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Scritto Sabato 29 dicembre 2018 alle 18:20

TeleUnica deve continuare a vivere

Non siamo noi, associazione di sinistra alternativa al liberismo,  pur con tutti i limiti organizzativi e le nostre nulle disponibilità economiche,, a marcare la nostra presenza e attività per il supporto e l’attenzione da parte di TeleUnica. Nessuna piaggeria quindi. Riteniamo solo un gravissimo danno per tutto il territorio il venir meno di un organo d’informazione importante qual è questa TV locale, così come prima lo sono state anche le testate del “Resegone” e della “Gazzetta di Lecco” Quando un mezzo di comunicazione, sia esso “amico”, “avversario” o “indipendente” come dir si voglia, viene meno, è sempre, comunque un danno per  tutti.
L’Italia, come rilevato dal rapporto 2018 di Reporters sans Frontières, è al 46esimo posto, su 180 paesi esaminati, nella graduatoria sulla libertà di stampa. E questo non è certo una cosa di cui andare orgogliosi.
Noi, mentre siamo fortemente contrari alle fake news che circolano impunemente sui social e su tutti gli altri mezzi di comunicazione e che andrebbero punite pesantemente, noi, che siamo contro ogni malsano impiego di “working poor” dell’informazione, pagati, quando vengono pagati, a 3 o 4 euro il  pezzo quando va bene, siamo perché venga garantito, favorito e sostenuto anche economicamente con risorse pubbliche il massimo pluralismo nel campo dell’informazione per assicurarne diritti e libertà, che sono due pilastri della democrazia. Altro che strabordanti soldi pubblici per le armi e i teatri di guerra dove sono ancora impegnate truppe italiane.
Ora, non solo per il lievitare di giornali online, quasi tutti i giornali e gli altri mezzi di comunicazione, comprese le TV locali,  sono per lo più in sofferenza, ma per le più disparate problematiche,  non ultimo per il taglio dei contributi statali per l’editoria.
Tagli ademocratici favoriti anche dalle malsane e deprecabili posizioni di esponenti del Governo Lega-M5S che vanno ad aggravare ed in alcuni casi ad affondare diversi mass media.
L’altro ieri il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri Di Maio,  auspicava la chiusura dell’Espresso e di Repubblica che pure gli avevano soffiato molto, troppo, vento nelle vele per la sua veloce navigazione verso il porto del potere; ieri il Presidente del Consiglio, rispondendo alle difficoltà economiche della storica Radio Radicale a seguito del venir meno dei contributi per l’editoria, invitava spudoratamente i radicali a ricercare risorse alternative sul mercato.
Un venir meno e in pesante ritardo dei contributi all’editoria che, come appuntato dalla direttrice di TeleUnica, Katia Sala,  hanno inciso pesantemente sulla possibile, quasi certa, chiusura di questa emittente. Certo oltre a questo fatto va detto anche che altri e diversi devono rispondere per quanto sta, nostro malgrado, accadendo a TeleUnica.
Non dobbiamo e non possiamo, al di là delle variegate responsabilità, rassegnarci a questo epilogo; si deve provare a risalire la controcorrente finanziaria e non solo finanziaria, che sta travolgendo questa emittente territoriale per proseguire il cammino di storie, di testimonianze e racconti che ha rappresentato TeleUnica e che può, migliorandosi, ancora rappresentare.
Per queste centrali ragioni, ma anche per non buttare a mare le esperienze di lavoro degli attuali dipendenti, pensiamo che il cammino di TeleUnica debba proseguire, valutando anche, in un accordo plurale tra forze sociali, sindacali e cittadini disponibili, altre modalità di gestione (es. cooperativa sociale).
per Sinistra Lavoro – Lecco – G.Carlo Bandinelli
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