Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 67.724.589
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Martedì 22 gennaio 2019 alle 09:08

Lecco: al Manzoni implementato l'ambulatorio per la terapia del dolore cronico. 2.400 le prestazioni erogate nel 2018

Il dr. Paolo Maniglia
La nomina a responsabile è recentissima ma è già da un paio d’anni che, in questo ambito, il dr. Paolo Maniglia, insieme ad altri colleghi, “tira la caretta” per sviluppare un servizio che già c’era, serve e potrebbe crescere ulteriormente: l’ambulatorio di terapia del dolore cronico.
 “Sono tornato all’ospedale Manzoni nel 2010 dopo essere stato specializzando qui con il dr. Tavola. Ho lavorato poi al Monzino prima di essere richiamato a Lecco dal dr. Massei: mi mancavano le montagne e ho accettato volentieri” scherza il camice bianco, anestesista a tutto tondo. “Mi piace girare nei reparti” aggiunge infatti in relazione al suo essere al servizio della sala operatoria, della terapia intensiva o della neurorianimazione. “Ma ho sempre avuto il pallino per la terapia del dolore” puntualizza, ricordando di essere stato allievo anche del dr. Tiengo, “uno dei padri che ha fatto la storia di questa branca. Da un paio d’anni ci è stata data la possibilità di implementare l’ambulatorio e nel 2018 con un’equipe di colleghi, grazie alla disponibilità della direzione strategica e della direzione di presidio, siamo passati da una a due sedute – con il supporto infermieristico – che diventano tre con quella a Merate” spiega citando dunque anche l’attività in capo al dr. Renato Ciotti che, pur non essendo anestesista, al Mandic dedica le proprie competenze a tale settore, offrendo una risposta “di prossimità” alle necessità della popolazione che afferisce al presidio di via Cerri, inviando poi al Manzoni quei pazienti che necessitano di trattamenti specifici. “Dalla sola consulenza farmacologica siamo passati a offrire la terapia infiltrativa, minore e maggiore”, con la prima direttamente in ambulatorio e la seconda in collaborazione con la neuroradiologia e dunque al dr. Longhi per trattamenti TC guidati o radio guidati, argomenta il responsabile, parlando di un qualcosa come quasi 2.400 prestazioni erogate nel 2018, tra prime visite, controlli e infiltrazione, con quest’ultime che, da sole hanno richiesto circa 550 sedute. Ben oltre il migliaio, i pazienti complessivamente visti, persone che “vengono prese in carico e non vengono lasciate più, a meno che siamo loro a decidere di interrompere i contatti. E vorremmo aumentare ulteriormente l’attività introducendo anche le terapie elettriche di radiofrequenza: il dr. Baraldo (direttore medico di presidio ndr) ci ha chiesto un progetto e lo abbiamo pronto, compatibilmente con il noto problema “logistico” legato alla carenza – non solo a Lecco ma a livello generale – di anestesisti”.
Ma chi si rivolge all’ambulatorio di terapia del dolore cronico?
Per il 10% sono pazienti oncologici (questo l’unico contatto con la terapia del dolore palliativa in capo invece al DIFRA) e per il 90% pazienti che soffrono di problemi alla colonna o alle articolazioni, di patologie artrosiche o di artriti reumatoidi ma non solo. “Tutto ciò che è considerato dolore lo prendiamo in carico” precisa infatti il dr. Maniglia ricordando come, secondo studi recenti, il 30% della popolazione affronta una sofferenza cronica. “Vediamo mediamente 6 – 8 pazienti in prima visita la settimana, inviati al nostro ambulatorio dai medici di medicina di base o da specialisti intraospedalieri”. Con i dottori di famiglia, “sentinelle” sul territorio, per il tramite dell’Ordine e dunque del dr. Ravizza che lo presiede, è già in programma per il prossimo mese un incontro volto a far meglio conoscere il servizio ed a intavolare un confronto sulle rispettive esigenze mentre con ortopedici e neurologi si sta lavorando per arrivare a plasmare un team multidisciplinare, in modo particolare per quanto attiene la patologia della colonna, per offrire prestazioni mirate e più immediate. Anche per il dolore infatti prima si interviene meglio è. “Più si lascia andare, più si cronicizza” spiega l’anestesista, ricordando come non è necessario lasciar passare del tempo per considerare quel “male” cronico, tutt’altro. “Se vengono da noi subito è meglio”, dice garantendo di poter fissare un appuntamento a nuovi pazienti in 7 -15 giorni, per iniziare subito il trattamento farmacologico. “Abbiamo qualche problema in più per la terapia infiltrativa avendo gli slot già pieni fino a aprile-maggio” prosegue, sempre facendo riferimento agli sforzi compiuti per offrire il servizio con i colleghi Elias Ceravola, Valentina Zona e Chiara Marzorati.
Ma il dolore può essere vinto?
La risposta è sì. “Per noi è già un successo la riduzione del 30%” aggiunge però il dr. Maniglia, ricordando come lo stesso venga autovalutato dagli utenti in una scala da 0 a 10. “Spesso i pazienti che arrivano da noi vi convivono da anni e il dolore inficia le loro attività quotidiane. Hanno un percorso importante alle spalle con specialisti che magari non sono riusciti a dare un senso a questo percorso. Noi cerchiamo di tenere le fila del discorso per loro, cercando di andare a capire qual è il problema. Non sempre riusciamo ma andando a toccare il dolore alla radice già la condizione migliora. Non troviamo magari la causa ma curiamo quel sintomo che diventa esso stesso malattia”.
L’obiettivo dell’ambulatorio?
“La speranza è di aumentare sempre di più”. E l’appoggio del primario, il dr. Tavola, non manca.
A.M.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco