Scritto Luned́ 28 agosto 2017 alle 23:13

Calolzio, crack della 'Trafileria del Lario': a ottobre l'udienza preliminare, 7 gli indagati

Michela Vittoria Brambilla con il padre Vittorio Brambilla in azienda.
Sotto uno dei picchetti organizzati dai lavoratori dinnanzi ai cancelli del sito produttivo

17 ottobre ore 9.30. Questa la data e l'orario riportati sulla "convocazione" notificata nei giorni scorsi ai legali dei sette indagati nell'ambito dell'inchiesta - coordinata a quattro mani dai pubblici ministeri Nicola Preteroti e Paolo Del Grosso - incentrata sul crack della Trafileria del Lario spa in liquidazione, definitivamente dichiarata fallita nel giugno scorso dalla Corte di Cassazione a "riconferma" di analoga decisione presa nel settembre del 2014 dal Tribunale di Lecco. La Procura, decorsi i termini dopo l'avviso di conclusione delle indagini, ha avanzato richiesta di rinvio a giudizio per Vittorio Brambilla, patron della storica impresa di Calolziocorte creata nel 1942 con il nome di "Trafilerie Brambilla spa" divenuta poi "Trafileria del Lario" mantenendo inalterati oggetto sociale, sede operativa e partita iva, sua figlia Michela Vittoria Brambilla (parlamentare forzista, già ministro del Turismo e anima del neonato Movimento animalista), il cognato di quest'ultima Nicola Vaccani (liquidatore della società), il cugino Alessandro Valsecchi (amministratore delegato) nonché i tre membri del collegio sindacale, i piemontesi Francesco Ercole (presidente), Mario Ercole e Aida Tia. Bancarotta patrimoniale dolosa il reato ipotizzato, articolato in tre diversi profili a cominciare dalla supposta presentazione sistematica di false fatture a più istituti bancari che avrebbero così anticipato - stando all'ipotesi accusatoria ancora tutta da dimostrare - alla realtà calolziese i crediti ivi indicati per circa 15 milioni di euro, tra il settembre del 2012 e l'inizio del maggio 2013 nonché dalla supposta sopravvalutazione - nell'anno 2010 - di un complesso immobiliare (a Calolziocorte) di proprietà di una società poi incorporata nella Trafileria. Da ultimo i pubblici ministeri ritengono che gli indagati, a vario titolo, possano aver concorso ad aggravare l'esposizione debitoria dell'impresa nei confronti dell'Erario, omettendo il versamento di imposta per cifre ragguardevoli.
In atto le interlocuzioni tra i difensori e la Procura allo scopo - almeno per quanto riguarda alcune delle posizioni - di poter adire, in caso di decisione del giudice "avversa" agli assistiti dei primi, a eventuali riti alternativi. La parola ultima, in ogni caso, spetterà al giudice per le udienze preliminari Massimo Mercaldo, investito della questione.
A.M.
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