Scritto Marted́ 19 gennaio 2021 alle 14:28

Valmadrera: tallonamento in auto tra vicini di casa finisce in Tribunale, una condanna

La 583 nel tratto della Rocca
Seppur diverso da quello originariamente configurato dalla Procura, secondo il giudice monocratico Nora Lisa Passoni, quel 17 marzo 2018, un reato è stato commesso. Ha comunque del "surreale" il fascicolo portato a chiusura questa mattina al suo cospetto. E il Procuratore Capo Piero Basilone, in qualche modo, nella propria requisitoria, l'ha sottolineato, aggiungendo che probabilmente un intervento più deciso del Questore, a suo tempo, avrebbe forse evitato l'epilogo giudiziario di una vicenda che null'altro sarebbe se non la punta di un iceberg fatto di - futili - tensioni tra... vicini di casa. Ebbene sì, screzi tra famiglie dirimpettaie sono approdati in Tribunale sotto l'etichetta "violenza privata", dopo un... inseguimento. Nel capo d'imputazione, però, un solo episodio, quello appunto del 17 marzo di tre anni fa, poi contestualizzato nell'ambito di una "faida" nel corso dell'istruttoria. Quella mattina, due uomini di Valmadrera - padre e figlio - percorrendo la sp583 sarebbero stati raggiunti dall'imputato che, alla guida della propria vettura, con la figlia allora 17enne seduta al suo fianco, avrebbe fatto di tutto per farli fermare, per poi minacciarli, come già successo altre volte. Una sorta di vero e proprio pedinamento, all'altezza della Rocca, su una strada dunque che poco si presta per una scena da film, come rimarcato dall'avvocato Alessandro Dell'Oro, difensore del valmadrerese a giudizio. Il legale sottolineando come i denuncianti siano a suo avviso animati da un “sostanziale sentimento d'odio” verso il suo cliente nonchè una serie di incongruenze che sarebbero emerse durante l'istruttoria, ha chiesto l'assoluzione del proprio assistito per non aver commesso il fatto o per la vecchia “insufficienza di prove” oppure ancora in subordine per particolare tenuità del fatto. La Procura, suggerendo la riqualificazione dell'accusa in molestie, ha chiesto la condanna dell'imputato a 2 mesi, diventati 3 alla pronuncia del giudice che sì ha ritoccato il reato contestato all'uomo, inasprendo però il conteggio finale ma concedendo altresì la sospensione condizionale della pena e la non menzione della stessa al casellario. Riconosciuto anche un risarcimento di 4.000 euro oltre al pagamento delle spese processuali alle persone offese, costituire parte civile per il tramite dell'avvocato Simona Bove.
A.M.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
Print Friendly and PDF