Scritto Mercoledý 24 marzo 2021 alle 15:58

Cambiamento, sostenibilità e competenze: le parole d'ordine del Piano industriale di Silea. Il TLR? 'Non pagano i comuni'

Incremento della raccolta differenziata fino almeno all'80%, per puntare alla "top ten" nazionale in un paio di anni; massimo controllo delle filiere; crescita aziendale con il potenziamento dell'offerta esistente e l'introduzione di nuovi servizi, a seconda delle esigenze del territorio, sempre salvaguardando il modello dell'in-house pubblico al 100%. Sono queste le principali azioni strategiche del Piano industriale 2020-24 di Silea Spa, già presentato lo scorso dicembre all'Assemblea dei soci e approvato pochi giorni fa all'unanimità, con il "placet" dunque di tutti i Comuni della Provincia di Lecco per cui la società con sede a Valmadrera vuole essere sempre di più "un importante punto di riferimento".




"A guidare il nostro operato sono tre semplici parole-chiave: cambiamento, sostenibilità e competenze" ha dichiarato il direttore Pietro Antonio D'Alema illustrando in conferenza stampa il Piano industriale. "Silea è presente su tutta la filiera dei rifiuti: è il quarto operatore a livello regionale - e il secondo totalmente pubblico, su un totale di 82 - per numero di abitanti "serviti", oltre che l'unico insieme a Secam, di Sondrio, a coprire un intero bacino provinciale. Come società gestiamo uno dei tredici inceneritori lombardi con recupero energetico di rifiuti urbani, nonché un impianto per la frazione organica e ancora - tramite Seruso - uno dei 31 Centri di Selezione Secondari (CSS) attivi in Italia, con il quale trattiamo circa 40.000 tonnellate di plastiche all'anno: quest'ultimo, insediato a Verderio, sarà oggetto a breve di un "revamping" totale, un intervento che, insieme all'avvio della misurazione puntuale, concorrerà all'obiettivo di portare la raccolta differenziata dal 71% attuale - che ci pone al 23° posto nazionale - fino almeno all'80%".


Pietro Antonio D'Alema

Secondo quanto spiegato ancora dal direttore, affiancato dal presidente Domenico Salvadore, la provincia di Lecco risulta tra i territori "best performer" - in termini di spesa media per la popolazione - per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti: nonostante i costi "contenuti", il servizio offerto viene giudicato dagli utenti come complessivamente positivo, almeno secondo i risultati dell'indagine di customer satisfaction portata avanti lo scorso anno, che ha visto la società "premiata" dai cittadini con un voto di 8.1/10.


Domenico Salvadore

"Sentiamo di avere la serenità giusta per affrontare un cambiamento, innanzitutto culturale, che ci consenta di restare al passo con i tempi ma anche di anticipare i segnali provenienti dalla realtà che ci circonda: le nuove regole di funzionamento del mercato dovute all'attività di Arera, l'evoluzione normativa, i processi di concentrazione con le grandi Multiutility e il mutato contesto socio-economico, ma anche lo stesso impegno a ridurre la quantità di rifiuti urbani destinati all'incenerimento; oggi abbiamo due linee, che rappresentano circa il 25% del nostro fatturato, ma l'obiettivo deve essere quello di creare le condizioni economiche per costruire un'alternativa di business a questo impianto" ha proseguito D'Alema. "Parlando di sostenibilità ambientale, economica e sociale, integrata al cambiamento culturale, ci siamo chiesti: che cosa vogliamo essere? Silea vuole essere un'azienda in grado di rendere possibile il passaggio all'economia circolare, un riferimento per tutti i Comuni soci, una società capace di interpretare al meglio le esigenze della comunità, di diventare un'eccellenza a livello nazionale, pur mantenendo la sua dimensione locale".
Sebbene il Piano industriale sia riferito al prossimo triennio - al termine del quale il fatturato dell'azienda potrebbe superare i 50 milioni di euro, registrando una maggiore incidenza della componente energy e dei servizi di raccolta differenziata - l'ambizione è quindi quella di costruire un percorso di lungo periodo che guardi al 2030, sulla base delle strategie citate e di ulteriori azioni trasversali, anche in ottica di trasformazione digitale, posizionamento del marchio, creazione di partnership con realtà esterne e, soprattutto, di comunicazione con gli utenti, che in Silea "dovranno trovare un interlocutore efficiente, sempre pronto a fornire tutte le risposte cercate nella quotidianità".





"Per quanto concerne la differenziata siamo cautamente ottimisti: puntiamo a raggiungere la "top ten" entro un paio di anni grazie alla misurazione puntuale, all'incremento della frequenza della raccolta sul territorio e a un "passaggio" dedicato esclusivamente al cartone, nonché all'adeguamento e al potenziamento dei Centri di raccolta" ha aggiunto ancora il direttore di Silea. "Riteniamo strategico anche il controllo della filiera, necessario per avere una maggiore flessibilità operativa e metterci al riparo da qualsiasi rischio: abbiamo in mente azioni specifiche su ciascun materiale differenziato, fatta eccezione, forse, soltanto per il legno e il vetro, per cui puntiamo a consolidare il modello attuale. L'ampliamento dell'offerta a favore dei Comuni, invece, ci vedrà impegnati nel potenziamento dell'esistente e nell'introduzione di alcune novità: si potrebbe parlare, per esempio, di servizi di manutenzione nei parchi, di lavori nei cimiteri... Da non escludere anche la possibilità di aggregazioni con altre società in-house territorialmente contigue, sempre salvaguardando il modello pubblico al 100% che tanto sta a cuore a noi e ai nostri soci".


A livello consolidato, il Piano prevede un volume di investimenti di circa 32 milioni di euro, prevalentemente destinati alla realizzazione di nuovi impianti (tra cui uno di digestione anaerobica, potenziando la capacità di quello di compostaggio di Annone Brianza), con contestuale ampliamento del personale. Relativamente, poi, al flusso del cartone e della carta, oltre ad un impianto per la cernita e la pressatura finalizzato a garantire la massima valorizzazione del cartone, si percorrerà la strada di accordi pluriennali con alcune importanti aziende del territorio, mentre per i rifiuti ingombranti è prevista la realizzazione di "Centri del riuso" in collaborazione con associazioni no-profit.

Ma come si inserisce il Teleriscaldamento nel Piano industriale 2020-24 di Silea Spa? A rispondere, a margine della conferenza stampa odierna, è stato sempre il direttore Pietro Antonio D'Alema, precisando innanzitutto come l'investimento per il discusso progetto sia "a costo zero per i cittadini perchè le spese - 38 milioni di euro - saranno a carico dell'aggiudicatario".
A questo proposito, entrerà nel vivo a brevissimo la trattativa con Varese Risorse Spa, unica società ad aver presentato un'offerta al bando per la procedura ristretta di partenariato pubblico-privato. "Dal nostro punto di vista crediamo che, finchè ci sarà, l'impianto porterà valore al nostro bilancio, grazie alla vendita di calore ed energia elettrica: quando non ci sarà più, ci saranno altre fonti di calore individuate dall'appaltatore".
"Se tutto andrà come previsto - ha aggiunto D'Alema, affiancato dal presidente Domenico Salvadore - Silea otterrà maggiori introiti, che andranno a diminuire la TARI a beneficio di tutti i cittadini. Come ha dimostrato il business plan del colosso A2A, le reti di Teleriscaldamento offrono grandi margini: in più, grazie al possesso di una quota nella società incaricata della gestione, Silea avrebbe accesso ai dividendi, e dunque a ulteriori risorse, anche oltre la scadenza dell'AIA nel 2032".
B.P.
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