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Scritto Venerdì 15 febbraio 2019 alle 09:07

Lecco, urbanistica: anche gli assessori Bolognini e Dossi 'a lezione' con Paolo Pileri

Un confronto interessante quello di ieri sera, giovedì 14 febbraio, alla cereria "A lume di candela" di Pescarenico che ha ospitato la presentazione del libro "100 parole per salvare il suolo", promossa dall'associazione Qui Lecco libera. Ad ascoltare l'autore Paolo Pileri, professore di Pianificazione e progettazione urbanistica al Politecnico di Milano, anche parte della giunta: l'assessore all'Urbanistica Gaia Bolognini e l'assessore all'Ambiente Alessio Dossi.

Duccio Facchini e Paolo Pileri

Il sottotitolo del volume spiega che si tratta di "un piccolo dizionario urbanistico italiano". A chiarire il motivo per cui è utile uno strumento del genere è stato il docente: "Questo libro è legato a ‘questioni di suolo', il suolo è l'unica risorsa che abbiamo, anche se nel nostro codice non è chiamato ‘risorsa ecologica'. Se così fosse sarebbe un problema, perché la Costituzione afferma che è compito dello Stato tutelare l'ecosistema e le sue risorse, invece il suolo è gestito in maniera esclusiva degli assessori all'Urbanistica degli 8mila Comuni italiani e questo ha generato un grande caos: un'unica risorsa è gestita in 8mila modi diversi". La tesi di Pileri è che per iniziare a fare ordine in questo caos, bisognerebbe partire proprio dal linguaggio, che spesso è la prima fonte di confusione.
"Ad esempio, in Emilia Romagna una legge stabilisce che le aree agricole non possano essere edificate a meno che non ci siano ‘ragionevoli alternative locatizzative'. Ragionevoli secondo chi? - si è chiesto il professore - come può il legislatore scrivere delle cose così opinabili? Regione Lombardia invece ha introdotto dei vincoli per le aree agricole strategiche, ma non dice che esse sono intoccabili: dice che sono inedificabili, ‘tranne' nel caso in cui questo sia proprio necessario". Questi esempi per mostrare che leggi e vincoli a tutela del suolo ci sono, ma che si possono bypassare per via di queste espressioni: "Questo libro - ha affermato Pileri - serve per aiutarsi a difendersi dalla manomissione delle parole: secondo me è corretto che i concetti siano chiari e inequivocabili per tutti".

Il prima fila, al centro, Alessio Dossi e Gaia Bolognini

L'autore del testo ha spiegato perché si tratta di una partita cruciale: "Da un suolo edificato e cementificato non si torna indietro. Eppure una legge europea ha introdotto l'idea di ‘consumo di suolo netto': che vuol dire che si può edificare un'area agricola purché si tolga l'afflato da un'area equivalente cementificata. Questo secondo le legge sarebbe consumo di suolo zero. Questo è un problema, è un pasticcio e deriva dal fatto che le parole sono state manomesse. Consumo di suolo vuol dire passare da situazioni naturali o semi-naturali a situazioni artificiali. La sfida è prendersene cura prima, prestare attenzione prima che si consumi il suolo: prima che vengano distrutti i boschi, costruite le rotonde e i posteggi. Abbiamo bisogno che la politica faccia delle cose, molto antipatiche ma molto giuste: a Copenhagen, una delle città più ecosostenibili del mondo, non hanno chiesto ai cittadini: hanno tolto i posteggi, aumentato il costo di bollo e assicurazione delle auto e contemporaneamente hanno fatto un fortissimo lavoro culturale. Oggi non ci sono macchine e anche i bambini sanno che andando in bicicletta contribuiscono a salvare il Pianeta".

A portare nel dibattito il punto di vista "locale" è stata Gaia Bolognini: "Di principio sono d'accordo con quello che lei dice ma per noi il problema è buttare a terra le idee e trovare un equilibrio tra leggi regionali, leggi nazionali e politiche energetiche, diversi livelli che si intersecano e che rendono complicato il lavoro degli amministratori e degli uffici tecnici", ha detto l'assessore portando ad esempio una mappa della città di Lecco e mostrando che il nostro territorio "è composto per due terzi da tessuto pedemontano e per un terzo tessuto urbano consolidato", il Tuc. "Si tratta - è intervenuto ancora Pileri - di un'invenzione del 2008 di Regione Lombardia che ha stabilito che le aree agricole interne al Tuc se edificate non sono conteggiabili nel consumo di suolo e che il perimetro del Tuc lo decide il Consiglio comunale. Le richieste di estensione del Tuc possono però essere rigettate dal Consiglio comunale. Se voi politici avete dei dubbi - ha detto rivolto a Bolognini - perché non chiedete a chi studia queste cose? I miei colleghi tedeschi aiutano la politica, da noi perché alla politica culturalmente non gliene frega niente. Voi esponete i vostri problemi al Consiglio regionale? L'ascensore tra i problemi che voi subite e quelli che in alto non li risolvono si è interrotto".
Anche l'assessore all'Urbanistica ha riconosciuto questo "scollamento" e ha citato un paio di esempi per mostrare come la giunta stia lavorando sulla fascia pedemontana: "Dopo la legge regionale sulla protezione delle rete escursionistica promulgata nel febbraio 2017, noi abbiamo fatto un accordo con il Cai per il monitoraggio della rete e la manutenzione sentieri. Parallelamente ci siamo mossi nella direzione della prevenzione del rischio idrogeologico, finanziando un progetto che ha previsto il prelievo di 300 sassi di dimensione varia dal Caldone, che sono stati forati, dotati di microchip e colorati di giallo per renderli riconoscibili. Poi sono stati depositati in un campo base e da lì è iniziato il monitoraggio: ogni volta che c'è un evento atmosferico noi andiamo a verificare la posizione dei sassi". Un altro tema toccato dall'assessore è quello del patrimonio edilizio cittadino: "Noi siamo pieni di un patrimonio edilizio vecchio e costoso da riqualificare, si parla di rigenerazione del patrimonio edilizio ma non è facile, ci vorrebbe un piano Marshall e ci vorrebbe una norma chiara a cui agganciarsi".
Su questo punto è intervenuto anche il moderatore della serata Duccio Facchini: "Come Qui Lecco libera avevamo presentato delle osservazioni sul PGT approvato nel 2014, che sulla base di una previsione di insediamento di 53mila abitanti, prevedeva un'offerta abitativa pari a 484mila metri cubi, oggi siamo a 48mila. Intendente intervenire?". "Sì la previsione era sovrastimata ma prevedere l'incremento del numero di abitanti era necessario per non bloccare la città, anche se l'aumento previsto non c'è stato. Stiamo lavorando ad una variante al PGT di tipo normativo e dal punto di vista informatico, ma la dimensione del piano rimarrà quella".
Ad intervenire anche l'assessore Alessio Dossi: "Sono sempre dubbioso sui paragoni con il nord Europa, perché noi siamo in Italia. Io fino a quattro mesi ero un semplice cittadino, quando adesso mi trovo da amministratore a dover fare scelte con risorse limitate, diffido a fare confronti poco calabili nella realtà. Io credo ancora che in alcune dinamiche come i Consigli comunali, in cui cerchi di ottenere un obiettivo la mediazione e i compromessi, sono valori da salvaguardare".
A chiudere la serata, facendo qualche riflessione rispetto ai temi messi sul tavolo dagli assessori è stato Paolo Pileri: "Il compromesso va fatto, ma non deve essere la prima ambizione; accettiamo un compromesso ma facciamo notare più in alto che la cosa non funziona: questo non si fa da troppo tempo. Non possiamo vivere a compromessi, al massimo si scende a compromessi. Pensiamo anche alla norma della Regione sulla rete escursionistica locale: la Svizzera, che considera i suoi sentieri il primo patrimonio ambientale del Paese, non sognerebbe mai di mandare i volontari a pulire i sentieri, anche perché voi avete messo 50mila euro, ma se il Comune a fianco non fa niente il sentieri resta impraticabile"
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