Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 68.341.532
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Domenica 13 gennaio 2019 alle 19:55

Bellano: le penne nere rendono omaggio alle reliquie di don Gnocchi. 'scelse la via del pianto'

Ben 49 i gagliardetti in rappresentanza dei gruppi locali dell'Associazione Nazionale Alpini giunti ieri mattina al Santuario della Madonna del Pianto di Lezzeno per rendere omaggio alle reliquie di don Carlo Gnocchi nell'ultima giornata del triduo dedicato al beato, ricordando il cappellano che seguì la Divisione Tridentina durante la Seconda Guerra Mondiale.

Rappresentate la Sezione ANA di Lecco, con il presidente Marco Magni, la sezione Valtellinese, di Milano e di Bergamo nonchè diverse amministrazioni comunali e i vertici delle forze dell'ordine.
A celebrare la messa solenne erano presenti Santo Marcianò, Arcivescovo Ordinario Militare per l'Italia, e il vicario episcopale mons. Maurizio Rolla.

Carità, solidarietà, accoglienza, vicinanza agli ultimi, fraternità: sono queste le parole che più volte sono ritornate negli interventi delle istituzioni civili e religiose che hanno ricordato il beato don Gnocchi. Negli anni della guerra e del supporto morale alle truppe impegnate sul fronte russo, prima, e poi in pace con l'impegno rivolto ai più piccoli, agli orfani e ai malati. Valori che sono entrati a far parte dell'identità dell'alpino e che, come ha ricordato il presidente sezionale Magni, vengono rinnovati tutti i giorni al servizio della società civile con l'impegno degli associati.
Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):

 Don Gnocchi secondo l'arcivescovo Marcianò scelse “la via del pianto”: “l'umanità oggi ha un grande bisogno di piangere e questa è l'ora del pianto, il Papa ha ragione. Don Gnocchi seppe piangere le lacrime della Madre e spense con le lacrime dell'amore i fuochi della guerra. Con la sua presenza al fronte fu segno della presenza del Signore e perciò fu strumento di comunione e di pace, aiutando gli Alpini a riscoprire la speranza e la propria identità di figli amati; decise di non lasciare piangere soli quei soldati, e dopo la guerra tutte le sue vittime”. 

L'eredità di don Gnocchi è vive con la Fondazione a cui oggi presiede don Vincenzo Barbante, con 29 centri di assistenza e ventimila persone impegnate anche nei paesi del sud America, in Bosnia Erzegovina, più recentemente in Ucraina; e un'attenzione particolare viene dedicata alla ricerca: “come presidente faccio molti chilometri, è una specie di pellegrinaggio. Siamo andati all'Università di Pechino dove avvieremo una collaborazione di ricerca; collaboriamo con più di 70 università. Il nostro impegno è grande e oggi ce n'è davvero bisogno”, ha concluso don Barbante, “Il problema è trovare luoghi e spazi di assistenza che siano gratuiti, ma il prezzo non è la cosa più importante, quanto la relazione che instauriamo con le persone”.
Si.A.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco