Scritto Marted́ 24 giugno 2014 alle 09:39

Valmadrera: QLL porta ''Metastasi'' in città, pochi i cittadini presenti, in frizione tra loro

A pochi giorni dal ritorno a casa dell'ex sindaco Marco Rusconi, anche Qui Lecco Libera è sbarcata  (accompagnata da qualche polemica) a Valmadrera, l'epicentro dell'operazione Metastasi che lo scorso 2 aprile ha fatto oscillare - ma non fatto crollare - i palazzi della politica lecchese.
Quando anche le (pur piccole) scosse di assestamento sembravano essere ormai passate, l'opera di denuncia dell'associazione lecchese ha portato le carte dell'inchiesta dove tutto è nato e intorno a cui tutto girà: Valmadrera e in particolare il pratone di Parè, conquista tanto agognata, secondo l'ordinanza di custodia cautelare, dal clan Trovato.
Qui Lecco Libera, nel salone del cento Fatebenefratelli ha riproposto sostanzialmente la ricostruzione dei fatti emersi dalle carte degli inquirenti già narrata lo scorso 7 maggio, nel pieno della bufera Metastasi, a Lecco.

I presenti in sala

Ma se nel capoluogo centinaia e centinaia di persone avevano gremito la sala don Ticozzi, a Valmadrera son state all'incirca 80 i cittadini- di cui solo la metà residenti in paese - che hanno voluto ascoltare le parole di Duccio Facchini.
Assenti i rappresentanti di Progetto Valmadrera (in sala invece alcuni esponenti del gruppo di opposizione), cosi come non si sono segnalate contestazioni da parte dei sostenitori dell'ex sindaco Rusconi. La linea mantenuta è stata infatti quella di buttare acqua sul fuoco, evitando di concedere spazio a eventuali polemiche.
"Ci aspettavamo anche qualche forma di boicottaggio viste le ultime puntate, in un territorio certamente non facile - ha commentato Duccio Facchini - Ma certo ci avrebbe fatto piacere vedere un rappresentante della maggioranza consigliare e di giunta, che avesse magari spiegato con sincerità la propria posizione ma cosi non è stato. È un'ulteriore sconfitta per questa città".
Eppure il clima si è dimostrato più infuocato che mai. E proprio mentre su Valmadrera si abbatteva il forte temporale che ha colpito il lecchese, anche all'interno del salone si respirava aria di tempesta, con tuoni e lampi tanto in cielo quanto tra i partecipanti alla serata.

Gli esponenti di Qui Lecco Libera

La riflessione di Qui Lecco Libera si è conclusa infatti con un vivace e animato scambio di commenti e opinioni tra i cittadini. Tra chi è rimasto deluso dal presunto comportamento tenuto dell'ex sindaco Marco Rusconi, chi rimane convinto della sua buona fede e chi, al contrario, sostiene di averlo sempre saputo.
Indice, ancor prima di entrare nel merito, della voglia di approfondimento e discussione covata ancora da una parte dei cittadini che, passato il frastornio iniziale, vuole oggi di confrontarsi, conoscere e capire.
In paese, complice anche la pressione dovuta alle imminenti elezioni, pochi sono stati in questi mesi i momenti di incontro pubblico sul tema. Anche l'approdo negli ultimi 2 consigli comunali dell'amministrazione Rusconi (con la reggenza della vice Brioni) è stato infatti piuttosto superficiale.
E  il risultato elettorale - segno evidente dei meriti e delle capacitò della squadra di Progetto Valmadrera nell'aver saputo ri-conquistare con indubbio successo la fiducia dei cittadini - ha in parte contributo poi a far scemare l'attenzione pubblica sull'intricata vicenda dell'assegnazione (e della successiva revoca) del pratone in riva al lago alla Lido di Parè srl, società riconducibile (dietro ai prestanome Antonello Redaelli e Saverio Lilliu) al clan Trovato così come sostenuto nell'ordinanza di custodia cautelare.

Duccio Facchini

La vicenda - o meglio il quadro accusatori ancora tutto da provare sostenuto dagli inquirenti - è ormai cosa nota. Marco Rusconi avrebbe fornito informazioni preferenziali alla Lido di Parè, contattando più volte in particolar modo - sebbene non avesse alcuna titolarità - Ernesto Palermo.
A sua volta il consigliere comunale lecchese Palermo, soprattutto nei mesi in cui è parso evidente che era stato ormai scoperto il gioco dei prestanome, avrebbe sfruttato le sue conoscenze - ovvero Rusconi, il sindaco di Lecco Virginio Brivio e un non identificato funzionario prefettizio di nome Giuseppe - per trovare il modo si salvare l'appalto (e la faccia....).
Oltre alle conversazioni tra Palermo e Rusconi sono stati riproposti da Qui Lecco Libera anche gli ormai celebri messaggi tra il consigliere (nelle liste del Pd) e il sindaco di Lecco, come quello in cui il primo cittadino scriveva testualmente "Ciao parlato con prefetto per vicende lecco accennato Valmadrera pare . Se vuol ne parliamo ma non al telefono ma stasera in consiglio. Sento anche marco".
Per il gruppo dei Trovato la situazione precipita nell'estate 2012 con l'informativa anonima: Marco Rusconi decide di revocare la concessione e vince poi il ricorso al Tar fatto dalla Lido di Parè. Una vicenda che sembrava conclusa, almeno fino agli arresti del 2 aprile.

"Abbiamo voluto concentrare l'attenzione su Parè perché è da qui che tutto nasce ed è questo il perno intorno a cui girano tutti i personaggi coinvolti - hanno commentato i ragazzi dell'associazione - Ma Metastasi non è solo Parè. Cosi come l'ndrangheta a Lecco non deve essere ridotta a personaggi un po' spacconi che vorrebbero costruire un bar su un pratone. E gli agganci che dispongono anche all'interno degli ambienti prefettizi lo dimostrano".
Ma sono stati soprattutto i commenti dei "semplici" cittadini a far capire come le tensioni in paese non si sono ancora spente e che i nodi non sono ancora venuti tutti al pettine.

"In passato ho appoggiato apertamente la lista di Progetto Valmadrera ma le vicende che coinvolgono il sindaco Rusconi mi hanno profondamente scosso - è intervenuto un residente - Dire che l'ex sindaco è stato solo un ingenuo o uno sprovveduto non è certo una posizione difendibile, come ha invece fatto l'attuale giunta.  Non si può rischiare di far bruciare per ingenuità un paese come Valmadrera. Calando le braghe al primo che si presenta. Purtroppo però si vorrebbe mettere tutto a tacere pur di far credere che siamo un paese sereno e felice. Ora più che mai c'è bisogno di chiarezza".
Una richiesta di chiarimenti che è stata espressa da più voci: "Alla nuova giunta ora chiediamo la massima trasparenza. Bisogna esprimersi in pubblico su cosa si vuole fare adesso del pratone di Parè, anche convalidando nel caso la volontà di fare un nuovo bando. Purtroppo invece l'atteggiamento scelto è stato quello di non parlare, sperando e aspettando che la gente si dimentichi".

Tra qualche parola di troppo e chi dice di voler chiedere "asilo politico al comune di Valbrona" c'è stato anche chi ha difeso al contrario l'operato del sindaco Marco Rusconi: "Credo che il dato di fatto sia che l'attività della Lido di Parè alla fine non sia mai partito. Nonostante l'informativa anonima non obbligasse a farlo, il sindaco ha deciso di revocare la concessione - ha voluto spiegare il signor  Isacchi, interrotto più volte dal brusio e dai commenti sollevati in sala - Se ci fossero state davvero connivenze con gli ambienti mafiosi avrebbe fatto pressioni, magari su consiglieri e assessori, perché l'affidamento fosse comunque confermato, ma cosi non è stato".
Interventi che fanno ben capire come la questione sollevata dall'operazione Metastasi sia ancora un nervo scoperto in paese e che le tensioni tra le fazioni sono ancora forti, arroccate su posizioni assolutamente inconciliabili.
Paolo Valsecchi
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