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Scritto Mercoledì 09 gennaio 2019 alle 12:39

+Europa Lario: Lecco si metta in moto per cultura e turismo

In occasione della conferenza stampa di chiusura dell’anno, il sindaco di Lecco Virginio Brivio ha elencato sia i risultati positivi del periodo appena trascorso sia i programmi e i progetti per l’anno appena iniziato. Importante sarà, a detta del primo cittadino, lo sblocco di alcuni cantieri che permetteranno alla città di rendersi maggiormente appetibile alle persone che la vorranno eleggere a residenza o a dimora o anche solo a mera destinazione per una visita. Tutte le opere pubbliche annunciate sono in realtà da anni in programma, ma forse, finalmente, entro la fine della legislatura vedremo la loro realizzazione, o quanto meno avremo tempi certi per la loro ultimazione. Notiamo però che oltre alle opere pubbliche annunciate non si vede nulla o quasi per una politica culturale che possa definirsi tale. Cultura che non vuol dire solo mostre o concerti di musica classica, ma iniziative che coinvolgono tutti, giovani e meno giovani, amanti di tutti i generi musicali, teatro classico e moderno, rassegne cinematografiche: ci si potrebbe davvero sbizzarrire con una miriade di iniziative anche a costi limitati. La città di Lecco deve ricominciare a vivere, deve essere attrattiva, essere in grado di portare turisti che si fermino per alcuni giorni. Anche il turismo mordi e fuggi, per poterlo fare, necessita che si mettano in campo idee e progetti culturali. Ritornare a “fare squadra” come fece per esempio con esperienza, con pragmatismo e un pizzico di incoscienza il compianto Luca Cesana, che fu brillante ed eclettico assessore alla Cultura nella giunta di Pino Pogliani. Doti queste che gli vennero riconosciute anche da un componente dell’attuale maggioranza, l’assessore Valsecchi. Senza questa visione ad ampio raggio, che sia sì legata alle opere pubbliche e alle infrastrutture, anche e soprattutto mirate ad attrarre gente che viva e goda della città, la città di Lecco non andrà da nessuna parte. Questo è il solo modo per rimettere in moto l’economia legata al mondo del turismo e della ristorazione. Ma la domanda che bisogna farsi è anche un’altra: questa politica culturale così asfittica, al ribasso, è dovuta alla mancanza di idee e di fondi oppure alla poca ricettività della popolazione che preferisce lamentarsi del nulla che viene fatto ma non sopporta che la città sia animata e rumorosa per alcuni momenti della giornata? Tutto ciò merita una riflessione.

Luca Perego, coordinatore +Europa Lario
Luca Maggioni, tesoriere +Europa Lario

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