Perledo,diffamazione al sindaco: per una multa è condannato a una multa

E’ stato condannato a 500 euro di multa per avere diffamato l’ex sindaco di Perledo Fernando De Giambattista mentre è stato assolto dall’accusa di minaccia perché il fatto non sussiste. Dovrà versare a titolo di risarcimento per danni non patrimoniali la somma di 1.000 euro e rifondere le spese di giudizio.

Si è chiuso questa mattina, al cospetto del giudice Gianluca Piantadosi, il procedimento a carico di L.G., per fatti risalenti al febbraio 2020.
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L'ex sindaco di Perledo - e parte civile - Nando De Giambattista

In quella data l’allora sindaco si stava recando in municipio per il consiglio comunale quando si era imbattuto in tre autovetture parcheggiate in zona a traffico limitato, senza averne i titoli, che ostruivano il passaggio agli autorizzati. De Giambattista si era così portato a piedi a palazzo, aveva preso il blocchetto delle sanzioni e, in quanto pubblico ufficiale, aveva multato i veicoli. Nel fare rientro in comune era stato rincorso dall’imputato che lo aveva insultato. La vicenda però non si era conclusa quella sera. Nei giorni successivi, infatti, su Facebook, L.G. aveva pubblicato alcuni commenti negativi nei confronti di tale “Nando”, diminutivo con cui è conosciuto De Giambattista, oltre a alla frase “Ti farò un letto di velluto”. I primi abbinati alla fotografia della contravvenzione elevata quella sera e la seconda con un preciso riferimento alle onoranze funebri.

Venutone a conoscenza, il sindaco aveva sporto querela per diffamazione e per minacce. In aula, nel corso della sua deposizione, aveva spiegato come da quel momento fosse stato parecchio preoccupato al punto di guardarsi le spalle per il timore di qualche azione a suo danno.

Rendendo esame l’imputato si era assunto la responsabilità delle affermazioni e aveva spiegato come in quel momento fosse particolarmente arrabbiato e al tempo stesso indisposto verso quelle che a suo dire erano ingiustizie commesse dall’amministrazione nei confronti dei cittadini.

Questa mattina c’è stata la discussione con il pubblico ministero che per entrambi i capi di imputazione ha chiesto la condanna a 20 giorni di reclusione. Posizione a cui si è associato l’avvocato di parte civile chiedendo il riconoscimento della colpevolezza e un risarcimento danni di 10.000 euro. Di diverso avviso chiaramente il legale difensore che ha tentato di discolpare il proprio assistito in quanto per la diffamazione non sarebbe stato chiaro il destinatario dei post mentre per la seconda accusa si ravvisava l’assenza della minaccia del male.

Il giudice dopo una breve camera di consiglio, come anticipato, ha emesso sentenza di condanna per il primo capo di imputazione (diffamazione) e di assoluzione per il secondo (minacce).
S.V.
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