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Scritto Venerdì 07 dicembre 2018 alle 16:22

Teleriscaldamento: tavolo tecnico in Regione ma ad un mese dall'appalto e... senza Lega

"Stiamo solo perdendo tempo". Si è chiusa così, con la provocazione del consigliere regionale Massimo De Rosa (M5s), la commissione Ambiente in Regione di mercoledì 5 dicembre, durante la quale si è svolta la prima riunione del tavolo tecnico che si sarebbe dovuto occupare del teleriscaldamento di Silea legato al forno inceneritore di Valmadrera. Questo aveva stabilito la Risoluzione 81 votata dal Consiglio regionale il 24 gennaio 2017, ma dal momento che all'inizio del 2019 verrà pubblicato il bando di gara per realizzare l'opera (tramite la finanza di progetto), la convocazione appena un mese prima rischia di rivelarsi solo un passaggio formale. Tanto più che nessuno dei consiglieri leghisti, forza di maggioranza in Regione, era presente e non uno ha assistito all'audizione dei rappresentanti di Silea da una parte e del Coordinamento lecchese rifiuti zero dall'altra.
Mauro Colombo
Il presidente della società che gestisce il ciclo dei rifiuti in Provincia di Lecco, Mauro Colombo, dopo un'ampia introduzione ha dato conto dell'assemblea dei soci di martedì 4 dicembre dove sono stati illustrati i risultati dell'analisi epidemiologica condotta per valutare gli effetti sullo stato di salute della popolazione soggetta alle ricadute del forno, in base a cui non ci sarebbe "una relazione chiara e ben caratterizzabile tra residenza in aree a differente ricaduta di inquinanti emessi dall'impianto di incenerimento situato nel Comune di Valmadrera e l'insorgenza di patologie ad essa correlabili, con l'eccezione dei tumori del fegato e vie biliari, il cui eccesso di residenti nelle aree a più elevata ricaduta delle emissioni merita un approfondimento per quanto riguarda le possibili cause". E a partire da questa circostanza ha parlato del "nuovo obiettivo" di Silea: il teleriscaldamento. "Questo comporterà vantaggi per i cittadini, assicurando risparmio sulla tariffa e fornendo un servizio più sicuro perché non si distribuirà combustibile, permettendo di incrementare la classe energetica dell'edificio che deciderà di allacciarsi alla rete. Ci saranno anche vantaggi economici, per il cittadino che pagherà solo l'energia termica e vantaggi per la comunità". Rispetto alle preoccupazioni legate alla nuova infrastruttura, Colombo ha assicurato che "è prevista, per la fine vita dell'inceneritore, una fonte alternativa di alimentazione del teleriscaldamento: ovvero pompe di calore, biomasse, solare termico e nei prossimi anni salterà fuori qualcosa ancora".

Gianni Gerosa
Poi è intervenuto Gianni Gerosa, portavoce del Coordinamento lecchese rifiuti zero, che compiendo un passo indietro nel tempo ha spiegato come, secondo i movimenti che si riconoscono nell'associazione, siano state completamente disattese le prescrizione della Risoluzione regionale 81/2017, a partire dalla condivisione di alcune linee guida e dalla creazione di un tavolo di discussione sul tema: "Non c'è stato niente di tutto questo e le cose stanno andando avanti abbastanza di corsa: la convenzione tra i Comuni interessati dalla rete, necessaria per procedere con la gara, è stata sottoscritta e Silea ha appaltato la sostituzione della turbina, quella attuale infatti non andrebbe bene per spillare acqua calda". Secondo Gerosa non è stata fatta neanche una ricognizione degli impianti a gas presenti sul territorio, quelli che dovrebbero essere sostituiti dal teleriscaldamento: "In Provincia di Lecco il 95 per cento delle caldaie è a metano, c'è una piccola parte di caldaie a gasolio in Valsassina. Quindi il teleriscaldamento andrebbe a sostituire il metano, che è un combustibile meno impattante dei rifiuti soprattutto rispetto alle diossine. Bolle di accompagnamento di Silea dei rifiuti trasportati alla mano, nel 2016 l'impianto di Valmadrera ha smaltito solo per il 48 per cento rifiuti nostri e il fabbisogno della Provincia è circa di 50mila tonnellate". Quindi si potrebbe porre anche il tema dell'alimentazione del forno per far funzionare il teleriscaldamento. Rispetto ai costi il Coordinamento ha elaborato una stima che tocca gli 85 milioni di euro: "La cifra di 40 milioni presentata da Silea non tiene conto dei 21 milioni di euro per le caldaie di integrazione della centrale e degli investimenti necessari per aggiornare i forni. Inoltre nel 2024 termineranno gli ammortamenti dell'attuale revamping del forno e bisognerà arrivare al superamento di questa tecnologia". Ma la denuncia più forte dell'associazione è quella che riguarda la "mancanza di trasparenza e autoreferenzialità di Silea: questa per noi è la cosa più brutta. Noi già da quando è stato fatto l'ultimo revamping chiedevamo un'analisi epidemiologica. I Comuni alla fine l'hanno fatta e oltre mille cittadini hanno chiesto di avere un nostro rappresentante all'interno del comitato scientifico di controllo. Non è mai arrivata una risposta: una società pubblica non ha risposto ad una richiesta di oltre mille cittadini. Perché così tanti cittadini che pagano le tasse non hanno potuto partecipare?". Anche in questa sede Gerosa ha presentato il modello di ricaduta dei fumi dell'inceneritore di Valmadrera commissionato e finanziato dal Coordinamento, precisando gli aspetti fondamentali che lo differenziano da quello di Silea: "Servizi territorio - la società che lo ha realizzato - ha usato dati meteorologici e dati in quota recuperandoli da Arpa Emilia-Romagna; come inquinanti ha considerato le emissioni effettive e non quelle previste dall'AIA, usando l'ossido di azoto come riferimento perché è l'inquinante principale emesso dal forno, ma di mappe ne abbiamo fatte sei e anche quella che prevede le polveri ha dato gli stessi risultati - un modello diverso da quello usato per lo studio epidemiologico -. Una mappa sbagliata potrebbe generare errori nell'analisi", ha concluso il portavoce, ricordando che "la società che ha realizzato il modello per Silea è Tecno habitat, che fa parte anche dell'ATI che ha portato avanti la parte di progetto del teleriscaldamento che riguarda la turbina e la caldaia di back up. Ci voleva a nostro avviso un minimo di opportunità e di trasparenza. Ricordo anche che la VIA del 2010 e l'AIA sono state concesse sulla base di una mappa che mostrava ricadute diverse da quelle della mappa di Tecno Habitat che ha avuto problemi a recuperare i dati meteorologici che erano incompleti e ha ricostruito l'anno, facendo solo una stima per il vento, che è un elemento centrale per valutare le ricadute".  
Massimo De Rosa
A prendere la parola per avere qualche chiarimento è stato il consigliere 5 stelle Massimo De Rosa, che ha sottolineato alcuni passaggi: "Non si sta contestando se sia giusto uno o l'altro modello, ma il fatto che non si stia rispettando una risoluzione che era stata votata e che avrebbe dovuto coinvolgere il territorio prima di procedere, invece si sta andando avanti, mentre non c'è nulla di concreto sulla carta se non la volontà di andare avanti velocemente senza un progetto vero e proprio con il relativo calcolo di costi e benefici. Mi preme sottolineare che c'è una società coinvolta nella costruzione del teleriscaldamento che allo stesso modo è coinvolta nello studio epidemiologico promosso dall'azienda che deve essere valutata nello studio epidemiologico. C'è un interesse nel risultato finale, c'è un interesse economico, c'è una commistione che è troppo grave per passarci sopra. Rispetto al modello mancano dei dati sulla parte meteorologica e quindi non sono state calcolate le corrette aree di ricaduta, è chiaro che a seconda dei venti cambiano le aree di ricaduta e quindi cambia la valutazione sull'incidenza delle malattie. Devo pretendere che ci sia certezza dei dati che andiamo ad evidenziare e il fatto che una società coinvolta vada a fare l'analisi mi lascia perplesso". A rispondere a queste osservazioni è stato il direttore di Silea Marco Peverelli: "La decisione di affidare l'elaborazione del modello a Tecno Habitat è stata presa dai soci e le indicazione su come modellare le ha date ATS. I progetti di impianto e rete ci sono ma essendo oggetto di futura gara non possono essere resi pubblici".
M.V.
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