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Scritto Sabato 16 marzo 2019 alle 09:29

Lecco: al Manzoni si fa il punto sulla presa in carico dei pazienti cronici

L'aula magna dell'ospedale Manzoni di Lecco, venerdì 15 marzo, ha ospitato rappresentanti delle istituzioni nonchè della sanità locale e lombarda per affrontare il tema estremamente attuale della presa in carico della cronicità.
Ad accogliere i presenti è stato il direttore generale ASST Lecco Paolo Favini. "Ringrazio i consiglieri regionali Antonello Formenti, Raffaele Straniero e Mauro Piazza che hanno promosso questa iniziativa insieme al consigliere Girelli che sarà il moderatore degli interventi. È un momento nel quale possiamo confrontarci sulla tematica della cronicità ed è stato un piacere poter offrire la nostra aula magna per affrontare un argomento che riteniamo essere molto importante, al quale il nostro territorio ha risposto in maniera estremamente efficace''.

Paolo Favini, Gian Antonio Girelli, Silvano Casazza

"Ringrazio a mia volta dell'invito il dottor Favini e i consiglieri regionali per aver promosso questo incontro che affronta una tematica di grande attualità alla cui base sta il principio che è utile ragionare in termini territoriali ma è bene considerare anche l'intera regione Lombardia in cui i problemi e le necessità sono i medesimi. Prima di entrare nel merito della vicenda, chiedendo il parere alle varie personalità che sono stata coinvolte in questo momento di riflessione, credo sia importante dare la parola al sindaco di Lecco Virginio Brivio per un'introduzione" ha introdotto il consigliere regionale Gian Antonio Girelli sottolineando come, quando si parla di aspetti sanitari ed in particolare di presa in carico della cronicità, il ruolo delle amministrazioni locali non è marginale ed il coinvolgimento viene effettuato nella convinzione ci deve essere un rapporto sempre più stretto e saldo tra ente comunale e sistema sanitario.

Il sindaco Virginio Brivio ha rivolto un breve saluto ai presenti. "E' importante che ci sia un dialogo tra i sistemi e si condivida non solo l'obiettivo ma anche il suo processo di raggiungimento. Ringrazio i consiglieri regionali perché questo momento acquista un carattere di confronto pubblico su un tema che a livello regionale deve essere necessariamente affrontato".

L'assessore regionale Giulio Gallera

Il primo relatore ad entrare nel merito della questione è stato Silvano Casazza, direttore generale ATS Brianza. "Cercherò di tracciare un quadro della situazione della presa in carico nel nostro territorio, una cornice all'interno della quale si inseriranno gli interventi dei medici di medicina generale, protagonisti di questo percorso" ha spiegato affrontando le modalità attraverso le quali è stata gestita la preso in carico sul territorio e mostrando alcune rilevazioni statistiche per analizzare con i presenti il contesto e i dati demografici, che vedono l'indice di vecchia a Lecco (ovvero il rapporto percentuale tra il numero degli ultrasessantenni e quello dei bambini fino a 14 anni) toccare il punteggio di 169,7 contro il 162,2 della Lombardia. "Si parla di presa in carico per sottolineare l'importanza di creare modelli nuovi per curare le malattie croniche alla luce del fatto che ormai la popolazione stia invecchiando. Ci troviamo di fronte ad uno scenario caratterizzato da un invecchiamento della popolazione che porta con sé un aumento delle malattie croniche che fortunatamente, grazie alle cure, offrono una maggiore aspettativa di vita. È quindi un fenomeno che necessita di essere affrontato con urgenza: il medico di medicina generale non deve più attendere che sia il paziente a recarsi da lui ma è necessario promuovere modelli di proattività in cui siano le persone ad essere ricercare per essere curate al meglio ed accompagnate nel loro percorso" ha sottolineando ribadendo la necessità di conoscere le persone con malattie croniche individuando il livello di gravità di queste ultime e prendendole in carico.
ATS Brianza ha inviato poco meno di 400.000 lettere - pari più o meno ad un terzo della popolazione del territorio -  a cittadini che possono essere suddivisi in tre diversi livelli di cronicità: il primo prevede più di tre malattie croniche, il secondo livello fino a tre malattie croniche ed il terzo una malattia. È possibile individuare una correlazione tra l'indice di vecchiaia e la gravità della cronicità. A questo proposito le malattie croniche più diffuse sono, al primo posto, l'ipertensione arteriosa (26% dei pazienti cronici), l'ipercolesterolemie (7%), il diabete mellito di tipo 2 (7%) e l'asma (6%).
"Allo stato attuale abbiamo sul territorio dell'ATS poco più di 60.000 pazienti che hanno attivato la presa in carico, di questi 58.000 sono in carico come gestori alle cooperative dei medici di medicina generale con un piano assistenziale già avviato, 2.000 sono in carico alle SST e 428 agli altri gestori. Sul territorio lecchese, rispetto ad altre realtà limitrofe, quasi il 97 % dei pazienti sono in carico ai medici di medicina generale che hanno il ruolo di gestore".
Il perché ci sia questa ricchezza si spiega con una forte tradizione presente sul territorio che vede da un lato i medici di famiglia lavorare in modo aggregato e dall'altro lato la disponibilità, da parte delle amministrazioni comunali, di mettere a disposizione degli spazi in cui questi medici possono operare.

Filippo Galbiati e Mauro Piazza

Per riportare l'esperienza delle amministrazioni comunali è intervento il sindaco di Casatenovo Filippo Galbiati, presidente del distretto di Lecco. "Credo che l'attesa di questa riforma sia l'innovazione attraverso l'attuazione di misure sostanziali. La vera innovazione risiede proprio nell'integrazione socio sanitaria. Il PAI, piano di assistenza individualizzato, affinché acquisisca davvero un carattere di assistenza è necessario che sia una pianificazione integrata che richiama l'esigenza di prendere in mano non solo la cronicità ma anche la fragilità sociale della persona. Il PAI deve prevedere una forte intesa con i servizi sociali attraverso un forte dialogo con le sue strutture. Quest'integrazione non si compie dentro una struttura ma nel territorio''.

Ha ripreso le tematiche introdotte dal sindaco aggiungendo la propria personale esperienza Luigia Mottes, presidente associazione diabetici della provincia di Milano. "Sono una paziente diabetica di tipo 1 da 52 anni e faccio parte di quella cronicità in termini numerici ma soprattutto in termini sociali. Ho visto come nel corso degli anni ci sia stato un mutamento ed un'evoluzione nel passaggio dalla cura della malattia alla cura della persona nella sua totalità. L'aspetto fondamentale di questa nuova legge è proprio la centralità della cura della persona all'interno del suo contesto sociale affrontando la tematica della salute in tutte le sue dimensioni e sfaccettature. È necessario curare il malato anche all'interno del suo contesto sociale purtroppo al giorno d'oggi molto critico".

Per Paolo Favini, direttore generale di ASST Lecco, ''questo progetto si inserisce in un prospettiva in cui si vuole creare una situazione di maggior benessere per il paziente, meno stress nelle cure con un maggior accompagnamento e meno disagi per la famiglia. La presa in carico deve divenire la presa in carico della fragilità della persona. Il centro servizi diviene così non solo un luogo fisico ma un "modello" per accompagnare la presa in carico della salute dei cittadini''.
Un percorso quindi strutturato che parte dall'identificazione dei bisogni erogativi sulla base dei PAI, procede con la condivisione degli slot per le prestazioni ed un feedback periodico sulle attività in corso per un processo continuo di miglioramento.
"I vantaggi per il paziente non sono indifferenti: un piano assistenziale annuale personalizzato con l'elenco dei controlli, un numero verde del centro servizi per prenotazioni ed informazioni, il servizio svolto dall'operatore che tenta di accorpare più controlli ed esami di familiari nello stesso giorno ed il supporto del personale infermieristico di Case management''.
In un'ottica di maggior efficienza è stato inoltre avviato un tavolo di confronto tra i medici di medicina generale e gli specialisti ospedalieri per fornire un supporto concreto ed indicazioni pratiche ai medici "clinical manager", uniformare ed ottimizzare i percorsi di cura ed avere un confronto sulle modalità di comunicazione.
"Vogliamo creare un sistema complesso ma che nel nostro tentativo porti a dei vantaggi sicuri. Stiamo lavorando per fare in modo che la presa in carico della cronicità diventi una presa in carico della salute che dia risposte certe in tempi certi'' ha concluso Favini.

Raffaele Straniero e Luigia Mottes

Umberto Motta e Paolo Favini

Interessante l'intervento di Umberto Motta e di Marco Magri, della cooperativa Cosma, composta da medici di medicina generale attiva da diversi anni nel territorio della provincia di Lecco che conta 211 medici tra cui 130 medici di medicina generale della provincia di Lecco e 81 pediatri nel territorio di Lecco e Monza. ''Il progetto si pone l'obiettivo di utilizzare la presa in carico (PIC) per creare un modello sul territorio con il ruolo cruciale del medico di medicina generale e l' implementazione di un centro di servizi proprio possa mettere in rete tutti gli attori per generare sinergie, ottimizzare le risorse e dare significato concreto al "paziente al centro", puntando sui concetti di territorialità ed innovazione'' hanno detto, facendo riferimento anche ai vantaggi che si registrano in tema di integrazione nel meratese attraverso la collaborazione fra Cosma e Retesalute.

A concludere il convegno sono stati gli interventi politici, a cominciare da quello dell'assessore regionale al welfare Giulio Gallera. ''Sono contento che questo incontro sia stato fatto a Lecco perché stiamo prendendo in considerazione un modello che sta effettivamente funzionando. Questa legge, che nasceva su sperimentazioni innovative, oggi sta dando risposte concrete. Stiamo cercando di spostare lo sguardo dall'ospedale al territorio perché oggi i bisogni sono diversi ed è importante compiere un'azione di prevenzione e la presa in carico del paziente per accompagnarlo al meglio in questo momento di fragilità. Tutto questo è possibile se responsabilizziamo un soggetto nella gestione del paziente che ci permette di superare la frammentazione che è poco funzionale e costa al sistema'' le parole dell'esponente della giunta Fontana, alle quali hanno fatto seguito quelle dei consiglieri regionali Raffaele Straniero e Mauro Piazza.

Sara Ardagna
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