Scritto Marted́ 15 settembre 2020 alle 08:19

Lecco: veglia con Mons. Delpini per il nuovo anno pastorale. Arte e riflessioni post pandemia, 'per evitare di essere stolti'

"Infonda Dio sapienza nel cuore": è questo il titolo scelto per il nuovo anno pastorale del Decanato di Lecco, che ha preso il via nella serata di ieri con una veglia nella Basilica di San Nicolò alla presenza dell'Arcivescovo di Milano Monsignor Mario Delpini, di nuovo in città per una speciale celebrazione che ha visto i "classici" momenti di preghiera e riflessione intrecciarsi a contributi spirituali e artistici di diverso tipo, in un bel connubio di musica, pittura e letteratura.

Monsignor Mario Delpini tra il vicario episcopale Monsignor Maurizio Rolla e il prevosto di Lecco Monsignor Davide Milani

Ad aprire l'incontro, non a caso, è stato il sindaco Virginio Brivio, che in un breve intervento ha ricordato alcuni numeri della "prova che abbiamo vissuto", in un resoconto a cui ha fatto il paio la recitazione - più che mai azzeccata - a cura di Matteo Bonanni di un brano tratto dal capitolo 31 de "I Promessi Sposi", incentrato sul dramma seicentesco della peste.

Il sindaco di Lecco Virginio Brivio

 Matteo Bonanni

"In provincia di Lecco abbiamo registrato circa 3.000 casi di positività al Coronavirus, di cui 500 solo nel capoluogo, con 487 decessi legati alle conseguenze della pandemia" ha dichiarato il primo cittadino uscente. "Questo periodo di grande "prova" si è però trasformato anche in una straordinaria occasione di solidarietà, che ha consentito a tutti noi di vivere la comunità come una vera trama di relazioni: in circa sei mesi sono stati raccolti fondi per 5 milioni e mezzo di euro grazie a quasi 9.000 donazioni, un autentico "fuoco" di generosità che ha rappresentato un forte segno di speranza, un'assunzione di responsabilità da parte di tutti anche nel momento di maggior fatica. Sul nostro territorio comunale è stata consegnata la spesa a domicilio a 339 anziani, di cui 295 "nuovi" ai servizi sociali; 951 famiglie hanno beneficiato dei "buoni spesa", per un totale di 256.000 euro. Una volta avviata la cosiddetta "Fase 2", poi, è arrivato il momento di ri-pensare la nostra socialità, con un'attenzione particolare ai più piccoli: abbiamo dunque stanziato 150.000 euro per una serie di attività giovanili nei mesi di vacanza, mentre 80.000 euro sono stati destinati ai centri estivi di scuole, asili paritari e oratori, in un contesto inedito e "stravolto" per tutti".

Un periodo, quello della quarantena, ben descritto anche nella lettera pastorale di Monsignor Mario Delpini, in cui si è rievocata la "desolata solitudine" di tanti malati, di persone morte sole, "accompagnate forse da sbrigative preghiere, certo abbracciate dalla misericordia di Dio", ma anche "la depressione dell'isolamento, l'insofferenza per logoranti presenze, la gioia di affetti ritrovati" che hanno scandito, a seconda dei casi, il lungo periodo della "clausura" tra le mura delle nostre case.

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"Alcuni sono stati impegnati in un lavoro frenetico e talora pericoloso: negli ospedali, nei cimiteri, nei servizi essenziali. Preti, educatori, insegnanti, allenatori hanno sperimentato le risorse offerte da contatti virtuali per continuare la proposta catechistica, didattica, liturgica" ha proseguito l'Arcivescovo, citando anche alcune delle tante domande - a volte senza risposta - passate nella mente di fedeli (e non) nei momenti più difficili, "quando il pericolo era imminente per tutti": che cosa si può fare e che cosa non si può fare? Quando finirà? Che cosa comporta quello che sta succedendo per le attività ordinarie? E ancora, dal punto di vista teologico: perché succede questo? Perché Dio non lo impedisce? Che cosa fa Dio in questa situazione? Perché non ci ascolta? Ed ecco così che ora "questo momento di ripresa offre l'occasione per lasciarsi provocare dall'esperienza vissuta, raccoglierne il frutto, riconoscerne i limiti, ringraziare il Signore".

La soprano Fiorella Pedrone

"Già prima della pandemia da Coronavirus avevo iniziato a pensare al titolo per il nuovo anno pastorale" ha spiegato Monsignor Delpini ai fedeli lecchesi, raccontando loro l'evoluzione che con il passare dei mesi lo ha portato anche al sottotitolo definitivo, "Si può evitare di essere stolti". "Volevo trasmettere la necessità di un po' di buonsenso nelle nostre comunità, che a volte devono "darsi una calmata", mettere da parte sterili discussioni e lavorare in base alle proprie forze, senza strafare. Poi ho riflettuto sul caos, sulle tante reazioni scomposte a cui abbiamo assistito durante l'isolamento: sono arrivato a proporre la frase "non è obbligatorio essere stupidi", che mi sembrava utile per far capire la possibilità - che esiste sempre - di affrontare ogni questione senza superficialità o polemiche. Ma dopo ulteriori pensieri ho capito che il concetto più giusto era un altro: "si può evitare di essere stolti", ovvero di adattarsi passivamente alla realtà, di cercare di cavarsela con il minimo sforzo. E insieme a ciò nel titolo di questo anno pastorale invochiamo una sapienza più grande, un'interpretazione più profonda, una lettura condivisa delle cose e delle decisioni da prendere".

Il maestro Gianluca Cesana

Come anticipato, la veglia in Basilica si è rivelata particolarmente intensa: alle prime riflessioni ha fatto seguito l'esecuzione all'organo della cantata "Svegliatevi, la voce ci chiama" di Bach, con il maestro Gianluca Cesana e la soprano Fiorella Pedrone; la proiezione di una serie di opere artistiche raffiguranti la lotta di Giacobbe allo Iabbok, poi, ha accompagnato la lettura di un brano delle Scritture.

Don Marco Della Corna

Ancora, sull'altare è intervenuto don Marco Della Corna, sacerdote diocesano ordinato il 5 settembre 2020 e nominato responsabile della Pastorale giovanile della Comunità Madonna del Rosario di Lecco. "Non ho molto da insegnare - ha esordito quest'ultimo, presentandosi ai fedeli - ma so che la sapienza di Dio si trova in tre luoghi: nel silenzio dell'ascolto, contrapposto al rumore; nella presenza al nostro fianco di una guida, in grado di farci guardare dentro noi stessi, di aiutarci a fuggire dall'autoreferenzialità; infine nella gioia delle esperienze di incontro con Dio, quelle che ci fanno dimenticare gli inutili "riempitivi" che non sono in grado di saziare davvero la nostra vita".
Dopo questa testimonianza, la veglia si è avviata verso la conclusione con un'altra preghiera, la recita di un salmo a cori alterni e un canto, prima della benedizione solenne dell'Arcivescovo che si è congedato dai fedeli della città di Lecco e di tutto il Decanato augurando loro di trovare (e creare) nelle rispettive comunità di appartenenza "una specie di entusiasmo, un modo per "esultare" insieme grazie alla sapienza di Dio".
B.P.
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