Scritto Venerd́ 07 giugno 2019 alle 14:46

Sen. Faggi:con lo sblocca cantieri un aiuto per le imprese su norme, fondi e ''appalti''

La senatrice Antonella Faggi con il ''capitano'' Matteo Salvini
Dal mese di novembre ad aprile si sono tenute qualcosa come 70 audizioni dove sono stati sentiti tutti i portatori di interesse con le loro richieste e necessità, si sono approfonditi i nodi principali che ingessavano lo sviluppo, dal punto di vista economico/finanziario e poi procedurale, si sono individuate le figure professionali in grado di fare da coordinamento tra i vari enti e si è arrivati finalmente a una soluzione sul breve-medio periodo per impostare lo “Sblocca cantiere”.
Una serie di istanze che daranno sollievo e toccheranno i punti nevralgici per dare un impulso e sbloccare appunto gli investimenti dal punto di vista infrastrutturale e viabilistico.
Ne abbiamo parlato con la dottoressa Antonella Faggi, senatrice lecchese, segretario della 8ª Commissione permanente lavori pubblici e comunicazioni, che ha partecipato fattivamente alle audizioni e alla stesura di queste istanze in qualità di relatrice.

Dottoressa Faggi di quale arco temporale stiamo parlando per un lavoro mastodontico e complesso come quello del cosiddetto Sblocca cantieri?

Questo lavoro si è accavallato con un altro iniziato a novembre per con le audizioni per la revisione del codice degli appalti della legge 50 del 2016. Sono stati sentiti tutti gli stake holders che concretamente metto in atto ogni giorno questa legge e sono emerse due neccessità.
Il codice dei contratti conta più di 200 articoli ed è frutto di un raggruppamento di una serie di norme che negli ultimi due anni ha compresso ulteriormente e bloccato le iniziative imprenditoriali. Quando ci si trova davanti a una serie di procedure da evadere anche per un piccolo appalto (per piccoli imprenditori e enti locali) la tentazione, che spesso si avvera, è quella di lasciare perdere. La norma restrittiva, così tanto e così poco chiara in alcuni punti, ha messo un ulteriore balzello che è quello di richiedere dei chiarimenti all'ANAC che ha una grande competenza ma ha anche una sua collocazione e interviene dove è contestato un reato. La normativa così invece restrittiva ha messo nelle condizioni gli operatori di chiedere sempre all'ANAC un parere per evitare ricorsi. Con le lungaggini che si possono immaginare. Nel sentire questi operatori si è convenuto sull'importanza di una struttura e di una figura come quella del presidente Cantone ma si è anche detto che, così come era posto, il codice degli appalti aveva fermato tutto.


Come si è deciso di operare concretamente?


Si impostato un lavoro sul breve-medio periodo così da dare un immediato sollievo alle imprese, sbloccando quelle situazioni ingessate da anni che oltre a un danno economico non portavano alcun beneficio. Il governo presenterà successivamente un decreto delega con le linee guida per revisione totale del codice del 2016. Ma ora era necessario agire con una certa rapidità e urgenza.
Questo decreto consta di una serie di articoli di modifica della legge 50, come le soglie di appalto, la questione dell'appalto integrato. Ci sono poi indicazioni tese alla semplificazione e sburocratizzazione delle pratiche per le zone colpite dal sisma, prevedendo figure professionali e commissariali oltre che naturalmente somme di denaro. Si interviene in concreto bloccando alcune imposizioni come il pagamento mutui in questi territori e favorendo incentivi.


Quali sono i punti sostanziali su cui si interverrà con questo provvedimento?

Sicuramente la semplificazione urbanistica e lo sviluppo edizioni e poi interventi di ordine finanziario per incentivi alle aziende e ai territori e lo stop alle onerosità.
Sono stati previsti alcuni commissariamenti di opere infrastrutturali importanti che avevano necessità di trovare una loro ripresa. Parlo del Nodo di Genova o della revisione del Mose. C'erano poi altre situazioni che andavano commissariate dove si trascinano opere infrastrutturali indecenti al limite della precarietà e che avevano necessità di trovare un coordinatore unico che fosse in grado di fare capofila e dare prosecuzione celere all'intervento.


In tutto questo Lei non ha mai dimenticato la "sua" provincia...

Assolutamente mai. Abbiamo il problema da affrontare alla luce della frana sulla SS36 e della difficoltà che esiste quando è chiusa, con l'unica alternativa della 72: una panoramica bellissima ma rimasta ferma nel tempo e per nulla dimensionata a reggere un traffico pesante sia dal punto di vista della tipologia di mezzi che del numero. Quando infatti ho partecipato al tavolo in prefettura mi sono accorta che per tamponare il problema veniva utilizzate unità di forze dell'ordine da dislocare sulla tratta della 72 per monitorare il traffico, distogliendole dal vero lavoro che compete loro. Il Prefetto del resto non aveva altre possibilità ma chiaramente qualcosa va fatto guardando al futuro. Ho parlato con la provincia e mi sono fatta fare una relazione. Nel 2026 a Bormio ci saranno le olimpiadi invernali. Noi abbiamo questa strada che presenta fragilità con dissesto idrogeologico, che va monitorata ed è oggetto di manutenzioni random mentre è necessario un restyling più incisivo. Anche qui serve un commissario che con le norme derogatorie nel rispetto delle fonti del diritto primario possa sovrintendere e muovere quella che non è inerzia ma difficoltà di coordinamento tra enti. Questo mio emendamento, che tra l’altro tiene in considerazione anche l’annoso problema del “ nodo “di Chiuso (cantiere riferito al progetto Lecco-Bergamo SS639), è stato vistato dal Ministero delle Infrastrutture ,ha avuto l'ok di massima dal MEF (Ministero Economia Finanze) ma è stato tolto da questo Decreto Provvederò’ a riproporlo per l’inserimento nel prossimo “Decreto Crescita”.
Nello stesso decreto è stato inserito anche il nodo di Chiuso 639. Sarà dunque collocato in un altro apposito decreto perchè ritengo opportuno e necessario risolvere una situazione deficitaria a livello strutturale. Non si può andare avanti così, bisogna agire in maniera diversa e più efficace. Sono passati in questo territorio fior fiore di senatori, ma non si è mai arrivati ad una soluzione definitiva.


Quindi il Senatore Faggi non molla. Anche se il suo emendamento è stato spostato in un altro decreto, l'attenzione resta alta...


Il mio emendamento è per il territorio che porto nel cuore, la Faggi non molla. E' nota per carattere spigoloso ma che umanamente abbraccia tutti; porto anzitutto nel cuore la mia provincia e la mia lecco ma il mio lavoro è profuso per tutto il territorio nazionale. Le infrastrutture sono una particolare tematica che voglio curare, ma non è una bandiera che la Faggi si vuole mettere sul petto. Prima di essere senatore sono un militante, prestato a questo tipo di incarico. E l'obiettivo, prima o poi lo raggiungo. E' una crescita professionale e umana, fare il senatore è così, essere chiamati in una squadra a lavorare, significa essere utili al proprio movimento, dare un contributo per il proprio paese. Lunedì , insieme al Vice Ministro Garavaglia e al Capogruppo Sen. Romeo ci siamo recati dal Presidente del Consiglio Conte ,con la parte del Decreto che aveva ancora criticità.
Martedì mattina, una riunione positiva e risolutiva, ci ha permesso di portare ieri all'approvazione dello “Sblocca Cantieri”. Sono soddisfatta del lavoro svolto e del risultato ottenuto.
Felice della fiducia che Matteo Salvini mi ha accordato e che ho cercato insieme ad altri interlocutori di tramutare in concretezza.
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