Scritto Giovedý 28 giugno 2018 alle 16:00

Piani Resinelli: splendide fioriture nel Parco Valentino e nei prati di Muscera

Quest’anno, ai Piani dei Resinelli, le copiose piogge, alternate a giornate particolarmente afose, hanno letteralmente fatto esplodere meravigliose fioriture, che nel Parco Valentino e nei prati di Mus'cera (verso la traversata bassa), hanno raggiunto il massimo splendore. In particolar modo i Botton d’oro (Trollius europaeus) e il Maggiociondolo (Laburnum anagyroides), che in primavera hanno tinto di giallo vaste porzioni dei loro lussureggianti pascoli, oltre a numerose specie di Orchidee spontanee, che continuano tuttora a profumare le assolate praterie.




I fiori che in assoluto più colorano e profumano il Parco Valentino sono però i numerosi Gigli selvatici: il vivace Giglio di San Giovanni (Lilium croceum), il candido Giglio di San Bruno (Paradisea liliastrum) ed il giglio martagone (Lilium martagon). Sono tutti protetti e non si possono raccogliere. Proprio i gigli martagone sono particolarmente numerosi nei pressi della Casa Museo Villa Gerosa, raggiungendo dimensioni considerevoli ed inusuali (circa un metro e mezzo di altezza con oltre 40 fiori sullo stelo). E’ inoltre possibile ammirare la rara varietà albina in uno splendore che mai si era visto prima.




L’attento fotografo Mauro Lanfranchi (autore anche di questi scatti) ha segnalato queste particolari condizioni alla Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino che, oltre a darne la massima diffusione agli appassionati di botanica e a coloro che vogliono semplicemente ammirare le meraviglie del creato, invita tutti a visitare la CASA MUSEO DI VILLA GEROSA, dove è stata allestita una specifica sala espositiva dedicata alla flora delle Grigne con approfondimenti sulle diverse specie e sull’importanza dell’esplorazione naturalistica. Alla Casa Museo è custodita anche una collezione di iconografie acquarellate con un significativo valore artistico e scientifico, di scuola italiana e tedesca; si pensi infatti che fino a metà dell’Ottocento, quando non esisteva ancora la fotografia, il disegno erano l’unico modo per rappresentare la flora.
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