Lecco: nel contro-consiglio delle minoranze i temi scomodi per la Giunta

«Con questa assemblea, un risultato lo abbiamo già ottenuto: lunedì prossimo si riunirà la conferenza dei capigruppo per la convocazione di due sedute del Consiglio comunale e di quattro delle commissioni consiliari». Le parole sono del consigliere comunale Emilio Minuzzo (“Lecco merita di più-Lecco ideale”) e l’assemblea è quella pubblica che i gruppi di minoranza in Consiglio comunale hanno tenuto giovedì sera e che inizialmente si sarebbe dovuta svolgere proprio nell’aula consiliare del municipio, quasi a fare da controcanto alle sedute ufficiali del Consiglio dove ormai – l’accusa lanciata dagli esponenti dell’opposizione - il dibattito sui temi qualificanti della vita cittadina è praticamente azzerato. Non a caso, nell’ultima seduta consiliare, le minoranze avevano deciso di restare in silenzio per sottolineare la marginalità alla quale la giunta guidata da Mauro Gattinoni avrebbe condannato l’organismo. 
ccminoranze__1_.JPG (196 KB)
Dopo di che l’assemblea pubblica. Sennonché, l’aula del Palazzo Civico è stata negata e ci si è dovuti trasferire in una piccola sala di via Malpensata, insufficiente a contenere gli intervenuti. Quindi, finestre aperte per consentire a chi non ha potuto prendere posto all’interno di seguire il dibattito dall’esterno. Tra il pubblico anche il sottosegretario regionale Mauro Piazza e il consigliere regionale Giacomo Zamperini.
Peppino_Ciresa.JPG (96 KB)
E’ stato Peppino Ciresa, il candidato sindaco del centrodestra alle ultime elezioni (sconfitto da Gattinoni al ballottaggio per una trentina di voti), ad aprire la discussione rilevando come in questi tre anni di amministrazione «non ci è stato concesso di fare l’opposizione, con riunioni di commissione annullate e il Consiglio comunale chiamato a deliberare su materie irrilevanti. Auspichiamo dunque che il sindaco Gattinoni riporti il dibattito e le richieste dei cittadini in Consiglio». 
ccminoranze__2_.JPG (114 KB)
Dopo Ciresa sono intervenuti gli altri rappresentanti, ciascuno soffermandosi su aspetti particolari della vita amministrativa: Minuzzo sul centro sportivo del Bione, Filippo Boscagli (“Fratelli d’Italia”) sulla viabilità e il lungolago, Corrado Valsecchi (“Appello per Lecco”) sulla questione della nuova sede unica per il Comune, Cinzia Bettiga (Lega Nord) sul capolinea dei bus, Simone Brigatti (Lecco merita di più”) su bilancio e imposte.
Sindaco e Giunta sono accusati dalle minoranze di arroganza e maleducazione, di mancanza di rispetto nei confronti dei consiglieri costretti a sapere le cose per vie traverse, dai giornali. Ancora: un’incapacità al dialogo che è anche un’incapacità di “fare sintesi” tra le richieste provenienti dai consiglieri, dai cittadini, da associazioni e società. Di più: superficialità, manifesta incapacità, mancanza di visione, ignoranza sui comportamenti istituzionali con sgambetti e ripicche infantili.
Emilio_Minuzzo.JPG (76 KB)
Per quanto riguarda il Bione, Minuzzo ha parlato di mancanza di progettualità: «In campagna elettorale, il sindaco aveva annunciato un piano di recupero con un palazzetto e un campus. Non solo nulla di questo è stato fatto, ma anche i progetti già avviati per le strutture esistenti si sono fermati come gli spogliatoi per il campo da calcio principale e la pista di atletica indoor. E naturalmente il “caso” della piscina chiusa un mese per lavori: «in commissione non se n’è mai parlato e nella pubblica assemblea che il sindaco ha convocato il 29 febbraio proprio per parlare del Bione, della chiusura nulla è stato detto.
Filippo_Boscagli.JPG (128 KB)
A proposito di lungolago, Boscagli ha ricordato come il progetto avviato dall’attuale Giunta sia notevolmente ridotto rispetto a quello prefigurato dall’amministrazione comunale precedente guidata da Virginio Brivio, «ma non soltanto il progetto è monco – ha aggiunto - la realtà è che non sappiamo nemmeno com’è». E comunque, ci sono 1500 firme che chiedono di ridiscuterlo, perché un’alternativa all’eliminazione dei parcheggi sul lungolago può esserci. Contestata anche la riorganizzazione complessiva dei posteggi in centro con l’eliminazione degli spazi per i residenti delimitati dalle righe gialle, contestata inoltre la rivoluzione viabilistica di largo Montenero, della quale «siamo stati tenuti all’oscuro: il sindaco ha preferito dirlo prima in una pubblica assemblea», contestazioni infine per il Ponte Vecchio. Secondo Boscagli «serve un piano per una città reale anziché per una città ideale, perché altrimenti per i cittadini diventa una città da incubo».
Corrado_Valsecchi.JPG (75 KB)
Valsecchi ha concentrato l’attenzione sulla vicenda delle sedi comunali: «Nella passata amministrazione era stato deciso quasi all’unanimità di acquistare la palazzina di via Marco d’Oggiono per trasferirvi gli uffici comunali. Ciò avrebbe permesso di alienare la palazzina dei vigili di via Sassi, di demolire la parte meno nobile del Palazzo civico di piazza Diaz lasciando quindi spazio al capolinea dei bus. La copertura finanziaria c’era. In campagna elettorale nessuno ha messo in discussione quel progetto. E invece, passate le elezioni è spuntata l’ipotesi della sede della “Deutsche Bank” che non era adatta e lo si sapeva. Il risultato è che sono stati spesi quattrini pubblici per le verifiche tecniche, sono stati spesi soldi per sistemare una palazzina che forse dovrà essere abbattuta, è naufragato il trasferimento in via Marco d’Oggiono, tre dirigenti comunali se ne sono andati e la presidente del consiglio comunale Francesca Boncina, la più votata dei consiglieri del Pd, si è dimessa dello stesso Consiglio. E oggi gli uffici comunali sono distribuiti in sei o sette sedi per alcune delle quali il Comune paga affitti onerosi. A suo tempo, io ho presentato in autotutela una denuncia alla Corte dei Conti e un esposto in Procura. I procedimenti sono ancora aperti. Non so se c’è un danno all’erario. Comunque, una vergogna».
Cinzia_Bettega.JPG (153 KB)
Sul capolinea dei bus, con il contenzioso aperto per il ventilato esproprio di un’area in via Balicco, Bettega ha sottolineato come i consiglieri comunali non riescano ad avere informazioni e quindi non possano capire come vengano affrontate alcune questioni, quali siano i metodi e le regole. In quanto a via Balicco, non solo l’esproprio è irrispettoso, ma la scelta della zona è controindicata per la vicinanza delle scuole, lo sbocco dello svincolo dell’attraversamento viabilistico, il movimento attorno al centro Meridiana con gli autotreni che riforniscono il supermercato, l’uscita dei un parcheggio pubblico e quello dei condomini del “Broletto”: sarebbe il caos.
Simone_Brigatti.JPG (118 KB)
Infine, Brigatti ha messo sotto accusa l’aumento di imposte e tariffe, andando a colpire le fasce più deboli: l’Irpef, i parcheggi, i buoni pasto per gli alunni delle scuole, aumenti che non sono serviti a darci una città più bella, ma a finanziare progetti inconcludenti, lasciando le strade senza manutenzione e senza pulizia.
ccminoranze__3_.JPG (75 KB)
E’ stata poi la volta dei cittadini presenti indicare le criticità «per le quali – ha detto Ciresa – non possiamo darvi risposte perché siamo nelle vostre stesse condizioni, ne sappiamo quanto voi. Ma prenderemo nota e ci faremo carico delle segnalazioni».
Dal pubblico sono arrivate critiche alla rivoluzione del traffico attorno al liceo “Grassi” per la quale è già stata avviata una raccolta di firme contro l’inversione di marcia lungo la via Palestro; sono stati richiesti interventi per il palazzo ex Inpdap, in via Aspromonte, diventato ricovero di senzatetto. Critiche alla Giunta anche per il mancato accoglimento di una serie di richieste provenienti da Olate per una viabilità differente attorno alle scuole.
Naturalmente la chiusura della piscina del Bione per la quale è stato richiesto un controllo rigoroso dei cantieri per evitare i ritardi verificatisi per altre opere dello stesso centro sportivo. A proposito della piscina è stata manifestata anche “desolazione” per il mancato confronto con le famiglie e le società sportive. E ancora, il parchetto Kennedy rumoroso, i sensi unici di via Tubi e via Perazzo, il Ponte Vecchio. «Ciò che occorre far capire – è stato detto -è che non si tratta di piccoli “orticelli” ma di problemi di carattere generale che riguardano tutta la città».
D.C.
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.