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Scritto Martedì 14 luglio 2015 alle 20:02

M.Marenzo: tantissimi per l'ultimo saluto a Stefano, 'Il bene che ha fatto ci renda forti'

La chiesa parrocchiale di Monte Marenzo non è riuscita a contenere tutti gli amici che hanno voluto salutare per l'ultima volta Stefano Piazzoni, l'imprenditore di 58 anni con la passione per la montagna che domenica mattina ha lasciato per sempre la moglie Cinzia e il figlio Luca a causa di un incidente in Grignetta.

Stefano Piazzoni

Intorno a loro si è stretto l'intero paese, che ha voluto abbracciare la sua famiglia che in una calda domenica di luglio ha dovuto fare i conti con il più doloroso dei destini, ritrovandosi senza un marito e un padre per una fatalità.
Non bastano le lacrime ad esprimere il dolore che si è abbattuto su Cinzia e Luca, non bastano le parole per raccontare la tristezza, lo sconforto e anche la rabbia per una morte che non guarda in faccia a nessuno, che non avvisa, che arriva all'improvviso e porta via gli affetti più cari.
"Faccio anche io fatica a parlare" ha confessato il parroco Don Giuseppe Turani. "Le parole in questa situazione dicono poco o nulla: è il silenzio che invece oggi parla al nostro cuore e al nostro animo".
Tanti gli interrogativi che accompagnano i famigliari e gli amici in questa giornata di dolore, tante le domande che faticano ad avere una risposta.

"Questa mattina ho ricevuto la notizia della scomparsa di Arturo Paoli, l'apostolo dei poveri: aveva 102 anni" ha continuato don Giuseppe. "Non possiamo allora non chiederci perché Dio abbia scelto proprio Stefano, un papà e un marito ancora giovane, caduto nel baratro della morte per un movimento semplice, quasi banale. Perché Dio ha voluto questo? Perché proprio a lui?"
Interrogativi che hanno riempito la mente di chi ha dovuto dire addio all'improvviso all'amico, al padre, al marito e al figlio.
"Ora il dolore è molto forte, la vita ci sembra pesante, tiranna, ma Gesù ci dice che dobbiamo continuare ad andare avanti, riuscire ad avere coraggio. E questo sentimento lo possiamo trovare nella bellezza dei momenti trascorsi camminando al fianco di Stefano e di tutte le altre persone" sono state le parole del parroco. "La differenza non la fa il numero dei giorni che abbiamo vissuto, ma la qualità con cui lo abbiamo fatto, è questa la sostanza del nostro vivere. Ciò che conta è l'amore che abbiamo condiviso con lui: quando ce ne andiamo, di noi rimane il bene che abbiamo costruito nella nostra vita, in famiglia e nella comunità".

Tante le lacrime che sono scese ripensando ai momenti trascorsi con quell'amico che se n'è andato troppo presto e all'improvviso. Un dolore profondissimo e composto che ha riempito gli occhi e i cuori di tutti i presenti, accorsi per salutare per l'ultima volta Stefano.
"Ha pagato caro la sua passione, ma sicuramente anche prima di lasciarci avrà vissuto la gioia che si prova contemplando la bellezza dei panorami, la felicità che trasmette la montagna a chi la ama" ha concluso don Giuseppe. "E ora vive nella felicità eterna, l'amore infinito di Dio".
Insieme a tutti i parenti, alla cerimonia funebre erano presenti anche il sindaco di Monte Marenzo Paola Colombo oltre che moltissimi amici del Gefo di Olginate e del Cai di Calolzio, tra cui il presidente Giuseppe Rocchi.

"Quella dei frequentatori della montagna è come una grande famiglia, accomunata da una passione ancor più grande al punto da diventare emozione, sentimento, condivisione, affetto reciproco. E' una passione così bella e forte, la nostra, che ci pare assurdamente impossibile che possa essere intaccata dalle tragedie, eppure più di tante altre lo è, e ogni volta ci pare impossibile, in un primo momento, ritornare a poter salire verso le montagne con lo stesso spirito di prima" è stato il loro messaggio. "Tuttavia, è proprio in montagna che noi andiamo per ritrovare noi stessi, per ricaricarci di emozioni e di energie positive, per sentirci veramente vivi. E il nostro andare per i monti tiene vivi anche gli amici che non sono più con noi ma, in modo ben più forte di quanto si potrebbe credere, ci restano accanto, sono presenti nel nostro sguardo, sui nostri passi e nel nostro pensiero rivolto ai monti. Così, Stefano continua a salire con tutti gli amici e i soci del CAI di Calolziocorte, ora e sempre.  La sezione si stringe attorno alla famiglia con un abbraccio affettuoso, forte, caloroso, e con il pensiero incessante e imperituro che terrà Stefano accanto a noi in ogni prossima salita verso le montagne".
La salma è così partita verso il forno crematorio e farà poi ritorno al cimitero di Monte Marenzo, dove sarà tumulata.
Prima di salutarlo, tutto il sagrato della chiesa è risuonato con le note del "Signore delle cime", accompagnate da un pianto lungo e silenzioso: una preghiera sincera e sentita, un omaggio per l'amico sfortunato, un saluto a quel compagno di camminate e scalate che è salito più in alto di tutti, "su nel Paradiso".
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P.V.
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