Scritto Domenica 22 agosto 2021 alle 14:55

Da Roma a Camaggiore per scoprire l'alpeggio (e vedere la prima mucca dal vivo)

Fino a poco tempo fa non conosceva nemmeno il significato della parola "alpeggio". Ma dopo aver scoperto, tramite un'amica, l'esistenza di quello di Camaggiore, la 46enne romana Elena non ha esitato un istante: incuriosita, ha contattato sui social Pia Gusmeroli, la donna che con le figlie Veronica e Simona gestisce la malga, chiedendole di poter trascorrere una settimana in quel luogo a lei sconosciuto, ovviamente accompagnata da Cristina, la figlia di 8 anni.


Elena e Cristina a Camaggiore

“Fino a pochi giorni fa la mia bambina non aveva mai visto da vicino una mucca o un vitello - racconta Elena –. Adesso sappiamo cos'è un alpeggio, come si conduce la vita in montagna e come si munge una mucca: abbiamo anche imparato la lavorazione del latte!”.



Un paesaggio completamente diverso da quello a cui siete abituate.
“Certamente, noi a Roma abitiamo nel quartiere Centocelle, in piena città. Pia e le sue figlie ci hanno accolto come fossimo di famiglia”.
Che lavoro fa nella Capitale?
“Fino a prima del Covid lavoravo all’aeroporto, ma con la pandemia tutto è cambiato e ho lasciato il mio impiego. Quest’anno ho fatto un concorso presso il Comune di Roma come impiegato amministrativo e ho ottenuto un ottimo punteggio, sono in attesa di una conferma”.



Il latte fresco e i formaggi vi sono piaciuti?
“Molto, bere il latte appena munto ha un sapore completamente diverso da quello a cui eravamo abituate, anche i formaggi che produce Pia sono buonissimi. A Cristina però è piaciuta in modo particolare la bresaola, che non viene prodotta qui in alpeggio ma in Valtellina, dove Pia ha la sede del suo allevamento di bovine”.



Questo luogo è definito la perla della Muggiasca, vi è piaciuto il panorama?
“Tantissimo, la montagna e la vista sul lago da qui sono impagabili. Devo dire che mi aspettavo un luogo con meno persone, invece c’è stato un bel via vai di turisti in questo periodo”.
La vostra vacanza è stata un’esperienza positiva, una cosa che Cristina potrà raccontare alle amiche quando tornerà a scuola a settembre.
“Certo, qui il cellulare riceve poco e la tv in casa non c’è: ci siamo godute in pieno la natura, gli animali e tutto quello che ci circonda”.


Ora il rientro a Roma, con un bagaglio a mano pieno di prodotti caseari e una "valigia di ricordi" nel cuore che rimarrà con loro per molto tempo.
M.A.
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