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Scritto Lunedì 25 febbraio 2019 alle 08:48

Calolzio: una redazione... in classe. La 3D del Liceo Scientifico 'edita' il giornalino RotaBloid

"Con l'obiettivo di svelare curiosità e retroscena che si nascondono dietro alle pareti dell'Istituto e non solo" è stato inaugurato quest'anno, dalla classe terza del Liceo scientifico dell'Istituto superiore "Lorenzo Rota" di Calolziocorte, il progetto editoriale "RotaBloid". Gli studenti si stanno impegnando nella realizzazione di un giornalino scolastico che vuole condividere "contenuti scelti e proposti con la speranza di interessare, informare e discutere ciò che accade all'interno ma anche all'esterno della realtà scolastica", come si legge in prima pagina.

La classe del Liceo scientifico 3D con la professoressa Sara Casiraghi

A promuovere l'attività è stata la docente di Italiano e Latino Sara Casiraghi, al suo primo anno d'insegnamento nell'Istituto calolziese. Conseguita la laurea in Lettere, la professoressa ha lavorato per un periodo come giornalista sportiva e, dopo aver scelto di dedicarsi al mondo della scuola, ha voluto proporre ai suoi studenti un'attività da lei amata. Questo lavoro permette ai ragazzi coinvolti di acquisire importanti competenze, sostiene l'insegnante, nonché di sviluppare la loro creatività e il loro senso di responsabilità: devono infatti assumersi un impegno e rispettarne le scadenze, inoltre hanno così l'opportunità di avvicinarsi a una professione che magari vorranno abbracciare in futuro.
"La 3D del Liceo scientifico è una classe bella, perfetta per questo tipo di attività", afferma l'insegnante. "I miei alunni sono bravi ad accogliere con entusiasmo e serietà i compiti loro affidati. Nonostante non siano valutati con un voto, si mettono in gioco. Questo lavoro permette loro di conoscersi davvero".

Le ragazze della redazione cultura e spettacolo: Angelica Gavazzoni, Viola Casiraghi, Matilde Lasca, Giulia Tieghi e Alessandra Angeloni

Alla proposta della professoressa gli alunni hanno risposto con entusiasmo, contenti di potersi cimentare in un'esperienza nuova. "L'idea ci è subito piaciuta, perché siamo noi studenti a scrivere il giornalino, noi che viviamo la realtà scolastica" sostiene una delle allieve. "La cosa bella è che ora questo progetto coinvolge tutti gli scolari dell'istituto", continua la studentessa.
Dopo una lezione di preparazione proposta dall'insegnante, i giovani aspiranti giornalisti si sono divisi in quattro redazioni, ciascuna dedicata agli argomenti per loro di maggior interesse: sport, arte e cultura, cronaca del territorio e cronaca scolastica.
Il loro lavoro inizia con la ricerca dell'argomento da trattare: per ogni numero del giornalino ogni redazione deve preparare due articoli riguardanti il proprio ambito. È una fase molto bella, affermano: "Dobbiamo confrontarci e tirar fuori delle idee. È un momento in cui stiamo in gruppo e ci divertiamo".
Successivamente le scelte compiute vengono presentate all'insegnante, che le seleziona. Segue la ricerca di informazioni, sia tramite internet sia contattando personalità esterne e interne all'istituto. Fase ultima è quella relativa alla stesura degli articoli: in ogni redazione si creano due sottogruppi che si occupano di uno dei due pezzi. "È difficile scrivere un articolo", confessano i ragazzi. "Non l'avevamo mai fatto prima d'ora. Inoltre siamo più di uno a realizzarlo, e quindi dobbiamo tenere conto delle opinioni di tutti. Complicato è anche rispettare i tempi prestabiliti!". Ma è anche un momento di confronto: punti di vista diversi arricchiscono il testo.

Le ragazze della redazione cronaca scolastica: Chiara Blandino, Martina Gatti, Eleonora Pignoloni, Jael Fusato e Valeria Belloli

Una volta ultimati, i pezzi vengono sottoposti alla correzione dell'insegnante e poi inseriti nella grafica, curata da lei stessa. Il primo numero, uscito gratuitamente il primo dicembre 2018, è stato stampato all'interno dell'istituto e ogni classe ne ha ricevuto una copia. Per la prossima edizione, prevista per il 6 marzo, studenti e insegnanti potranno prenotare la propria copia, che riceveranno al prezzo di una piccola somma, probabilmente 50 centesimi. Il ricavato sarà poi in parte utilizzato per pagare le spese di stampa e in parte devoluto all'associazione "Il Filo di Luce India Onlus", che opera nell'ambito dei settori dell'istruzione e dell'assistenza sociale e sanitaria, tutelando i diritti delle donne e dei bambini del subcontinente indiano.
Il lavoro non si limita alle ore scolastiche, i ragazzi si impegnano infatti anche al di fuori dell'istituto per realizzare al meglio i loro progetti.

I ragazzi della redazione sportiva: Federico Improta, Andrea Todeschini, Natan Fumagalli, Tommaso Spada e Clarissa Panzeri

Angelica Gavazzoni, Viola Casiraghi, Matilde Lasca, Giulia Tieghi e Alessandra Angeloni si occupano della sezione "cultura e spettacolo". Nel primo numero hanno raccontato il progetto "Questo Mostro Amore" proposto dall'associazione "AttivaMente" alle classi seconde e terze degli indirizzi liceali, per sensibilizzare e far riflettere i ragazzi sul tema della violenza nelle relazioni. Un secondo articolo ha visto invece come protagonista uno studente dell'istituto che sta muovendo i suoi primi passi nel panorama della musica rap. Una rubrica è dedicata alla presentazione di tutti gli eventi culturali sul territorio, con lo scopo di informare e invogliare gli allievi a partecipare a iniziative che potrebbero interessarli. Per il prossimo numero le ragazze stanno realizzando un cruciverba e un quiz.
Della redazione sportiva fanno parte Federico Improta, Andrea Todeschini, Natan Fumagalli, Tommaso Spada e Clarissa Panzeri. Il loro compito è quello di raccontare gli eventi sportivi cui la scuola partecipa ed intervistare studenti che praticano sport a livello agonistico. Nella scorsa edizione hanno dato voce a un ragazzo che, dopo un brutto infortunio, è tornato alla sua passione calcistica. In un altro articolo hanno esposto i soddisfacenti risultati del "Rota" nel Campionato studentesco di corsa campestre.

I ragazzi della redazione cronaca del territorio: Maddalena Tentori, Francesca Crippa, Alessia Viganò, Gaia Panzeri e Simone Aldeghi.

Maddalena Tentori, Francesca Crippa, Alessia Viganò, Gaia Panzeri e Simone Aldeghi si occupano invece della cronaca dei paesi limitrofi con lo scopo di raccontare storie di cittadini lecchesi e presentare argomenti di interesse sul territorio. "Cerchiamo di trovare notizie importanti nella nostra provincia, che ci riguardino da vicino", affermano. Due ragazzi impegnati in un viaggio in giro per il mondo sono i protagonisti di uno dei loro articoli: si tratta dei "nostri" Angela e Paolo, coppia alla scoperta di nuove realtà, che viaggia con un budget di 10 euro a testa. La chiusura del ponte di Paderno è l'altro tema affrontato dal gruppo: una notizia fresca nel momento in cui è nato il giornalino e che interessa gli studenti del loro istituto proveniente dalle zone vicine. Per la prossima edizione è prevista un'interessante intervista a Riccardo Gatti, calolziese impegnato nel soccorso dei migranti nel Mediterraneo, che consente agli studenti di affrontare un tema di grande attualità.
L'ultima redazione è quella impegnata nella cronaca scolastica. Chiara Blandino, Martina Gatti, Eleonora Pignoloni, Jael Fusato e Valeria Belloli sono le croniste, che hanno realizzato nello scorso numero una doppia intervista a due studenti dell'istituto, per indagare come e quanto la scuola può influenzare la vita dei giovani. Il loro secondo articolo è stato invece dedicato ai nuovi rappresentanti degli studenti eletti nell'anno scolastico 2018-2019 e ai programmi da loro proposti. Queste giovani giornaliste si sono anche occupate della realizzazione di un numero speciale in occasione di San Valentino. Nelle settimane che hanno preceduto la festa degli innamorati hanno collocato all'ingresso dell'edificio una teca dove gli studenti hanno potuto inserire messaggi personali, anonimi o firmati, poi pubblicati sul giornalino.
Il progetto editoriale è stato accolto positivamente da docenti e alunni della scuola, ha affermato la professoressa Casiraghi. È "un lavoro che, ponendosi inizialmente un fine didattico", citando nuovamente l'introduzione al primo numero, "si lancia con entusiasmo verso uno scopo di più ampia portata ed utilità sociale".
Anna Tentori
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