello di Anghileri “è un compendio di retorica e luoghi comuni, di paroloni. Come se la Lega volesse la gente annegata in mare, qui nessuno odia nessuno, ma si sta cercando di dare delle regole”. “Questo decreto tenta di riordinare un campo che è stato gestito solo in modo ideologico, senza badare ai problemi delle 400mila persone irregolari che non hanno futuro” ha aggiunto Stefano Parolari, chiamando in causa “Carlo Marx che già spiegava il fenomeno che stanno vivendo le nostre città: soffrono il senso di abbandono e questo sostrato di abbattimento dei redditi, pertanto si crea la guerra tra i poveri, è nello schema della migrazione”. Contrario anche il centrodestra: “Sono un po’ perplesso, penso che sia un argomento complesso. In ogni caso l'argomento era nel programma di governo e ci sono state delle elezioni - ha detto Antonio Grandino (Lista Bodega) ignorando forse il fatto che a quella tornata la Lega prese il 17 per cento delle preferenze -. Invito la Giunta a pensare a problemi più impellenti”. Un pensiero condiviso dal forzista Emilio Minuzzo che ha sostenuto come sul tema dei migranti l’Amministrazione abbia portato avanti una “propaganda che non ci piace: è vero che questi ragazzi hanno fatto dei piccoli lavoretti - riverniciare l’intero Rigamonti-Ceppi sotto il sole di luglio, un lavoretto -, ma per ogni pennellata sono state scattate 250 foto e alla consegna degli attestati c’erano ben tre assessori. Una nostra legittimazione di questo comportamento è stucchevole e inutile, perché i cittadini ci fermano per parlare d’altro”. Nonostante i voti contrari di destra e Lega e l’astensione di Ncd, l’ordine del giorno è stato approvato.
M.V.
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