Scritto Venerd́ 23 aprile 2021 alle 12:22

UIL Lario: 'boom' di ore di cassa integrazione nel primo trimestre

Nuovo "boom" di richieste di cassa integrazione nelle province di Lecco e Como nel primo trimestre 2021, con un aumento evidente soprattutto a marzo a confronto con febbraio (+706% sul nostro territorio, per 3.261.085 ore) e ancor più con lo stesso mese dello scorso anno (+2246%). Sul totale del periodo considerato, il nostro ramo del Lago ha registrato una crescita del +479% rispetto al 2020, un dato comunque inferiore a quello di Como (+549.5%), della Lombardia (+1285%) e dell'Italia in generale (+940%).
A rivelarlo è il 3° rapporto UIL del Lario sulla cassa integrazione, che fotografa una situazione difficile anche, nello specifico, per i due distretti principali delle due Province, ovvero il tessile e il metalmeccanico: per quanto riguarda il primo comparto, nel primo trimestre 2021 le ore richieste sono salite del 496% a Como e del 1467% a Lecco, con i due territori che, invece, hanno rispettivamente registrato per la Metallurgia-Meccanica un +164% e un +177%.
La cassa integrazione, comunque, è aumentata in tutti i settori produttivi in entrambe le Province: nella nostra, in particolare, è stato rilevato un +358% per l'industria, un +557% per l'edilizia, un +359.900% per l'artigianato e un +913.316.900% per il commercio (da evidenziare che per questi ultimi due ambiti mancano i dati relativi alle ore del FIS - Fondo d'Integrazione Salariale - e del FSBA - Fondo di solidarietà bilaterale per l'artigianato).
Il numero di lavoratori in cassa integrazione nel primo trimestre di quest'anno ammonta quindi a 19.195 per Como (+16.240 rispetto allo stesso periodo del 2020) e a 8.828 per Lecco (+7.304).

"Un nuovo effetto tsunami dell'emergenza pandemica sulla nostra economia, che si fa sentire pesantemente su imprese e lavoratori" commenta Salvatore Monteduro, Segretario Generale CST UIL del Lario. "Nel solo mese di marzo sono stati 49.828 i dipendenti mediamente in cassa integrazione, ai quali bisogna aggiungere quelli coperti dagli altri ammortizzatori sociali. Ancora una volta, si ribadisce la necessità di prolungare il divieto dei licenziamenti e la cassa COVID-19 per tutta la fase dell’emergenza, la cui risoluzione è prioritaria sia per evitare nuove sofferenze a tante famiglie sia per uscire definitivamente dalla crisi economica. Bisogna fare in fretta per riaprire tutte le attività in modo continuativo ed evitare nuovi lockdown".
"Importante il ruolo che sta giocando la cassa in deroga (con una media di oltre 6.416 persone coperte da tale istituto nel primo trimestre 2021 nelle due province), uno strumento che copre una platea di lavoratori e lavoratrici per i quali non è previsto un ammortizzatore ordinario, ai quali bisognerà dare una risposta strutturale attraverso la riforma di quelli sociali in discussione a livello nazionale tra Governo e Parti Sociali" ha concluso Monteduro. "Ancora una volta si evidenzia la necessità che a fianco agli ammortizzatori sociali si proceda velocemente alla concretizzazione dei progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per rilanciare l'economia e per ammodernare e rendere più competitivo e sostenibile il paese".

Per visualizzare il rapporto completo della UIL del Lario CLICCA QUI.
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