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Scritto Giovedì 06 dicembre 2018 alle 17:58

Lecco, Casa della Solidarietà e della terza età: la storia dell'edificio

L'assessore Simona Piazza, tra don Claudio Maggioni
e il sindaco Virginio Brivio
A spiegare la storia dell’edificio che a partire da oggi ospiterà la Casa della solidarietà e della terza età - sede di Auser Lecco, Anteas Lecco e degli uffici comunali del SID Servizi Integrati Domiciliarità - è stata Simona Piazza, assessore alla Cultura: “Non conosciamo la data esatta di edificazione di questo Palazzo civico, ma l'indicazione ‘1867' ci rimanda al compimento dell'unità d'Italia, mentre una mappa catastale, datata 1898, ci riporta l'impronta dell'immobile, esattamente come oggi noi lo conosciamo, e ci rivela come la costruzione non abbia conosciuto negli anni ampliamenti o trasformazioni di sorta. Nasce come palazzo civico che raggruppa i due cardini della vita comunitaria: il Comune e la scuola. Di impianto tipologico rigoroso e semplice, si uniforma alla morfologia del terreno, degradante verso il Lario, e si sviluppa su due piani a monte e tre verso valle. L'aspetto formale ed estetico è assai differente sui due fronti: classicheggiante, con contorni e marcapiano lapideo sul fronte primario, verso via don luigi Monza, più essenziale e rigoroso, con grandi vetrate in ferro che ricordano gli esempi di architettura industriale, le filande, verso valle. Questa palazzina è stata per tutto il Novecento il simbolo dei contraddittori eventi della storia. Prima laboratorio del divenire e delle speranze di progresso ed innovazione, poi sede di un regime che ha cancellato ogni libertà. Centinaia di ragazzi, sin dalla fine dell'Ottocento, hanno frequentato queste aule. Prima la scuola primaria, le elementari, e poi, dopo l'edificazione del nuovo plesso, la materna. Queste mura vivono nella memoria di tutti gli abitanti di San Giovanni, dal momento che intere generazioni hanno qui condiviso l'impegno dell’apprendere. Negli anni più recenti l'edificio viene dismesso e tra le sua mura non viene più svolta attività didattica, ed è qui che nasce l'idea di un suo impiego per il sociale: prende vita il progetto ‘Casa della solidarietà e della terza età’, nel quale le associazioni Auser e Anteas vengono individuate come soggetti per la realizzazione di un Polo di servizi integrato per la popolazione anziana nel territorio di Lecco denominato ‘La terza età per la città’. A questo scopo il Consiglio comunale nel gennaio 2014 ha approvato la convenzione per la riqualificazione dell’immobile, anche grazie al contributo di Fondazione Cariplo. La struttura, nata per un uso collettivo, con ampi spazi aperti, ben si presta alla nuova destinazione come sede di servizi del volontariato sociale. È stata poi sottoscritta una convenzione tra i soggetti interessati ed è partito il progetto tecnico ed economico che porterà alla realizzazione dell'intervento di riqualificazione. Uno degli elementi che, sin da subito, è stato posto al centro delle scelte, è quello della conservazione della memoria storica. L'impianto dell'edificio è integralmente mantenuto, con le mura, i solai lignei, l'impaginazione delle facciate, i decori classicheggianti sul fronte primario prospiciente via don Luigi Monza. L'accesso e la scala storica, con la lapide, sono stati restaurati e mantenuti integralmente. Le mura, in pietra della Valsassina, sono state conservate e semplicemente rivestite. Le parti aggiunte sono ben riconoscibili sia per forma che per materiali, il legno, il vetro, i tamponamenti e i controsoffitti sono in fibra e materiale leggero. Sono stati rinnovati completamente gli impianti, garantendo la massima coibentazione, risparmio ed efficienza energetica, mentre l'aspetto formale ed estetico dell'edificio coincide con la struttura originale. Integra è anche la memoria di un evento tragico che ha colpito il quartiere: nelle mura sul lato Ovest sono ancora oggi perfettamente riconoscibili i segni dell'incursione aerea della sera del 25 aprile 1945, cicatrici conservate e valorizzate come testimonianza dei vissuti lecchesi e dell'orrore della guerra”.
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