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Scritto Venerdì 20 giugno 2014 alle 08:16

Metastasi: replica a Alberico Fumagalli

Duccio Facchini
Gentile direttore,
tirato in ballo rispondo volentieri ad Alberico Fumagalli, al quale ricambio la stima. Questi accusa il sottoscritto e l’associazione Qui Lecco Libera di aver “commesso errori” nell’affrontare la vicenda Metastasi. Fonte delle sviste sarebbe stato un “presupposto della colpevolezza” in partenza, una specie di lente sfocata apposta, secondo Fumagalli, prima d'apprestarsi ad ogni lettura. Non è così. Mai -e per verificarlo è sufficiente riguardarsi la videoregistrazione dell’iniziativa del 7 maggio a Lecco “Metastasi - I fatti”, o partecipare agli appuntamenti di Valmadrera (23 giugno) e Mandello (25)- il sottoscritto ha paragonato il caso in oggetto ai trascorsi “fasti” di Wall Street, Oversize, Infinito o inchieste altre. Mai è sfuggita la differenza, fosse anche solo per affari gestiti e caratura, tra Franco Trovato e ipotizzati accoliti.
Fumagalli sostiene che la “la ricostruzione dei fatti ad opera di “Qui Lecco Libera” […] presenta punti di fragilità disseminati ovunque”. Ci si aspetterebbe un elenco, ma tocca accontentarsi di un solo (debole) esempio: e cioè il pressapochismo malavitoso nella predisposizione della Lido di Paré Srl. “I mafiosi ‘seri’ verificano i trascorsi penali dei prestanome”, sostiene giustamente Fumagalli, che però chiama “errore” un diverso modo di leggere i fatti. Chi scrive, a differenza di Fumagalli, ritiene che mostrarsi supino, disponibile ed obbediente di fronte a un millantatore un po’ cialtrone (sposando l'ottimistica tesi del signor Alberico) costituisca un aggravante (e non un attenuante) per un uomo pubblico votato all’imparzialità del giudizio. Ma anche questo capitolo, come sopra, è stato ampiamente riconosciuto e raccontato: da un punto di vista prioritariamente civico, non soltanto penale.
Poi però il bonario rimprovero di Fumagalli prende una strada discutibile, prossima al vicolo cieco. Sostenere ad esempio che Palermo & C. si sarebbero aggiudicati la gara del Lido “per la migliore offerta e per carenza di competitors” è improprio. Anzi, falso. L’ordinanza di custodia cautelare -che è un testo opinabile, salvo quando riporta parola per parola le conversazioni- dà conto infatti di una (supposta) turbativa d’asta, dove corridori e arbitro concordano piscine, metri quadrati, orari, tariffe dei parcheggi, attività e spazi per famiglie. Attenzione: prima dell’apertura delle buste, non dopo.
Arrivo alla conclusione, che è il punto in cui Fumagalli smentisce (purtroppo) se stesso. “L’intervento di Virginio Brivio nei riguardi di Antonio Rusconi ha costituito il consiglio dato […] dal collega più esperto […] a quello meno esperto”. Perdono sorridendo -condivido il riflesso!- il lapsus sulla gens Rusconi (Marco, non Antonio). Ma qui l’Alberico ha fatto inversione. A tre giorni dagli arresti (5 aprile 2014, Non date a Brivio quel che è di Palermo), Alberico Fumagalli (lui, non un omonimo) riconosceva buona fede e “trasparenza” al sindaco di Lecco Brivio per aver suggerito a Rusconi la strada della revoca senza se e senza ma della concessione provvisoria alla Lido di Paré. Del resto, scriveva Fumagalli, Brivio aveva “capito di che si tratta, fa quello che gli detta la coscienza. Va in Prefettura, ottiene il quadro della situazione e l'anticipazione - con obbligo di riservatezza - che si sta muovendo la Magistratura , dà il consiglio giusto al sindaco di Valmadrera, che infatti  non dà corso all'esito della gara, e liquida il consigliere comunale Palermo con una risposta di maniera e  non certo rivelandogli che è sotto inchiesta”. Erano i tempi della scricchiolante versione di Virginio Brivio, ampiamente smentita dai fatti. Oggi, probabilmente dopo aver dato una scorsa alle carte, Fumagalli cambia verso: “Il suggerimento di transare aveva un senso logico dal momento che i lavori eseguiti prima dei permessi sarebbero rimasti acquisiti con diritto di rivalsa sul nuovo aggiudicatario, ma a  quel punto il tutto era già sotto le lenti degli investigatori della Direzione Antimafia e la vicenda è esplosa come un fuoco d’artificio che ha  scottato tutti o quasi”. Delle due l’una: o Brivio ha mediato, o Brivio ha imposto la revoca.
Concludo anche io con una considerazione sincera. I rilievi penali della vicenda Metastasi -qualora venissero verificati- rappresentano l’ultimo dei miei pensieri. Non mi prostro di fronte ai pubblici ministeri: non appartengo a Libera. Mi interessano però i rilievi politici posti (anche) sulle spalle di Virginio Brivio, che ha raccontato alla città di Lecco e al territorio tre storielle dalle gambe tagliate. Ecco, quei rilievi sono già nitidi, circostanziati, congelati. Per trovarli basta leggere e incrociare qualche articolo in rassegna stampa. O venire a Valmadrera il 23 giugno o a Mandello il 25.
Son certo possa farlo anche Fumagalli, che è un maestro.
Grazie per lo spazio.
Duccio Facchini
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