Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 67.750.346
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Mercoledì 10 aprile 2019 alle 15:44

In viaggio a tempo indeterminato/71: in India a bordo... di un treno giocattolo

Di treni in India ne abbiamo presi parecchi. A volte siamo stati così fortunati da avere due posti letto assegnati su un treno notturno. Altre volte siamo finiti in lista d’attesa e alla fine ci hanno dato un sedile da condividere per 13 ore di viaggio, anche se di biglietti noi ne avevamo pagati due.
E poi ci sono le volte in cui siamo stati decisamente meno fortunati e ci siamo ritrovati a fare 17 ore di viaggio seduti in 7 su sedili da 3, con bambini sconosciuti in braccio e piedi penzolanti dai porta bagagli sopra la nostra testa. Di tutte queste nostre avventure con i treni indiani, però, ce n’è uno che si piazza al primo posto per stranezza. Si tratta del viaggio a bordo di un piccolissimo “Toy Train”, un treno giocattolo.

VIDEO



Tutto è iniziato dalla stazione di Shimla, una cittadina costruita a 2200 metri di altezza tra i monti dell’Himalaya. Con il suo ufficio della posta bianco e rosso, la sua biblioteca in perfetto stile Tudor e le sue chiese cattoliche, Shimla ci aveva inizialmente un po’ stranito. Dove siamo finiti? E’ ancora India perché ci sono i venditori di samosa e tè, perché le persone indossano i sari e i tradizionali cappellini della zona e perché c’è una statua di Gandhi. Però sembra anche di essere in un’ordinata cittadina inglese con gli edifici di mattoni e i tetti di legno e le strade con le pasticcerie che vendono torta di mele.



Shimla insomma ci aveva già un po’ mandato in confusione. Figuriamoci quando siamo arrivati alla stazione e abbiamo visto il treno che ci avrebbe condotto a valle. Sembrava uscito da una fiaba. Un trenino giallo e rosso piccolo piccolo che corre su binari larghi 70 cm e che parte da una stazioncina minuscola con la sala d’aspetto in legno e le scimmie che giocano a saltare da una carrozza all’altra. Una scena assurda... Ma solo quando siamo saliti a bordo abbiamo capito cosa deve aver provato Alice quando è finita nel paese delle meraviglie! Ci siamo sentiti come dei giganti. Con una mano potevamo toccare il soffitto del treno che sembrava disegnato da dei bambini.



Ecco il fischio, si parte! Dopo tutti i treni presi in India, non ci aspettavamo certo un viaggio così. Tranquillo, lento, silenzioso. Senza nessuno che sgomita e spinge per trovare un posto a sedere. Senza barriere di metallo ai finestrini. Senza passeggeri attaccati fuori dalle porte aperte. Senza la puzza dei bagni che invade tutta la carrozza. Insomma ci siamo sentiti come se fossimo a bordo di un treno di lusso, tranne che per il biglietto... quello ci è costato solo 25 rupie (0,30€).
Il trenino parte lento, molto lento e si infila nella prima galleria. Quando sbuchiamo dall’altra parte ci ritroviamo immersi in un bosco di alberi che da quel treno minuscolo ci sembrano giganti. Andiamo così piano che volendo potremmo contare le foglie di ogni albero. La velocità media di questo treno, infatti, è di 30 km all’ora. E così abbiamo tutto il tempo di goderci il paesaggio. La vista sulla vallata mentre lentamente scendiamo di quota è davvero da togliere il fiato.



Ogni tanto il treno si ferma in una stazione e tutto sembra costruito su misura. Un piccolo cartellone con il nome del paese, un piccolo edificio che fa da sala d’aspetto, un piccolo negozietto che vende bibite e cibo, una piccola campanella che annuncia la partenza del treno. E così, in questa situazione fiabesca passiamo le 6 ore di viaggio. Un po’ guardiamo fuori dal finestrino, un po’ mangiamo degli snack acquistati in una stazione, un po’ ci addormentiamo cullati dal lento dondolio del treno.
Questa linea ferroviaria così particolare è stata costruita dagli inglesi durante il dominio coloniale. Volevano che Shimla, la sede estiva del governo, fosse accessibile facilmente e così hanno progettato questo percorso entrato a far parte del Patrimonio dell’Unesco. 95 km, 102 gallerie e innumerevoli viadotti romani dopo, arriviamo finalmente a Kalka, la destinazione finale del treno. E un po’ ci dispiace scendere da quella carrozza minuscola perché là fuori ci aspetta di nuovo la vera India dove tutto è talmente enorme, caotico, confuso che quelli che si sentono piccoli piccoli alla fine siamo noi.
Le nostre avventure continuano ogni giorno sulla pagina Facebook- Beyond The Trip, su Instagram e ogni settimana qui su LeccoOnline.
Articoli correlati:
16.12.2017 - IN VIAGGIO A TEMPO INDETERMINATO
Angela e Paolo
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco