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Scritto Martedì 12 febbraio 2019 alle 12:16

Lecco: per 5 ortopedici del 'Manzoni' una settimana bianca a Livigno ma...al lavoro

Il direttore dell'Ortopedia lecchese Piero Poli
Ortopedici lecchesi in trasferta in Valtellina: 5 professionisti (su 14) della struttura guidata dal dr. Piero Poli hanno accettato di “spendere” le loro ferie invernali in quel di Livigno per una settimana bianca… con il camice addosso. La locale ASST, guidata fino al rinnovo delle cariche avvenuto a fine 2018 dalla dottoressa Giuseppina Panizzoli, già commissario “da noi” dopo la destituzione di Mauro Lovisari e prima della nomina di Stefano Manfredi, garantisce infatti da dicembre ad aprile, l’apertura di un presidio traumatologico dedicato a coloro i quali incappano in brutte cadute o altre disavventure sulle piste da sci, alla presenza di un tecnico radiologo, di un gessista e, appunto, di un ortopedico che, da lunedì alla domenica, senza stop, dalle 12 alle 18, manda avanti l’ambulatorio, valutando i pazienti, per poi trattarli in loco o demandare, nei casi più gravi, le cure alla struttura ospedaliera più vicina. E in questo quadro che si inserisce la collaborazione tra l’ASST di Lecco e l’analoga realtà “montana”: venuto meno il supporto dei medici di Menaggio, ritornati sotto Como, la direzione dell’Azienda sociosanitaria territoriale valtellinese si sarebbe trovata in difficoltà nel mantenere un servizio tanto importante nel periodo invernale, bussando così nuovamente alla porta del dr. Poli che già da tempo, due volte al mese, invia dei propri uomini presso il presidio di Chiavenna, principalmente per interventi ambulatoriali.
“Tutto nasce dalla crisi totale nel reperire ortopedici” spiega il primario lecchese, fresco di nomina a capo del dipartimento chirurgico, ricordando come i giovani, dopo la specializzazione, siano più propensi ad accettare un impiego in cliniche private piuttosto che un posto in Valtellina, terra che ha comunque una sua connotazione nel settore. “Abbiamo iniziato con Chiavenna poi, grazie ad un accordo tra le due direzioni, abbiamo cominciato a dare una mano anche a Livigno: i nostri medici prendono le ferie qui e vanno su a lavorare per coprire le necessità del presidio traumatologico”. Una sorta di muto soccorso, per ora in una sola direzione, quindi, tra due realtà dirimpettaie che ben conoscono il “peso” dell’afflusso turistico.
A.M.
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