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Scritto Lunedì 07 gennaio 2019 alle 10:24

Lecco: 39° corso base di arrampicata con il Gruppo Gamma

Il gruppo alpinistico lecchese Gamma organizza il suo tradizionale corso base “AR1” di arrampicata, fissandone lo svolgimento a partire da giovedì 2 maggio per concluderlo entro la prima metà del mese di giugno, prevedendo sei lezioni di carattere teorico e otto pratiche. Come nella più recente tradizione, il corso, che è giunto alla sua 39° edizione, si svolge con la collaborazione della Scuola di Alpinismo e Scialpinismo Valle San Martino, con riferimento alla Sezione del CAI di Calolziocorte, e si avvarrà del supporto di Camp e Rock Experience, beneficiando dei loro prodotti da assegnare ai partecipanti. Si è deciso di fissare il numero massimo di 12 adesioni, che potranno essere date intervenendo in sede, Corso Promessi Sposi 23N/1 a Lecco, a partire dal 5 febbraio, nelle serate di martedì e venerdì dopo le ore 21. Lì si troverà il Comitato del corso, composto da Marco Corti, guida alpina, Robi Chiappa, Presidente, e Mario Valsecchi, consigliere del gruppo Gamma, al quale affidamento compete prendere in esame la singola richiesta e valutarla anche con il criterio dell’età e dell’appartenenza al territorio lecchese. Gli incontri selettivi si chiudono entro la fine del mese di marzo, dopodiché i 12 candidati ammessi verranno informati e successivamente con la conferma sarà loro richiesta la compilazione di un modulo di iscrizione, la documentazione di requisiti anagrafici e sanitari, e quindi il versamento entro venerdì 19 aprile della quota di iscrizione di 250,00 euro.

Andare in montagna. Sì, ma come? Come si sceglie l’equipaggiamento da utilizzare: l’abbigliamento più adatto, il materiale più affidabile e l’attrezzatura migliore? Come si organizza un’escursione? Come si prepara un’ascensione? Come si stringono i nodi? Come ci si arrampica? Come ci si rapporta con i compagni di cordata? Come ci si comporta nelle situazioni d’emergenza? Le risposte a questi e a numerosi altri quesiti sono alla portata di chi partecipa ad un corso di arrampicata, al fine di apprendere e sperimentare in modo piacevole, ma anche utile ed indispensabile, quello che bisogna sapere per affrontare la montagna in sicurezza, che è una questione di primaria importanza in tutte le attività all’aperto, in modo di poter così conoscere gli aspetti più profondi del meraviglioso mondo senza confini dell’alpinismo.

L’alpinismo è molte cose. È scalare una parete, è una vista panoramica e rutilante, è immergersi nella natura. È avventura, è mistero, è mettersi alla prova, affrontando delle difficoltà. L’esperienza dell’alpinismo inoltre offre ad ogni persona la possibilità di meglio riconoscersi, al di fuori dei limiti della realtà quotidiana.
Se appena si mettono a confronto due semplici numeri, 1978, anno di costituzione del gruppo Gamma, e il 39, corrispondente all’ultima edizione del suo corso base di arrampicata, non può per nulla sfuggire come alla stessa iniziativa il sodalizio si sia dedicato fin dalla sua nascita e vi abbia riservato il suo impegno con ininterrotta assiduità. Non riusciamo a crederci: quella che apriamo è la trentanovesima edizione dei nostri corsi di alpinismo. Ed ora non possiamo non guardare alle nostre spalle, e non tanto per assecondare la debolezza di un momento di nostalgia. Ci voltiamo indietro soprattutto perché siamo richiamati da una folla di giovani, quelli che abbiamo guidato nei loro primi passi verso l’arrampicata: una lunga fila di persone, che in gran parte adesso non sono più giovani. Alcuni, pochi, hanno voluto restare con noi, altri forse da tanto tempo hanno abbandonato ogni forma di alpinismo: ci chiediamo inevitabilmente che cosa sia rimasto in loro della nostra compagnia in parete, del nostro raccontare di salite faticose e della gioia di arrivare stremati sulla vetta agognata. È inutile, ogni volta che il pensiero si ferma sull’uomo, a chi si è incontrato nella gioventù e che ha ormai camminato a lungo nella vita, non si può evitare la domanda esistenziale, quella che chiede a noi se abbiamo veramente saputo offrire i valori dell’alpinismo in senso ampio. Non conta se chi si rivolgeva a noi riteneva di doverci chiedere che solo gli indicassimo come salire in sicurezza, come usare i vari attrezzi, come superare i diversi gradi delle difficoltà. Siamo di anno in anno maggiormente coscienti che l’arte di arrampicare affonda le sue radici nella mente e nel cuore, se non vuole ridursi ad una tecnica arida, che distoglie prima ancora di aver saputo dare emozioni e gioia. Vivendo ogni volta assieme a chi aveva meno anni di noi, abbiamo anche per questo conservato un animo giovane, un animo che si sintonizzava con la mutevole sensibilità delle generazioni che via via si avvicendavano. È così che riusciamo a vivere le loro forti pretese, le loro incredibili angosce, ben sapendo che da noi si attendono una risposta alla domanda non formulata, una risposta che non è fatta di parole. È così che arrampichiamo con loro pensando che a loro dobbiamo anche questa risposta: e allora saliamo insieme come fossimo amici da sempre, rivelando, insieme ai movimenti scoperti nella lunga esperienza, il calore della passione che conquista, nello strano gioco che intreccia la faticosa salita della parete con l’arduo compito di fronteggiare le asprezze della vita. Li aspettiamo, questi giovani, al nostro annunciato trentanovesimo corso di alpinismo, convinti di poter offrire un periodo di importanti esperienze, che soddisferà la loro ambizione di affrontare situazioni nuove e rischiose, pur nel rischio calcolato, dense di emozioni e soddisfazioni: ma che pure metteranno a dura prova la loro volontà, rispondendo al loro bisogno di crescere e di comprendersi. Degna di nota è pure l’impronta territoriale con cui si è voluta caratterizzare la nuova edizione che sta prendendo il via: palestra superba ed incantevole per le lezioni pratiche saranno infatti in prevalenza le pareti e le guglie del gruppo delle Grigne. Si intende in questo modo valorizzare un patrimonio naturale che ci è da molti invidiato, mentre forse è purtroppo eccessivamente ignorato e trascurato proprio da chi vive ai suoi piedi. Ritornare ad apprezzare le Grigne e a ritrovare sulle sue stupende pareti il gusto dell’arrampicata classica contribuirà anche a rilanciare il ricordo e la voglia di emulazione dei tanti alpinisti lecchesi che su queste montagne si sono formati e hanno aperto vie storiche dal fascino irresistibile.
Renato Frigerio
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