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Scritto Martedì 08 gennaio 2019 alle 17:48

Il sindaco Brivio candida Corrado Valsecchi tra i possibili successori: non sarà per bruciarlo?

Ho contato fino a dieci (giorni) prima di commentare la tonitruante uscita del sindaco Virginio Brivio che ha definito “fantastico” il 2018 comunale.
Siccome lo conosco come uomo sobrio, anche nel senso di Bacco, sarei curioso di conoscere la marca degli occhiali che gli permettono di guardare la realtà con colori vivaci, lontani dal grigio che ha caratterizzato l'attività amministrativa.
Scevro da pregiudizi, non connoterò come “orribile” l'anno alle spalle, ma la pagella segnala gravi insufficienze e materie da riparare per l'alunno Brivio e per i suoi compagni di classe, non propriamente aquile.
Anche se i criteri di valutazione sono difformi, e all'oste piace sempre il suo vino, basterebbe scattare la fotografia di piazza Garibaldi, biglietto da visita della città, per capire come si sia lontani dagli obiettivi minimi pattuiti con gli elettori. E se si vuole dare un'occhiata in periferia, non solo si tocca con mano il disagio e l'abbandono, ma si raccolgono doglianze e malumori che non si sopiscono esibendo i muscoli ed elencando gli interventi alla Piccola, via Marco d' Oggiono e al Bione, che pure si iscrivono nel libro delle buone cose. A cose fatte s'intende.
Brivio è smanioso di assistere al primo spettacolo al Teatro della Società rinnovato, ma sono pronto a scommettere che dovrà comprarsi il biglietto o fare la fila notturna per l'abbonamento. Più che una furbata quella di Virginio mi è parsa una caduta di stile, distonica per un personaggio che ha fatto della mediazione all'infinito la sua cifra politica. Mi è suonata, in qualche modo, come la minaccia del lanciafiamme di Matteo Renzi che ha ustionato proprio lui.
Così come non ho capito quel soprassalto monarchico che gli ha suggerito di indicare i suoi possibili successori come candidato sindaco del centro sinistra. Non credo che gli assessori Francesca Bonacina, Simona Piazza, Corrado Valsecchi trarranno beneficio da questa “unzione briviana” perchè la strada da qui alle prossime elezioni sarà lastricata di ostacoli, messi lì come cavalli di Frisia da avversari e presunti amici.
Tra l'affermare “io corro” firmato da Corrado Valsecchi e avere qualche probabilità di tagliare il traguardo per primo ce ne corre. Ci corre quel consenso sul quale ha più volte sbattuto proprio Valsecchi e che è oggi più che mai consolidato verso altri lidi e che non sembra sorridere a quel civismo che è stato sempre l'humus nel quale l'assessore ha costruito la propria carriera.
Marco Calvetti
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