Scritto Domenica 03 maggio 2020 alle 19:26

Da Mandello il racconto di papà Roberto, tra preoccupazione e orgoglio per Beatrice, giovane pneumologa 'in prima linea'

“Ho chiesto il test del DNA per capire come da un papà come me sia potuta nascere una figlia così”. Ci scherza su il mandellese Roberto Vigo, ma le sue sono parole cariche di un’ammirazione e di un orgoglio illimitati. Da oltre due mesi, la sua “bimba” Beatrice, 30 anni, è impegnata in prima linea in un reparto Covid-19 dell’ospedale San Carlo di Milano, dove grazie alla sua specializzazione in pneumologia è diventata rapidamente un importante punto di riferimento per l’equipe di sanitari e per i tanti pazienti in lotta contro il nemico invisibile.

Una bella foto della famiglia Vigo. Da sinistra Lorenzo, Beatrice, Rossana e Roberto

Nata a Bellano e grande ammiratrice dello scrittore (e collega) Andrea Vitali, la giovane dottoressa ha iniziato la sua carriera di medico solo pochi mesi fa, inconsapevole che di lì a poco lo tsunami del Coronavirus avrebbe travolto anche la Lombardia. E nonostante tutto si è fatta trovare pronta, con competenza e grande umanità.
“Non lo dico perché sono il suo papà, ma perché so per certo che è così: in tanti – tra colleghi e pazienti – hanno già riconosciuto che è un eccellente medico” ha raccontato Roberto Vigo, che insieme alla moglie Rossana sta partecipando a distanza – dalla sua casa di Olcio affacciata sul lago, un luogo per sua stessa ammissione "privilegiato" per trascorrere la quarantena – alla nuova quotidianità della figlia, “con l’ansia e la preoccupazione per la sua salute”.
“Chiama sempre prima e dopo i turni, per tranquillizzarci, ma ovviamente il pensiero c’è” ha proseguito Roberto. “A volte non lo dà a vedere ma anche lei ha paura, soprattutto dopo che tre suoi colleghi si sono ammalati: teme per se stessa, ma forse ancor più per il suo compagno Rocco, anch’egli pneumologo all’ospedale San Paolo. Dice sempre che non vuole pensare neanche lontanamente all’ipotesi di dover restare a casa per un periodo, qualora dovesse presentare alcuni sintomi: il suo posto è in corsia, ora più che mai”.


Beatrice Vigo il giorno della laurea e, a destra, al termine di un turno in ospedale

E tutto questo nonostante il dolore. “Di Beatrice apprezzano soprattutto la grande carica umana, l’empatia, che però spesso diventa per lei causa di sofferenza: troppe volte al telefono l’ho sentita sopraffatta dalle emozioni e dai sentimenti per aver tenuto la mano a uno dei suoi pazienti fino all’ultimo respiro, o per aver dovuto telefonare a un famigliare per comunicare la notizia più dolorosa, quella della scomparsa di una persona cara. Quante volte mi ha detto: “Papà, oggi se n’è andato uno dei miei preferiti”. Per lei – come per tutti i colleghi al suo fianco – è sempre difficile dover affrontare queste situazioni, ma non si tira mai indietro: sono estremamente orgoglioso di lei”.
Al di là della preoccupazione di questi giorni, infatti, è proprio l’orgoglio a prevalere in papà Roberto, che ricorda con voce fiera il cammino “lineare e spedito” della figlia, dai banchi del Liceo Manzoni di Lecco a quelli della Facoltà di Medicina, fino ad arrivare alla Laurea conseguita con 110 e lode e alla specialistica in Pneumologia, raggiunta dopo lunghi anni di studio e un punteggio al test d’ingresso che l’ha vista primeggiare nella città di Milano e posizionarsi al settimo posto tra tutti i candidati in Italia.
Un percorso che – riconosce papà Roberto – ora è di forte esempio anche per il “fratellino” Lorenzo, conosciuto sul territorio per aver militato per diverso tempo nelle giovanili della Calcio Lecco, lasciate a 16 anni per approdare alla Nocerina (allora in Serie B). “A un certo punto ha capito che non voleva diventare Cristiano Ronaldo” scherza Roberto Vigo, raccontando – ancora una volta con orgoglio – come il “piccolo di casa”, dopo la laurea triennale a Napoli in Scienze Motorie, abbia scelto di seguire le orme della sorella iscrivendosi alla Facoltà di Medicina, dove è in procinto di cominciare il quarto anno.
“Non so dove lo porterà il futuro” ha concluso il mandellese. “In ogni caso, Beatrice è certa che la vita “dopo il Coronavirus” sarà diversa da prima, per lei e per tutti noi: avremo nuove priorità, nuove preoccupazioni, molte cose cambieranno”.
B.P.
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