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Scritto Mercoledì 16 gennaio 2019 alle 13:50

Igiene degli Alimenti di Origine Animale: 772 controlli di ATS nel '18. 537 le prescrizioni, nel 30% di casi per scarsa pulizia

Il materiale sequestrato in un negozio di Lecco nei giorni scorsi
Risale a due giorni fa la notizia che i medici dell'ATS Brianza hanno redatto un verbale di ispezione dei luoghi e, contestualmente, un altro di sequestro cautelativo della merce nei confronti di un'attività commerciale in via Perazzo a Lecco: nella bottega, infatti, erano stati rinvenuti segni di sporco e di promiscuità di alimenti, nonché cibi scaduti, varie tipologie di pesce in cattivo stato di conservazione e prive di involucro, oltre a carne lavorata in ambiente non idoneo. Il caso è stato preso in carico dai professionisti della Struttura Complessa Igiene degli Alimenti di Origine Animale - Dipartimento di Veterinaria guidata dal dottor Mario Astuti, per cui controlli di questo tipo sono praticamente all'ordine del giorno: ben 772, consistenti in ispezioni e audit, quelli effettuati nel corso del 2018 sul territorio di riferimento dell'ATS Brianza, ai quali sono da aggiungere 547 analisi eseguite in appositi laboratori a seguito di campionamenti e circa 48.000 tra bovini, ovicaprini, equini e suini sottoposti a controlli, insieme a più di un milione di conigli. "Il nostro Servizio interviene in luoghi di lavoro quali ad esempio macelli, salumifici, pescherie e depositi, per verificare igiene e sicurezza degli alimenti di origine animale, mentre gli allevamenti, le produzioni zootecniche e il settore lattiero-caseario, così come il mondo della ristorazione sono di competenza di altre due strutture distinte dell'ATS" ha chiarito il dott. Mario Astuti. "Le ispezioni, dunque, sono sempre programmate in anticipo, ma nel corso dell'anno ne vengono effettuate molte di più di quelle inizialmente previste: alcune su richiesta di enti esterni come l'Inas, la Forestale e la Polizia Stradale, altre in seguito a precedenti controlli che avevano portato a rilevare problemi di varia natura, altre ancora su prodotti "a rischio" già in circolazione, sui quali era stato imposto un obbligo di ritiro e di comunicazione al consumatore". Tre, come spiegato dal medico, le possibili azioni da intraprendere a fronte di un'irregolarità: segnalazione all'autorità giudiziaria per un'ipotesi di reato; sanzione amministrativa; prescrizione (per cui al proprietario o al gestore dell'attività viene indicata una situazione "fuori norma" a cui porre rimedio entro un margine di tempo stabilito). È proprio quest'ultimo il provvedimento più frequente, emesso per ben 537 volte nell'anno 2018, mentre le sanzioni ammontano a 106 e le notifiche all'autorità giudiziaria a 7. "Circa il 30% delle multe è derivato da scarsità o assenza di pulizia e manutenzione dei locali: il problema, spesso dovuto a costi che, specie di questi tempi, le attività commerciali non riescono a sobbarcarsi, può portare a provvedimenti più seri soltanto nel momento in cui si ripercuote in maniera evidente e pericolosa sulla sicurezza dei prodotti alimentari, ma solitamente può essere risolto senza troppe conseguenze". Tra le altre cause principali alla base delle sanzioni figurano poi l'assenza di procedure di autocontrollo (15%), le etichettature non in regola (10%), il mancato rispetto delle corrette temperature di conservazione dei prodotti (5%) e delle norme previste dalla legge per i macelli (5%). Sette, infine, come accennato, le segnalazioni inoltrate all'autorità giudiziaria nel 2018: quattro - ripartite esattamente a metà - a seguito del rilevamento nei cibi ispezionati rispettivamente di cariche microbiche e di istamina superiori ai limiti stabiliti, una per l'uso di una quantità eccedente di additivi alimentari e due per il rilascio di dichiarazioni false in merito all'attività svolta.
"Il grosso delle irregolarità, dunque, consiste in alterazioni degli alimenti e in carenze di pulizia e manutenzione dei locali di lavoro" ha chiosato il dott. Astuti. "I casi più gravi possono anche concludersi con un provvedimento di chiusura dell'esercizio commerciale: la nostra ATS ne ha emessi ben due nel 2017, ma fortunatamente nessuno nell'anno appena trascorso".
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Benedetta Panzeri
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