Scritto Marted́ 08 giugno 2021 alle 08:18

Calolzio: 40.000€ per un pool di esperti che valuterà il progetto del teleriscaldamento

L'assise
Il consiglio comunale di Calolzio – con i soli voti favorevoli della maggioranza – nella serata di ieri ha ratificato una deliberazione della Giunta avente per oggetto “Variazioni del bilancio 2021 per finanziare attività professionale di supporto al RUP nella procedura di Project Financing per la realizzazione e gestione di un impianto di teleriscaldamento sul territorio comunale”.
In altre parole, l'assise ha autorizzato l'impiego di 40.000 euro dalle casse pubbliche per sostenere le spese di creazione di una specifica commissione di esperti che valuterà tecnicamente il progetto sottoposto all'Ente da Varese Risorse, lo stesso operatore economico ad aver presentato una proposta – ancora in fase di discussione – per la realizzazione di un impianto analogo anche a Valmadrera. Analogo, ovviamente, fino ad un certo punto. Come già puntualizzato in più sedi, infatti, il teleriscaldamento immaginato per Calolzio sfrutterebbe l'energia prodotta in eccesso dalla centrale a biomassa di SIME installata per alimentare la Cartiera dell'Adda. Se ne parla da anni. Ma solo recentemente il disegno è stato portato all'attenzione dell'amministrazione.
90 i giorni di tempo spettanti alla specifica commissione, dalla sua creazione, per esprimersi sulla “sostenibilità” della proposta dal punto di vista tecnico, lasciando poi la decisione finale circa il procedere o meno al consiglio, con il Comune che – come anticipato dal sindaco Marco Ghezzi – qualora dovesse mandare avanti l'iter sarà poi chiamato a sostenere una spesa di 12.000 euro in favore della Provincia per mandare a gara un'opera dal costo stimato di circa 5 milioni di euro.

Mal digerita dall'opposizione la necessità di mettere sul piatto 40.000 euro per il pool di esperti che analizzerà la proposta di Varese Risorse. E' stato in particolare il consigliere di Cittadini Uniti per Calolziocorte Paolo Cola a battere sul punto, chiedendo a più riprese specifiche non convinto del fatto che il Comune sia obbligato a spendere risorse proprie per dare risposta ad un privato, circa un progetto “suo” che non è detto poi sarà effettivamente realizzato, con il rischio dunque per l'Ente pubblico di aver letteralmente buttato una cifra non propriamente leggera.
“Se l'investimento è solo 40.000 euro per poi veder eliminate chissà quante caldaie sul territorio, ben venga” la replica del capogruppo leghista Marco Bonaiti che ha centrato il suo intervento sui benefici in termini ambientali che il teleriscaldamento potrebbe portare.
Si è invece focalizzato sul rapporto costi-benefici il consigliere Fabio Mastroberardino, sottolineando come di fronte a un operatore pronto a investire 5 milioni in qualcosa di utile per Calolzio, il consiglio è chiamato a decidere se investire 40.000 euro per capire se la proposta è condivisibile oppure tenersi in tasca quella cifra precludendosi però una possibilità con un evidente risvolto pubblico.
“Anche secondo me 40.000 euro sono tantini” ha ribattuto a distanza, nel corso del confronto protrattosi per 40 minuti, il consigliere Daniele Vanoli, sottolineando come nell'arco di un anno si sia speso meno nella progettazione educativa e didattica (dato preso dal piano diritto allo studio). Cercando di indagare, poi, il reale interesse pubblico dell'opera di iniziativa privata, l'esponente di Cambia Calolzio ha interrogato sui motivi che hanno portato a non realizzare il teleriscaldamento per mano di Ausm anni fa.
La risposta è arrivata direttamente da sindaco. “Vent'anni fa non c'era la legge sul Project Financing come adesso. Ausm si era impegnata a fare uno studio di fattibilità sul teleriscaldamento ma con un funzionamento completamente diverso nel senso che si andava a posizionare a Sala una specie di caldaia a motore - diesel addirittura - che avrebbe poi alimentato questa rete di acqua calda sul territorio. Poi questo progetto è stato ritenuto non fattibile e messo in cassetto”.
“L'energia in quel caso andava prodotta” l'aggiunta dell'assessore Dario Gandolfi, ricordando altresì che il progetto di allora era così poco sostenibile che i costo sarebbero stati ammortizzati solo dopo trent'anni, quando quella tecnologia sarebbe comunque stata assolutamente superata.

Messa ai voti, la ratifica della variazione al bilancio per impiegare risorse per l'istituzione della commissione di valutazione del progetto è stata approvata solo dalla maggioranza.
Cambia Calolzio: “Non votiamo contro la possibilità di. Ma contro questa possibilità perchè arriva all'interno di un consesso che ha delle linee di mandato che non sono le nostre e non condividiamo”.
“Votiamo contro. E' una ratifica, non una normale variazione di bilancio” ha detto invece Cesare Valsecchi per Cittadini Uniti. “Vuol dire che la Giunta ha già deciso. A nostra insaputa. Non sia pregiudizievolmente contrari ma siamo contrari a questo metodo, con la Giunta che decide tutto”.
A.M.
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