Scritto Giovedý 13 febbraio 2020 alle 20:23

Deposito rifiuti a Chiuso: la Giunta cambia parere e dice di no, ma fanno discutere le postille

La cava di Chiuso
Si continua a discutere a Palazzo Bovara della richiesta avanzata dalla ditta Pozzi Strade Srl di realizzare un deposito per il materiale di scarto proveniente dai propri cantieri stradali nella ex cava Rovelli di via ai Molini, dove la ditta ha la sede. La giunta comunale e la maggioranza sembrano infatti aver cambiato idea, trasformando quello che era un parere favorevole, difeso dal sindaco Virginio Brivio in due occasioni nel rione di Chiuso, in un diniego.
Ad illustrare il nuovo documento che verrà proposto al Consiglio comunale è stata l'assessore all'Urbanistica Gaia Bolognini: "Le premesse sono le stesse ma tengono conto delle novità intervenute". Infatti la possibilità che Pozzi aprisse questo deposito aveva allarmato i cittadini del quartiere che in pochi giorni avevano promosso una petizione - con oltre 500 firme raccolte - per chiedere al Consiglio comunale di esprimere un parere contrario. Questa mobilitazione aveva portato anche ad una sopralluogo dei luoghi dell'area della ex cava da parte della Polizia locale e degli altri organi competenti. "Tenuto conto del procedimento di verifica dello stato dei luoghi in corso, abbiamo ritenuto di pronunciarci in maniera sfavorevole" ha spiegato Bolognini.
Un parere che però secondo l'interpretazione dell'opposizione lascerebbe la porta aperta alla realizzazione dell'opera. Il Comune infatti è chiamato "solamente" ad approvare o meno la variante al Piano di governo del territorio, necessaria per realizzare il deposito. L'autorizzazione definitiva dell'intervento richiesto dall'azienda è in capo alla Conferenza dei servizi in seno alla Provincia di Lecco, che deve acquisire il parere di Palazzo Bovara per esprimere la valutazione finale sulla possibilità di realizzare il deposito. Per questo nella proposta di delibera in prima battuta viene espresso il parere negativo alla variante al Pgt, ma in secondo luogo viene aggiunto che nel caso la Provincia decidesse di dare comunque l'autorizzazione al deposito, il Comune chiederebbe in questo caso il rispetto di alcune prescrizioni: che il nuovo impianto sia funzionale all'attività esistente e non dedicato allo stoccaggio e allo smaltimento di rifiuti di terzi; che l'attività non comporti un incremento dei camion in transito da e per l'azienda; che venga creata una una fascia di rispetto tra l'impianto e le case esistenti; che venga mantenuta la quantità di verde previsto attualmente nel Pgt; che vengano eseguite le opere di manutenzione stradale in via ai Molini. Su queste eventuali prescrizioni è esplosa l'indignazione dei consiglieri comunali di minoranza.
"Pensavo di averne viste tante ma questa le supera tutte - ha esordito il pentastellato Massimo Riva - Si sta cercando di tenere il piede in due scarpe e dare un colpo al cerchio e un colpo alla botte. La variante al Pgt è una decisione politica e il Consiglio comunale deve dare un'indicazione chiara".
Anche Alberto Negrini è stato netto: "Io non riesco a capire, se il Consiglio comunale ha la prerogativa per deliberare sulla variante, come fa ad essere by-passato? Questa delibera è troppo ambigua: diamo il nostro parere senza prescrizioni e la Provincia si assuma la responsabilità di approvare un'opera a cui il Comune di Lecco ha votato contro".
A portare un altro elemento nel dibattito è stato Alberto Anghileri (Con sinistra cambia Lecco), ricordando come il presidente della Provincia Claudio Usuelli abbia sempre ribadito pubblicamente che la Conferenza dei servizi si sarebbe espressa in base a quanto stabilito da Palazzo Bovara.
Il forzista Emilio Minuzzo ha sottolineato come il cambio di posizione della Giunta sia da apprezzare, anche se si tratterebbe di un "no con delle postille". "Eravamo a Chiuso durante la commissione svolta nella scuola e il sindaco aveva ricordato ai cittadini come il nostro parere era fondamentale e come mai la Provincia avrebbe dato il suo ok a prescindere dal Consiglio comunale. Adesso non possiamo delegare tutto a Villa Locatelli".
La commissione odierna, con i cittadini di Chiuso tra il pubblico
Anche la Lega con Stefano Parolari ha ribadito il punto: "Ci è sempre stato detto che il Consiglio comunale poteva approvare o meno la variante, allora il Consiglio comunale dica di 'sì' o di 'no', non dica 'forse'".
"Io concordo con gran parte degli interventi che mi hanno preceduto - ha aggiunto Filippo Boscagli - Un conto sarebbe dare un parere favorevole condizionato, ma il concetto di "no, però" non lo capisco. Se il nostro parere è negativo, finisce lì".
È stato il Dem Stefano Citterio a difendere la posizione della maggioranza: "Quello che è scritto su questa delibera è chiarissimo. Ci siamo trovati ad esprimere il nostro parere per ultimi, con una documentazione corposa e ci siamo trovati con un parere favorevole da sottoporre al Consiglio comunale. Il giorno stesso della riunione è arrivata la notizia della richiesta di sospensiva avanzata dall'azienda e della petizione dei cittadini, rimandare la votazione è stato un atto dovuto. Abbiamo rivisto la nostra posizione alla luce di queste circostanze e perché è stato fatto un sopralluogo e siamo arrivati ad una decisione che per quanto è di nostra competenza è molto chiara: aggiungiamo semplicemente delle prescrizioni da rispettare nel caso in cui il nostro parere non venga tenuto presente nella formulazione della decisione finale che spetta alla Provincia".
Anche l'assessore Bolognini ha rivendicato il percorso svolto e il desiderio, con la delibera, di non vanificarlo, ma anzi di mettere nero su bianco anche "degli elementi per tutelarci nel caso in cui la Provincia esprima a prescindere dalla nostra valutazione un parere favorevole all'opera".
Dopo un dibattito durato più un'ora la commissione ha deciso di rivedere anche in capogruppi la possibilità di eliminare da quello che sarà il deliberato le condizioni da porre alla Provincia nel caso decidesse di approvare la costruzione del deposito senza la variante al Pgt. Per dovere di cronaca dobbiamo segnalare che con ogni probabilità la delibera con cambierebbe, con o senza postille. Il motivo lo ha scritto chiaramente l'architetto Davide Cereda nel suo parere del dicembre 2018. L'articolo 14.1 delle Norme tecniche di attuazione del Piano delle regole disciplina la possibilità di intervento "in assenza dello strumento di attuazione dell'ATU", ovvero in assenza di Variante al Pgt. E il dirigente di Palazzo Bovara precisa che "la richiesta, prospettandosi come nuovo impianto, non rientra tra le fattispecie riportate nell'articolo 14.1, come intervento in assenza dello strumento di attuazione dell'Atu". Questo tipo di intervento dunque, non può essere autorizzato dalla Provincia senza una Variante al Pgt.
M.V.
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