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Scritto Martedì 29 gennaio 2019 alle 17:08

Ambrogio Sala: in 5 anni diminuiti gli stranieri in provincia. In Valsassina e nella valle dell'Adda le ''fughe'' più rilevanti

Da ormai da un anno tutti i telegiornali aprono con le notizie sugli immigrati provenienti dal Nord Africa. Analogamente li segue la carta stampata ed i loro siti web.
Mi sono domandato più volte quale fossero le ricadute sul livello locale. In particolare quali aree della nostra provincia avevano accolto più migranti.
Secondo un resoconto riportato dal Wall Street Journal (un quotidiano americano che si occupa di economia e di orientamento conservatore) e ripreso anche dalla stampa italiana, i dati dell'Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite (Unhcr) indicano per il 2018 un forte calo rispetto all'anno precedente degli sbarchi di persone via mare dal Mediterraneo in Europa. Gli arrivi via mare in Europa nel 2018 sono stati di poco inferiori a 115 mila, contro gli oltre 172 mila del 2017. Sono lontani gli anni del picco del 2015 e 2016. Questi arrivi riguardano, oltre all'Italia, soprattutto, la Spagna e la Grecia.
Sulla situazione provinciale ho usato il sito ufficiale dell'ISTAT (Geo.Dem.) ed ho confrontato gli anni di maggior afflusso indicati dal giornale americano. In particolare mi sono concentrato sugli anni (al 31/12) tra il 2013 ed il 2017. C'è da precisare che sotto la voce stranieri ci sono tutti quelli che sono arrivati attraverso vie diverse. Ci sono anche coloro che vengono dai paesi dell'est Europa o dalla Cina e non solo africani.
La tabella indica la presenza degli stranieri non rispetto agli italiani, ma rispetto ai residenti (cittadini italiani +stranieri):


La maggiore presenza degli stranieri in entrambi gli anni considerati è nelle aree del Meratese e del Lecchese con percentuali simile, ma con il Meratese più alto. Un ruolo fondamentale lo hanno gli assi ferroviari. La linea Milano-Lecco ha avuto, ovviamente, un ruolo primario. Questa infrastruttura attraversa tre zone: Meratese, Valle dell'Adda e Lecchese. Nel 2017 vivevano nei comuni dove ci sono stazioni ferroviarie o immediatamente limitrofi circa il 45% degli stranieri. Se si considera il tratto Lecco Colico la percentuale sale al 52%. Sulla Lecco Molteno Monza ne vivono circa il 9% e sulla Carnate- Bergamo un altro 5%. Complessivamente vivevano su queste tratte, nel 2017, i due terzi degli stranieri.
La tabella successiva indica la percentuale degli stranieri nelle aree provinciali (2017):

 

Come si nota è il Lecchese, seguito da vicinissimo dal Meratese, è la zona dove ci sono più stranieri. In questi due circondari, oltre ai trasporti, ci sono le maggiori opportunità di lavoro. I territori di montagna sono agli ultimi posti per la carenza di trasporti interni e per le minori occasioni di lavoro.
Il dato più rilevante è, però, un altro: è la diminuzione del numero degli stranieri rispetto al 2013. La tabella lo dimostra:


Sono andati via 1.269 stranieri pari al 4,67 % in meno rispetto al 2013. Le aree che perdono maggiormente in percentuale sono:
la Valsassina - 13,22
il Casatese - 10,49
La Valle dell'Adda (Val San Martino ed Olginatese) -8,88%.
L'unica zone con segno positivo è il Lecchese con più 0,16%.
Anche i cittadini italiani sono diminuiti, ma solo di 161 pari allo 0,05% rispetto a cinque anni prima.
Le mie osservazioni finali sono:

  • Nonostante i massicci flussi migratori di quegli anni (i porti non erano chiusi), la nostra provincia ha perso stranieri.
  • Questi ultimi non hanno, evidentemente, trovato le condizioni economiche ed abitative convenienti.
  • Non arrivano al 10% di tutti i residenti (sono l'8,01%).
  • Coloro che sono rimasti, verosimilmente, lavorano e si sono inseriti.
  • Quelli che vediamo nei parcheggi a cercare l'elemosina potrebbero essere irregolari di passaggio da noi e rispetto alla popolazione non italiana residente decisamente marginali.
  • L'arresto della crescita degli italiani è, forse, segno che i Comuni abbiano messo una stretta sull'edilizia o che le strutture produttive di un tempo non siano cresciute. Forse si è in presenza di ambedue i fenomeni.
  • La qualità del vivere non ha subito grandi depauperazioni nonostante la grande crisi economica che ha caratterizzato quei cinque anni.

 

Clicca su ciascuna area per visualizzare la tabella:

La situazione del MERATESE - CASATESE - OGGIONESE - VALLE DELL'ADDA/OLGINATESE - LECCHESE - VALSASSINA - LAGO

Ambrogio Sala
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