Scritto Giovedý 30 gennaio 2020 alle 16:14

Calolzio: per il crac delle Trafilerie, dopo il patteggiamento dei Brambilla si apre il processo ai sindaci. Con un 'torna al via'

Se fosse un gioco, potremmo dire che uno dei partecipanti è capitato sulla casella "torna al via". Si è aperto con un inghippo procedurale che porterà - parzialmente - a riavvolgere il nastro, il procedimento penale intentato nei confronti dei piemontesi Francesco Ercole, Mario Ercole e Aida Tia, membri del collegio sindacale delle Trafilerie del Lario, già Trafileria Brambilla, di Calolziocorte, rinviati a giudizio il 16 luglio scorso, quando hanno invece definito la loro posizione i coimputati. Come si ricorderà, infatti, chiamati a rispondere a vario titolo dell'ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta, hanno optato per il patteggiamento l'ex ministro Michela Vittoria Brambilla ritenuta dagli inquirenti dell'amministratrice di fatto della società di famiglia, fallita con passivo accertato di 55 milioni di euro (un anno e 4 mesi) ed il padre Vittorio Brambilla (un anno e 6 mesi) nonché Alessandro Valsecchi e Nicola Vaccani, rispettivamente cugino e cognato della "rossa" quali amministratore delegato e liquidatore della società calolziese (2 anni ciascuno).
Ai patteggiamenti si era arrivati, tra l'altro, dopo l'estinzione dei supposti reati tributari contestati ai vertici dell'impresa, con il versamento da parte dei due Brambilla di circa 3 milioni di euro. Padre e figlia, già a giugno 2018 avevano altresì staccato un assegno da 3 milioni di euro complessivi a titolo di risarcimento (senza alcuna ammissione di responsabilità) in favore del fallimento rappresentato dal dr. Diego Bolis per conto del quale l'avvocato Carlo Galli ha "ingaggiato" una seconda vertenza giudiziaria presso il Tribunale delle Imprese. Sarà proprio il commercialista lecchese - andato nel frattempo in pensione, passando la curatela al collega Davide ierardi - il primo teste chiamato ad accomodarsi al microfono nell'ambito del processo a carico dei tre sindaci. L'apertura del dibattimento è fissata per il prossimo 8 ottobre, esclusivamente per Francesco Ercole (presidente del collegio) e suo figlio Mario. La posizione della dottoressa Aida Tia al momento è stata infatti stralciata. Quest'oggi infatti, in apertura d'udienza il Tribunale - presidente Enrico Manzi, a latere Martina Beggio e Nora Lisa Passoni - ha evidenziato un possibile difetto nelle notifiche, esteso anche all'imputato Mario Ercole che, come la collega, in un primo momento aveva eletto domicilio presso la propria abitazione, salvo poi comunicare lo spostamento presso il legale di fiducia. Cambiamento non tenuto in considerazione dalla Procura che ha notificato ad entrambi sia l'avviso di conclusione delle indagini sia l'avviso di fissazione dell'udienza preliminare a casa. Ercole ha firmato entrambe le ricezioni personalmente, "sanando" l'errore iniziale. A Tia invece è stata notificata di persona solo la prima comunicazione, mentre la seconda è stata lascia... alla collaboratrice domestica, motivo per cui la difesa - oggi rappresentata per tutti dall'avvocato Alberto Mittone, sempre sostituito da altri durante l'udienza preliminare protrattasi in più sedute - ha eccepito l'irregolarità della notifica, con tutte le conseguenze del caso. Una richiesta accolta dal collegio giudicante che ha dunque disposto la restituzione degli atti al GUP per la fissazione di una nuova udienza preliminare, dichiarando invece aperto il dibattimento in relazione alla posizione dei due Ercole, con l'ammissione delle liste testi del pubblico ministero Paolo Del Grosso e del loro legale. Se - come ipotizzabile - la dottoressa Tia opterà per non adire a riti alternativi, la sua posizione sarà ricongiunta a quella degli altri membri del collegio sindacale. Già fissata, oltre alla seduta dell'8 ottobre per l'escussione del curatore, anche un'ulteriore data: il 3 dicembre sono previsti i testimoni della pubblica accusa.
La vicenda - per ora nota solo attraverso i capi d'imputazione - è destinata dunque a essere sviscerata nella sua completezza, almeno in relazione alle posizione dei sindaci.
A.M.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
Print Friendly and PDF