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Scritto Venerdì 15 marzo 2019 alle 19:09

M5S: mentre gli studenti protestano per il futuro del pianeta, nel lecchese tiriamo diritto sul teleriscaldamento

Massimo Riva
La preoccupazione per la pubblicazione del bando di gara per la costruzione e la gestione del teleriscaldamento è un tema più attuale che mai: proprio oggi, migliaia di studenti sono scesi in piazza in tutta Italia e nel mondo per convincere i Governi ad adottare politiche più incisive per il riscaldamento climatico. Secondo i documenti ufficiali, per il teleriscaldamento di Valmadrera si parte da una base d'asta di oltre 80 milioni di euro: le offerte dovranno pervenire entro il 15 aprile.
Ma il Movimento 5 Stelle di Lecco non nasconde i suoi dubbi e anzi manifesta a chiare lettere le sue perplessità. “Mentre dalle nostre piazze si alza il grido d'allarme dei giovani lombardi giustamente preoccupati per il loro futuro e quello del pianeta, nel territorio lecchese si dà il via al bando per la costruzione di una rete di teleriscaldamento allacciata al forno inceneritore di Valmadrera, che ne allungherà la vita operativa rendendoci dipendenti dall'importazione di rifiuti per alimentarlo”, il pensiero di Massimo Riva, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Lecco. “Gli studenti – continua il portavoce del Movimento 5 Stelle - chiedono alla politica azioni immediate per il contenimento delle emissioni nocive e del fabbisogno energetico. Ma ciò che di meglio i nostri amministratori locali riescono a partorire è teleriscaldare bruciando rifiuti edifici pubblici e provati inefficienti. Nessun investimento sul contrasto alla produzione di rifiuti, zero investimenti nel riciclo e riuso, assenza politiche energetiche ecosostenibili. Meglio continuare a bruciare rifiuti... L'economia circolare può attendere”, conclude amaro Massimo Riva.
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