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Scritto Martedì 15 gennaio 2019 alle 18:48

Attese troppo lunghe per i 'codici gialli' al Pronto Soccorso, al Manzoni scatta il 'Piano per la gestione del sovraffollamento'

Troppi codici gialli, il Pronto soccorso dell’Ospedale Manzoni – complice anche l’epidemia di influenza che questa settimana sta colpendo una popolazione stimata attorno al 4-6% dei lecchesi, con predilezione dei bambini, pur ancora a bassa intensità – nella mattinata di ieri, 14 gennaio, è andato in “sovraffollamento”. Tale termine – che già rende plasticamente l’idea – in sanità è utilizzato per definire “la situazione nella quale viene raggiunto e/o superato, in modo oggettivamente misurabile, il numero massimo di pazienti contemporaneamente gestibili al PS”.  Tale fenomeno – spiegano dalla direzione medica dell’ASST di Lecco - è largamente conosciuto in tutto il territorio nazionale e in molti altri Paesi dotati di sistemi sanitari avanzati. Durante i mesi invernali l’area lecchese risente costantemente del fattore epidemiologico stagionale che sommato all’elevato afflusso turistico comporta un incremento di accessi al Pronto Soccorso del Manzoni. Rispetto all’Area Metropolitana, tale fenomeno, da noi si osserva poi anche durante i mesi estivi pur venendo attivati nelle località montane e sul Lago servizi di guardia medica specifici per scongiurare l’inutile riversarsi di villeggianti in via dell’Eremo.

L'ingresso del Pronto Soccorso del Manzoni

Per fare fronte al sovraffollamento del Pronto Soccorso ogni Ospedale – puntualizzano sempre dall’ASST - definisce un piano che deve essere approvato dalla ATS di riferimento. Quello attualmente in vigore a Lecco è stato redatto nel 2015 e viene attivato qualora si verifichi una delle  seguenti condizioni: superamento del valore soglia del 91° percentile degli accessi in PS (è dato da tutti i valori del n. di accessi giornalieri dell’anno considerato, portati in una scala centesimale); occupazione di postazioni visita al  100% delle 20 disponibili; trattenimento per più di 30 minuti dell’ equipaggio del 118 per impossibilità a liberare la barella; più di due  pazienti che arrivano con codice rosso  nell’arco di tre ore; il tempo medio di attesa dei pazienti con codice giallo supera i 90 minuti di attesa.
E’ quest’ultima la situazione venutasi a creare lunedì: “in tarda mattinata – ci è stato detto - nonostante gli accessi delle ultime 24 ore fossero 174,  ampiamente al di sotto del valore di allerta di 204, si sono evidenziati i criteri di affollamento per l’accesso contemporaneo di più codici di colore giallo e attese degli stessi superiori ai 90 minuti. E’ stata pertanto avvisata la Direzione Medica di Presidio, come prevede il protocollo, che ha comunicato alla Centrale Operativa di Emergenza Urgenza dei Laghi, competente per afferenza territoriale, lo stato di sovraffollamento. La Direzione si è pertanto attivata per mettere in atto quanto previsto al livello 1 (sollecito dei ricoveri) ed al livello 2 con l’occupazione dei posti letto liberi nei reparti di degenza ma destinati ai ricoveri programmabili, non urgenti dal PS”. Non si è arrivati invece al livello 3 che prevede il blocco delle accettazioni dei pazienti in codice bianco, il richiamo in servizio del personale per rinforzo delle presenze, la rivalutazione dei pazienti in cura ai fini della loro dimissione e l’ampliamento con posti aggiuntivi laddove possibile.
Questo anche perché sono stati attivati, già da dicembre, 11 letti aggiuntivi di Area Medica per fronteggiare la gestione della sovrasaturazione che necessariamente consegue all’iperafflusso in PS (mediamente circa il 13%  dei pazienti accettati viene ricoverato, mentre l’87% viene rimandato al domicilio in giornata o dopo un periodo di Osservazione Breve in cui è stata  possibile una diagnosi e l’instaurazione di terapie eseguibili a casa).
Se il Network Influnet avrà ragione, stimando fin da ora il picco massimo dell’influenza nelle prossime settimane, è facile immaginare che il Pronto Soccorso lecchese sarà comunque messo nuovamente a dura prova….
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