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Scritto Mercoledì 09 gennaio 2019 alle 08:41

Qualità dell'ambiente urbano: Lecco male per crescita economica, aria e depurazione dell'acqua

"Dove vanno le città, va il pianeta". Con questa citazione dell'architetto statunitense William McDonough si apre l'introduzione del XIV Rapporto Ispra (Istituto Superiore per la
Protezione e la Ricerca Ambientale) sulla Qualità dell'ambiente urbano. Un'ampia ricerca che, attraverso l'analisi di nove indicatori (fattori sociali ed economici, suolo e territorio, infrastrutture verdi, acque, inquinamento dell'aria, rifiuti urbani, attività industriali, trasporti e mobilità, inquinamento elettromagnetico e acustico), cerca di fotografare lo stato di salute ambientale delle 120 aree urbane più estese d'Italia, evidenziando le "pressioni" che insistono nelle città del Paese. Un lavoro importantissimo che ci consente di inquadrare meglio anche la situazione del centro urbano che più ci riguarda da vicino: la città di Lecco.
Come spiega la ricercatrice Adele Rita Medici nel capitolo Demografia di impresa "la qualità della vita è fortemente influenzata dalla dinamica produttiva, sia per gli effetti sull'occupazione, sulla produzione di reddito e sul potenziale di crescita, sia per gli effetti sociali ed ambientali delle esternalità che produce". Per questo l'Ispra ha preso in considerazione nel suo rapporto anche il tasso di natalità, il tasso di mortalità e il tasso di crescita delle imprese. Il Tasso di natalità delle imprese esprime il rapporto percentuale tra il numero di imprese nate in una Provincia e lo stock di quelle registrate nella stessa all'inizio dell'anno considerato. Il tasso di natalità registrato in Italia nel 2017 è di 5,9 %, leggermente inferiore a quello del 2016 (6%). A Lecco però questa tendenza è stata più marcata: il tasso di natalità si attesta al 5,1 %, diminuendo rispetto allo scorso anno dello 0,1/0,2 %. Il tasso di mortalità, che esprime il rapporto percentuale tra tutte le imprese cessate in una Provincia e lo stock delle imprese registrate nella stessa all'inizio dell'anno di riferimento, è sceso nel 2017 a livello nazionale a quota 5,1 % (5,3 nel 2016, 5,4 nel 2015 e 5,6 nel 2014), a Lecco il tasso di mortalità è superiore alla media nazionale: 5,6 %. Infine il tasso di crescita delle imprese è calcolato considerando l'insieme delle imprese nate nel corso dell'anno, meno tutte le imprese cessate, diviso il totale delle imprese registrate all'inizio dell'anno e in Italia nel 2017 è stato pari allo 0,8 %, nel nostro territorio il tasso di crescita è stato invece negativo: -0,5 %.


Un altro aspetto importante per valutare lo stato di salute di una città è l'impatto del consumo di suolo sui servizi ecosistemici, ovvero: supporto alla vita (come ciclo dei nutrienti, formazione del suolo e produzione primaria), approvvigionamento (come la produzione di cibo, acqua potabile, materiali o combustibile), regolazione (come regolazione del clima e delle maree, depurazione dell'acqua, impollinazione e controllo delle infestazioni), valori culturali (fra cui quelli estetici, spirituali, educativi e ricreativi). Questo impatto si può monitorare con un indicatore economico che rappresenta "in moneta" il costo della perdita determinata dal consumo di suolo, attraverso l'analisi di alcuni "servizi" offerti dall'ecosistema: stoccaggio e sequestro del carbonio, qualità degli habitat, produzione agricola, produzione legnosa, impollinazione, erosione, regolazione del microclima, infiltrazione dell'acqua, regolazione del regime idrologico, purificazione dell'acqua. A Lecco, con 823 ettari di suolo consumati nel 2017, perdiamo circa 67 milioni di euro di servizi ecosistemici, un record positivo rispetto agli altri capoluoghi di provincia . A Roma, ultimissima della classe, si perdono oltre 30 miliardi di euro.
La gestione della risorsa idrica contribuisce anch'essa a determinare la qualità di un tessuto urbano. La conformità degli scarichi dei depuratori alle norme di emissione previste dalla normativa di riferimento è quindi un elemento centrale e nel lavoro dell'Ispra è stata calcolata come rapporto, in percentuale, tra il carico organico delle acque reflue conformi alle norme di emissione e il carico organico totale depurato. Maglia nera per la città di Lecco per la quale "l'intero carico organico depurato è risultato non conforme alle norme di emissione previste dalla normativa di riferimento"; lo stesso vale per i sistemi fognario-depurativi: "l'intero carico organico depurato è risultato non conforme alle norme di emissione previste dalla normativa di riferimento". Il tema, naturalmente, è strettamente legato alla questione del depuratore, questione che l'Amministrazione comunale lecchese ha "ben presente", spiega l'assessore Alessio Dossi, che sottolinea: "È un tema complicato e rispetto al quale stiamo cercando di trovare il bandolo della matassa". Anche rispetto alla qualità dell'aria, com'è noto, la situazione del nostro territorio è critica: nel 2017 Lecco, assieme ad altre cinque aree urbane, ha fatto registrare il superamento della soglia di allarme per l'ozono per oltre 25 giorni, tendenza confermata anche nel periodo aprile-settembre 2018.

L'ultimo aspetto da osservare per definire lo stato di salute delle nostre città è il trasporto pubblico: nel 2016 complessivamente la domanda di trasporto pubblico tende leggermente a contrarsi rispetto l'anno precedente, passando da 186,6 passeggeri annui trasportati per abitante nel 2015 a 185,2 nel 2016. Venezia nel 2016 risulta il Comune con il valore più alto dell'indicatore con 790,6 passeggeri per abitante trasportati, seguita da Milano e Roma rispettivamente con 420,9 e 404 passeggeri per abitante trasportati. Trieste "medaglia di legno" con un valore di 329,4 mentre altri sei comuni si collocano tra quota 200 e 300. In 13 le città comprese in un range tra 100 e 200. Non benissimo Lecco che assieme ad altre 26 città conta tra i 50 e i 100 passeggeri per abitante trasportati annualmente, precisamente il nostro capoluogo ne registra 51,8. Alcune note positive rispetto alla mobilità lecchese: assieme a Trento e Bolzano Lecco è tra le poche città ad annoverare il servizio di funivia all'interno del trasporto pubblico e come molti altri centri più contare su un servizio di car sharing. 

Manuela Valsecchi
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