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Scritto Giovedì 07 marzo 2019 alle 08:32

Rinasce il Carza racing team con 5 piloti, 2 dei quali pronti a 'sfrecciare' in pista usando una mano sola, oltre la disabilità

Il 2019 sarà l’anno 0: è stato “inaugurato” con un ricco banchetto in un locale di Garlate a cui, con il lago di sfondo, ha fatto seguito la presentazione di bolidi e piloti, il nuovo corso del Carza Racing Team, formazione motociclistica nata ufficialmente nel 2010 a Calco con Mauro Carzaniga quale perno. Mantenuto saldo il proprio centro, la compagine riparte ora da capo, con l’appoggio del Moto Club Merate, puntando tutto su cinque alfieri. Si tratta di Luigi Brignoli di Brescia che correrà nella categoria 600, i fratelli meratesi Andrea e Alessandro Riva che affronteranno il Trofeo Moto Estate in sella alle loro Yamaha 300 nonchè Paolo Sirtori e Vito Pisanello che gareggeranno alla Octo Bridgestone Cup, il campionato nazionale disabili. E già perché i due sono forse un po’ più matti degli altri compagni di team: si metteranno a cavalcioni delle loro due ruote da corsa, sapientemente riadattate da Mauro, sapendo di doverle “tenere a bada” per sfrecciare poi a velocità folli, affrontando curve e sorpassi, potendo utilizzare di fatto un braccio solo.

Il Carza Racing Team

21 anni, uno in meno del numero di interventi a cui si è già sottoposto, Paolo Sirtori vive a Bussero e lavora come grafico-programmatore per una società di Linate. Conosce Carza nel 2015, grazie ad un corso in pista organizzato dall’associazione Diversamente disabili, onlus fondata da Emiliano Malagoli per aiutare ragazzi artolesi/portatori di protesi a (ri)avvicinarsi alle due ruote, gancio anche per l’incontro con Vito Pisanello.
“Ho una disabilità alla mano e al braccio sinistro: per un problema di vene e malformazioni non ho la normale forza” ci spiega, con genuinità, ripercorrendo poi le tappe (bruciate) per arrivare alla partecipazione al Campionato Italiano. “Fino al 2017 ho girato in pista una sola volta l’anno” ammette, indicando il 2018 come l’anno della svolta con nuovi contatti con Mauro e l’esordio – il 26 giugno – in gara a Pavia, dopo aver apportato le necessarie modifiche alla frizione della sua moto, non riuscendo a tirarla adeguatamente. “Tramite lui e l’associazione sono sceso in pista come wild card, ottenendo il nono posto. Ancora ricordo le sue lacrime per il mio ottimo esordio. Dopo due settimane ho preso parte al Mondiale disabili al Mugello, chiudendo in 21esima posizione”.

Paolo e Vito

Non è andata altrettanto bene, in quell’occasione, all’amico e compagno Vito Pisanello, fregato da un problema alla componente elettronica, dopo aver trovato il giusto settaggio della moto. 40 anni appena compiuti, casa a Canzo ma nativo della Capitale – con l’inflessione ancora da “romano de Roma” –  ha finora vissuto due vite: la prima, fino al 2007, quale Carabiniere motociclista, la seconda da quell’anno in poi con un braccio, il sinistro, completamente bloccato. Ora è dipendente civile dell’Arma e a 10 anni dall’incidente che gli ha scombussolato i piani, ha deciso di tornare a montare in sella. “Ho conosciuto Mauro nel 2017, quale istruttore di un corso promosso da Diversamente disabili: ne è nata una bella amicizia. Ha poi modificato la moto per permettermi di fare tutto – acceleratore, freno, frizione – con una mano sola”.

Contagiosamente allegri, Paolo e Vito in pista saranno ora rivali. Tre le corse in programma tra Pavia, Perugia e Roma. Tra i due sarà sfida vera ma nell’attesa è già partita la gara all’ultimo punto: Vito conduce 300 a poco meno. Di cosa stiamo parlando? Delle cuciture sulla pelle con le cicatrici che, sul circuito, rimangono però sotto la tuta, soffocate da una voglia pazzesca di fare e fare bene. Divertendosi, nonostante tutto.
A.M.
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