Scritto Domenica 14 giugno 2020 alle 08:09

Galbiate: con il progetto 'EsplorAzioni' nuove interviste per gli alunni-reporter di 1^C

Si è concluso nei giorni scorsi il progetto “EsplorAzioni a Galbiate”, promosso dalla Cooperativa Sociale Liberi Sogni Onlus, che nelle ultime settimane ha visto gli alunni della classe 1^C della Scuola Secondaria di I grado trasformarsi in “reporter locali” raccontando, dopo interviste, chiamate e ricerche, le diverse e numerose realtà del proprio territorio.
Dopo gli incontri – rigorosamente virtuali – con il sindaco Piergiovanni Montanelli e con la copywriter Sofia Bolognini, i giovani aspiranti giornalisti hanno quindi chiacchierato con alcuni volontari della Protezione Civile del paese, con Jean Jacques e Paolo della comunità “Il Gabbiano”, ma anche con la dirigente dell’Istituto comprensivo statale di Galbiate Gloria D’Arpino, l’assessore all’istruzione Lauretta Invernizzi e quella ai servizi sociali Maria Butti.
Pubblichiamo di seguito i loro lavori.

INTERVISTA AI VOLONTARI DI PROTEZIONE CIVILE

Mercoledì 13 maggio, nel pomeriggio, abbiamo intervistato in videoconferenza Enzo, Moreno e Damiano, tre volontari della Protezione Civile di Galbiate.
La Protezione Civile è una struttura del governo italiano che si occupa di aiutare le persone in difficoltà e di interviene nelle situazioni di pericolo ad esempio in caso di frane, terremoti, pulizia di fiumi ecc...
In questo momento è cambiato tutto per tutti e anche i loro compiti sono diversi da quelli di prima.
I tre volontari sono entrati a far parte di questo gruppo in diversi modi, e anche per vari motivi: per esempio uno di loro vide un gruppo di Protezione Civile che stava pulendo un fiume vicino a casa sua, e così gli venne voglia di farne parte.
Un altro volontario fu colpito dalla parola “Protezione Civile “, quindi decise di recarsi alla sede per informarsi delle attività che vengono svolte e infine decise di aderirvi.



I loro famigliari hanno accettato la scelta con piacere e continuano a sostenerli.
Abbiamo chiesto ai volontari quali sono stati i loro primi interventi e loro ci hanno risposto che sono stati i seguenti: monitorare e tenere pulito il territorio, pulire qualche albero, intervenire alla scuola di Galbiate e seguire gli altri volontari nei loro interventi facendo un compito semplice: guidare il furgone.
I compiti assegnati variano a seconda della squadra e delle capacità della persona, e una volta assunti, possono sempre essere cambiati.
Loro sono molto soddisfatti del loro lavoro e non lo lascerebbero, perché se una cosa ti piace, la devi portare a termine.
Successivamente, ci hanno parlato degli aspetti generali della Protezione Civile di Galbiate. La sede centrale della Protezione Civile di Galbiate attualmente si trova in via Gramsci n°3 ed è più spaziosa e più bella di quella precedente che si trovava in piazza Golfari. L’età minima per entrare nella Protezione Civile è di 18 anni, mentre l’età massima non esiste. Molti, superati i 65 anni, per motivi di salute o per motivi fisici, hanno lasciato il gruppo, mentre altri hanno continuato. Se un membro vuole uscire dalla Protezione Civile prima dei 65 anni lo può fare e nessuno glielo vieta.
L’età media dei volontari presenti nella Protezione Civile di Galbiate è di 50 anni, ma ci sono volontari più giovani, tra i 21 e i 50 anni, e più anziani oltre i 60 anni.
Nella Protezione civile sono presenti anche donne che hanno le stesse mansioni degli uomini. In questo momento inoltre, hanno un ruolo molto importante perché sono molto sensibili, hanno una voce e un carattere più dolce rispetto a quella degli uomini; perciò riescono a seguire meglio le persone che hanno bisogno.
I volontari ci hanno poi spiegato che nella Protezione Civile è fondamentale collaborare. La collaborazione dà forza, elemento essenziale durante le difficoltà, come lo è questo momento.
Essere pronti per ogni missione è molto importante, soprattutto quando si affronta qualcosa che non si conosce. Non bisogna essere pronti solo fisicamente ma anche psicologicamente.
In questo periodo nella Protezione Civile non si fanno più gli stessi lavori. Tutti hanno sicuramente compiti importanti per la salute delle persone, ad esempio portare il pane alle persone anziane in modo tale da non farle uscire e non metterle a rischio. I volontari ci hanno poi raccontato che, durante l’emergenza, la voglia di lasciare la Protezione Civile non c'è mai stata nonostante gli alti e bassi; anzi, la voglia di aiutare la gente è aumentata sempre di più. Gli esperti della Protezione Civile dicono che la fatica non è fisica ma psicologica perché questa è una situazione sconosciuta.
Quando abbiamo chiesto se sarebbero rientrati nella Protezione Civile dopo questa emergenza, uno di loro ha risposto subito di sì, perché se una cosa ti piace devi rifarla e perché non ti devi mai pentire delle azioni fatte.
Al termine dell’incontro, i volontari hanno concluso dicendo che fare parte della Protezione Civile è un lavoro molto interessante, ma allo stesso tempo faticoso e che richiede tanto amore e tanta voglia di aiutare!
Noi ringraziamo Enzo, Moreno e Damiano perché, nonostante i numerosi impegni di questo periodo, sono stati disponibili ad incontrarci, e perché ci hanno insegnato l’importanza del volontariato.

INTERVISTA A PAOLO E JEAN JACQUES (COMUNITA' IL GABBIANO)

Il 20 maggio, noi ragazzi della classe 1^C della secondaria di Galbiate, nell’ambito del progetto “Esplorazioni”, abbiamo incontrato in video-conferenza un operatore della comunità “Il Gabbiano”, Paolo, e un richiedente asilo, Jean Jacques, per conoscere meglio la realtà che vivono i migranti.



Dopo esserci presentati, abbiamo chiesto ai nostri ospiti di lasciarci lo spazio per porre delle domande.
All’inizio ci hanno proposto di fare un gioco di ruolo dividendo la classe in gruppi: un gruppo aveva il compito di organizzare l’accoglienza di 150 sfollati a causa di un terremoto, l’altro gruppo doveva accogliere 150 migranti; le persone sarebbero arrivate il giorno successivo. Poi ci hanno assegnato diversi ruoli (sindaco, capogruppo opposizione, preside della scuola, commerciante, industriale, carabiniere, artigiano, razzista, parroco, professoressa, mafioso e straniero) e ci hanno dato 20 minuti di tempo per organizzarci e per elaborare un progetto che poi abbiamo presentato a Paolo e Jean Jacques.
Ci siamo trovati in difficoltà a lavorare in gruppo perché non riuscivamo a metterci d’accordo e a costruire un progetto comune; inoltre alcuni ragazzi non riuscivano a superare l’interesse personale.
Finita questa attività, abbiamo intervistato i nostri ospiti.
Jean Jacques ha conosciuto Paolo che lavorava come operatore presso la comunità “Il Gabbiano” a Calolziocorte; ora lavora alla comunità di Piona.
Ci ha raccontato la storia della migrazione dal suo paese, il Gambia, per sfuggire alla persecuzione a causa della sua religione.
All’inizio ha viaggiato per molti giorni per raggiungere la Libia; con 32 persone ha attraversato il deserto a piedi e, durante il tragitto, ha visto la metà delle persone morire.
Arrivato in Libia, è stato obbligato a lavorare per molte ore al giorno ed è stato sfruttato perché non lo pagavano e ha anche subito maltrattamenti quando l’hanno incarcerato.
In seguito ha fatto il viaggio verso l’Italia, che è stato molto difficile e doloroso perché è partito dalla Libia con un barcone diretto verso le nostre coste. In viaggio con lui c'erano 32 persone e tra queste solo un suo amico. Durante Il viaggio avevano a disposizione solo un po' d'acqua e qualche biscotto. Quando finalmente ha raggiunto l’Italia, è stato accolto in un centro di accoglienza dove ha avuto ancora la sensazione di aver perso la sua dignità, perché trattato come un numero e non come una persona. Era spaventato perché non aveva nulla e non conosceva niente dell’Italia, nemmeno la lingua. Fortunatamente poi ha imparato bene l’Italiano, ha studiato conseguendo la terza media e ha trovato lavoro presso la cooperativa Arcobaleno.
Ora in Italia si trova bene però gli manca tanto il suo Paese dove ha lasciato i suoi figli che non vede da tanti anni e che gli chiedono sempre quando torna. 



La seconda parte dell’intervista è stata dedicata a Paolo.
Ci ha raccontato che fa questo lavoro solo da qualche anno e che ha deciso di svolgere questa professione per aiutare le persone in difficoltà; la sua famiglia l’ha appoggiato in questa scelta.
Lavora 8 ore al giorno ma adesso, a volte, di più.
L’emergenza Covid ha cambiato anche l'organizzazione della vita in comunità perché anche loro non hanno più rapporti con l’esterno.
Questo incontro ci ha aiutato a riflettere molto e abbiamo capito quanto siamo fortunati a poter rimanere nel nostro paese e a poter godere dei diritti e della libertà.
Mentre Jean Jacques ci raccontava la sua storia, molti di noi si sono commossi e, al termine, li abbiamo ringraziati per la loro testimonianza e per la loro disponibilità.

INTERVISTA ALLA DIRIGENTE GLORIA D'ARPINO E AGLI ASSESSORI LAURETTA INVERNIZZI E MARIA BUTTI

Noi alunni della 1C, il 26 maggio 2020 nell’ambito del progetto “Esplorazioni”, abbiamo incontrato in videoconferenza la dirigente dell’Istituto comprensivo statale di Galbiate Gloria D’Arpino, l’assessore all’istruzione Lauretta Invernizzi e l’assessore ai servizi sociali Maria Butti.
Dopo aver posto alcune domande, abbiamo scoperto che la nostra dirigente, a differenza dei due assessori, non proviene dalla nostra zona, ma da Sezze in provincia di Latina.


Ciò che accomuna i tre intervistati è la passione per il proprio lavoro e la loro dedizione verso il mondo della scuola e la comunità.
Già da piccola, i genitori della dirigente le avevano trasmesso questa passione perchè anche loro lavoravano come insegnanti; invece, per quanto riguarda i due assessori, è stata incisiva l’esperienza del volontariato.
Per Gloria D’Arpino è il primo anno da dirigente, però è stata insegnante delle scuole elementari per ben 25 anni ed è stata accolta benissimo qui a Galbiate.
Lauretta Invernizzi dal 2009 al 2014 è stata assessore alla cultura, invece adesso è assessore all’istruzione.
Maria Butti ha lavorato per 30 anni in una fabbrica, ma da un anno, fa parte del consiglio comunale; attualmente è assessore ai servizi sociali.
La dirigente ha scelto di venire a Galbiate perché é un paesino di collina, la vita é tranquilla e non frenetica.
Lauretta è nata a Lecco, ma si sente molto Galbiatese, quindi ha deciso di lavorare qui dove ha ricoperto il ruolo di professoressa di matematica presso la scuola secondaria fino allo scorso anno.
Maria ha vissuto a Galbiate e si è affezionata.
La dirigente amministra la scuola e il corpo docente, mentre Lauretta si occupa della scuola e, quando incontra problemi che le vengono segnalati, cerca di risolverli.
Dopo l’iniziale presentazione, ci siamo concentrati sull’attuale emergenza COVID-19 e l’organizzazione per il rientro a settembre.
Questo periodo è stato molto lungo e impegnativo, ma sia la scuola che il comune hanno dato un grande contributo: hanno fatto tutto il possibile per far fronte a questo periodo, infatti  hanno lavorato molto anche per  il rientro a scuola .
Inoltre gli assessori stanno pianificando anche delle attività di aggregazione da far svolgere ai ragazzi durante l’estate.
Abbiamo chiesto se sarà possibile tornare a scuola a Settembre e i nostri tre ospiti ci hanno spiegato che dipende dal Ministero della salute che sta ipotizzando diverse opzioni: se calano i  contagi del COVID-19 forse si potrà rientrare, non tutti nella stessa aula. o magari alcuni alunni seguiranno le lezioni a scuola e altri a casa, ovviamente a rotazione.
La Dirigente ci ha raccontato che in questo periodo particolare le sono mancati i suoi familiari che ora ha avuto modo di riabbracciare; anche l’assessore vorrebbe andare a trovare sua figlia a Rimini.
Abbiamo chiesto loro cosa vorrebbero fare terminato questo lungo periodo.
Lauretta vorrebbe andare a fare una vacanza in Italia per scoprire i luoghi che non conosce; Maria vorrebbe che tornasse tutto alla normalità e , una volta sistemato tutto, andare a fare una vacanza; la dirigente vorrebbe visitare l’America Latina, in particolare il Perù.
Per concludere, le abbiamo invitate a condividere un messaggio rivolto ai ragazzi del paese. 
La Dirigente e gli assessori invitano i giovani ad essere determinati, rispettando sempre le regole e le persone e ad avere fiducia negli adulti, in particolare i genitori, dedicando loro del tempo.
Gloria d’Arpino ci ha anche fatto riflettere che questo periodo ci ha fatto comprendere l’importanza dell’affetto dei nostri famigliari e ci ha detto di non darlo per scontato.
Siamo grati di questo proficuo incontro in cui abbiamo conosciuto meglio i nostri ospiti e appreso molto.
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