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Scritto Domenica 06 gennaio 2019 alle 17:26

La ricetta di Bosisio: Siccome non c'è alternativa, sto col governo

Paolo Trezzi
Sono contento di leggere la nuova lettera episcopale di Germano Bosisio.
 
Contiene diverse cose che meritano di essere sottolineate.
 
La prima è che si vedono, a differenza delle precedenti, incrinature alle granitiche convinzioni e atti di fede verso il Governo.
Di questo passo, fra una manciata di lettere rinnegherà di aver scritto quelle dei mesi scorsi.
 
La seconda è che ha esplicitamente confermato di essere un grillino ("laicamente". Che non vuol dire nulla ma è un modo per tenersi una porta aperta per la fuga, e poterlo giustificare).
 
La terza gli dà addirittura il titolo alla lettera
Dice che non c'è un'alternativa a questo Governo.
Peccato che da questa verità, ci aggiunge una conseguenza che è pure peggio:
Siccome non c'è alternativa, trovo positivo quello che fanno questi.
Mi vengono i brividi a pensare Bosisio negli anni trenta in Italia.
 
Le sue novità finiscono qua.
Il resto è puro grillismo cieco
Prova infatti a dar valore qualificante alle azioni contenute nella Legge di Bilancio ma usa argomenti talmente poco verificati si fa male da solo.
 
Parla di un governo che contrasta un "diffuso processo di privatizzazioni".
Chi lo dice a Bosisio che nella Manovra ci sono a Bilancio proventi da privatizzazioni per 18 miliardi nel 2019?
Uno potrebbe pensare che è una cifra molto più bassa degli scorsi anni. Invece no, negli ultimi 8 anni la cifra, complessiva, è stata di 8,7 miliardi.
 
Il Ministro Toninelli a proposito di contrasto alle privatizzazioni aveva poi annunciato, in pompa magna, subito dopo il crollo del Ponte a Genova, l'imminente revoca della concessione ad Autostrade.
Sappiamo, tranne Bosisio, invece com'è andata.
 
Bosisio poi ci fa un pistolotto sulla lotta all'Europa dicendo che non è riformabile.
Che già è un'affermazione contraddittoria, se non è riformabile che lotta fai? Esci e stop.
 
Bosisio si dimentica inoltre di dire che la trattativa dell'Italia con l'Europa il Governo l'ha demandata a tenerla, per suo conto, alla Germania. Si alla Germania.
 
Bosisio non dice che la lotta era una chiacchiera buona solo per il bar perché non ci sono margini normativi, regolamentali e contabili per poter manco pareggiare.
 
Questo atto di bullismo in mutande è costato in primis alle fasce deboli, quelle che Bosisio ingenuamente e con poca dimestichezza contabile ed economica è convinto che la Legge di Bilancio tutela, oltre 1,5miliardi di euro solo di maggiori interessi sul debito pubblico.
 
Una manovra che (oltre a mettere clausole di salvaguardia sull'Iva di 50 miliardi sui prossimi anni) prende 30 miliardi di soldi nelle tasche dei contribuenti e lo fa andando a debito del 2,04%, quasi totalmente poi per spese correnti (ossia soldi per le spese) e meno delle briciole per gli investimenti (ossia in cose durature che possono generare altri soldi) non è una manovra a favore delle fasce deboli e non c'è nessun riequilibrio.
 
Per non parlare poi di condoni e politiche che favoriscono l'evasione, l'assistenzialismo e non generano rilancio economico, produttivo e di benessere.
 
Che delusione Bosisio.
Paolo Trezzi
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