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Scritto Sabato 12 gennaio 2019 alle 18:38

I politici del PD si schierano in vista del Congresso di marzo. Una netta spaccatura tra il sostegno a Martina o a Zingaretti

A nemmeno due mesi dalle primarie del Partito Democratico, ormai chiaro il panel dei candidati e con le strutture regionali e provinciali ricomposte sul finire del 2018, gli esponenti locali iniziano a posizionarsi.

I candidati alla segreteria PD, Nicola Zingaretti e Maurizio Martina

Il territorio sembra rappresentare un campione credibile di quello che potrebbe avvenire a livello nazionale, con due nomi che si contendono la sfida finale: Nicola Zingaretti e Maurizio Martina (appoggiato da Matteo Richetti). Gli altri candidati sono al momento Roberto Giachetti (con Anna Ascani), Francesco Boccia, Dario Corallo e Maria Saladino. La lista sarà dimezzata precedentemente al 3 marzo dai soli tesserati, come previsto dal Regolamento congressuale.
Tra i politici lecchesi, al momento, sembra prevalere l'ex Ministro all'Agricoltura, quando i sondaggi nazionali rivolti a iscritti e simpatizzanti al partito danno un vantaggio al governatore della Regione Lazio.


Ha rotto questa mattina gli indugi con un comunicato stampa l'onorevole Gian Mario Fragomeli, nel quale rilancia le primarie come momento in cui si pone l'accento su «determinazione, concretezza e reale confronto su proposte tra loro alternative». Per il deputato la scelta ricade su Martina e Richetti. «Alla base della loro proposta c'è l'unità del partito e la capacità di aggregare le migliori forze politiche e sociali allo scopo di affrontare una sfida ardua e, per molti versi, controcorrente rispetto all'attuale pensiero dalla maggioranza degli italiani» ha sostenuto Fragomeli nella nota. La sfida vincente «per ricostruire un sistema economico-sociale solidaristico e inclusivo - ha dichiarato l'onorevole - in grado di tenere assieme pari opportunità e merito». Infine la presa di distanza da Nicola Zingaretti, senza però nominarlo: «Una mozione che, coraggiosamente, evita scorciatoie - in particolare modo quando si tratta di valutare possibili compagni di strada - evidenziando la nostra assoluta lontananza politica dal movimento 5 Stelle, ancor più perché il loro regista si chiama Luigi Di Maio e non Roberto Fico».

Non si sbilancia invece il neo segretario provinciale PD Marinella Maldini, che preferisce interpretare neutralmente il proprio ruolo: «Io ho un'idea mia personale, ma la mia posizione deve rimanere a latere. Il segretario non si può esprimere, deve invece garantire che tutti possano manifestare le proprie convinzioni». Conclude: «Quando il segretario sarà eletto, sarà il segretario di tutti».

Mette al centro l'organismo del Congresso Fausto Crimella, membro dell'Assemblea provinciale. «Il PD è l'unico partito che fa il congresso e questo sarà un vero congresso perché tutti i candidati sono in corsa. Ogni candidatura è legittima. Io sostengo in maniera molto franca Martina-Richetti. Nascono per unire in continuità con quanto fatto. Non mi interessa se vince l'uno o l'altro. Mi auguro partecipino in tanti».

Meno entusiasta per ciò che gravita intorno al Partito Democratico è il segretario del circolo di Merate Gino del Boca: «Al momento sono talmente indeciso... farei una scelta territoriale sostenendo Martina. Penso che il PD non abbia bisogno come segretario di Zingaretti dal momento che è stato appena eletto governatore del Lazio. Il problema è che questo partito, essendo uscito da un quinquennio governativo, ha al suo interno un carrozzone che vuole essere accontentato».

Fabiola Moroni, neo segretario per Cernusco Lombardone-Lomagna-Montevecchia-Osnago, apprezza il lavoro di Giachetti e Ascani, nella loro attività politica. La preferenza andrà però altrove: «Votare per loro sarebbe una dispersione di voti, quindi opterò per Martina. Mi piace la sua pacatezza e la sua idea di unità anziché andare al massacro. Mi piacerebbe però a volte che sia più incisivo».

«La mozione Martina ha un impianto convincente» questo il commento di Raffaele Straniero, consigliere regionale che ha avuto come collega in Regione per qualche mese proprio il candidato che appoggerà, prima che decollasse verso i palazzi romani. «Francamente sono un po' deluso dalla scelta di Minniti di non candidarsi. Nel parterre a disposizione, ho deciso di sostenere Martina. Nel mettersi in campo, ha manifestato il desiderio di tenere insieme il partito. È una candidatura moderata e riformista che mi sta a cuore».

Il sindaco di Lecco Virginio Brivio è sulla stessa lunghezza d'onda. «Dopo la non partenza di Minniti - che era il profilo giusto - mi sembra che il ticket Martina-Richetti sia il più adeguato. Con lui si punta a non disperdere le energie del passato e guardare a un'unità non raffazzonata e che contempli tutti. Ritengo importante che il nuovo segretario in un momento così difficile si occupi solo della segreteria».

Le distanze tra il primo cittadino del capoluogo e il suo ex assessore Salvatore Rizzolino si evidenziano­­­ anche sul fronte delle primarie. «Sostengo Zingaretti perché le altre candidature sono o troppo di nicchia come Giachetti o di tipo regionale come Martina. Invece l'esperienza amministrativa di Zingaretti nel Lazio la reputo convincente». Sul tema delle alleanze poi precisa: «Tentare un allargamento della base elettorale è un obiettivo che si pongono sempre tutti ed è normale. Altro discorso è quello delle alleanze. A livello nazionale faccio fatica a vedere un'alleanza con i Cinque Stelle. Invece sul nostro territorio, se la guida dei Cinque Stelle viene interpretata da una persona seria e competente come Massimo Riva, penso sia opportuno intavolare un confronto e un dialogo».

Sta offrendo pieno appoggio alla comunità di "Piazza Grande Lecco per Zingaretti" anche l'ex onorevole Veronica Tentori. Oggi si trovava a Milano per ascoltare il suo candidato alla guida del PD nel comizio di lancio per la Lombardia. Un'occasione attesa per definire ulteriormente la propria posizione. «Conta la sua personalità, la sua capacità di leadership a livello nazionale per cui non ha paura ad affrontare le difficoltà del partito e rivendica dall'altra parte un forte contenuto innovativo». Aggiunge poi: «La sua mozione traccia un'idea molto completa ed esaustiva del futuro che questo partito ha davanti a sé e un'idea chiara sulle scelte per innovare il Paese. Inclusione sociale, crescita sostenibile, cultura, diritti, innovazione: proposte lanciate con nettezza nell'evento di oggi a Milano per dare un'identità chiara al Partito Democratico e ritrovare una strada che si è persa, senza paura di riconoscere i nostri errori per migliorare». È infatti al termine del comizio milanese di Nicola Zingaretti che aggiunge: «"Prima le persone" è il titolo della sua proposta e non potrei trovare parole migliori. Rilanciare il Partito Democratico con la consapevolezza che senza questo partito non ci può essere un'alternativa nel panorama politico italiano, ma anche e soprattutto la consapevolezza che il Partito Democratico da solo non basta. Costruire l'alternativa insieme ad un campo aperto e grande di forze sociali e civiche è la nostra missione: aprire una nuova fase, con discontinuità e unità, per guardare al futuro e ricostruire fiducia e speranza».

A sostegno di Zingaretti anche Michele Castelnovo, responsabile comunicazione per il Provinciale del PD e per il Regionale dei Giovani Democratici. Allo scorso congresso è stato il coordinatore provinciale della mozione Orlando. A questa tornata nota un clima più sereno, con minori veleni tra le parti in gioco. «Di Zingaretti apprezzo la sua anima socialdemocratica, il suo profilo di amministratore convincente. È l'unico che ha vinto mentre gli altri crollavano. Ora bisogna recuperare i cittadini che non ci hanno più votato. Zingaretti ha la vocazione ad aprirsi all'esterno anziché chiudersi nel nostro recinto».

Con il governatore del Lazio, infine, si schiera anche Marta Comi, vice sindaco di Casatenovo: di Zingaretti dichiara di aver apprezzato positivamente la sua carriera da presidente provinciale di Roma e da guida della Regione. «Ritengo abbia le necessarie competenze maturate nel suo percorso da amministratore locale. È il momento che il PD si occupi concretamente dei problemi delle persone e guardi avanti nell'affrontare le sfide che ci si pongono».

M.P.
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