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Scritto Lunedì 02 novembre 2015 alle 19:20

35 bimbi adottati tra il 2010-14 in provincia di Lecco, 78 i percorsi internazionali

La Dott.ssa Ester Mazzarro
La Sala Civica di via Seminario, a Germanedo, ha ospitato il primo dei due incontri promossi dall'Associazione Raccontiamo l'Adozione Onlus sulla delicata tematica, appunto, dell'adozione nazionale e internazionale. A condurre la serata, rivolta in particolar modo alle coppie che intendono presentare la dichiarazione di disponibilità, è stata la Dott.ssa Ester Mazzarro, assistente sociale al Centro  Adozioni dell'Asl di Lecco da oltre 15 anni.
Il percorso dell'adozione è stato così spiegato attraverso un'approfondita panoramica che ha preso in esame gli 'attori' del processo, a partire dal più importante: il piccolo. "Parlando di adozione, il punto di partenza deve essere prima di tutto il bambino. Sono i suoi bisogni che vanno tenuti in considerazione sopra ad ogni cosa, ancora prima delle esigenze della coppia" ha spiegato l'esperta.
Dal punto di vista normativo, come hanno evidenziato le slides proiettate dalla Mazzarro, la questione dell'adozione è regolata dalla legge 184 e dalla sua successiva modifica confluita nella legge 149: "La legge 184 decreta che sono da ritenersi in stato di adottabilità i minori in di cui sia stata accertata la 'situazione di abbandono'. Tale espressione non è da intendersi solo in senso letterale, ma va considerata anche sotto il versante dell'inadeguatezza o dell'incapacità da parte della famiglia di provvedere al minore".  Nello specifico, dunque, nel nostro Paese si considerano in stato di adozione 'i minori non riconosciuti, quelli in situazione di grave trascuratezza cronica e coloro che hanno subito maltrattamenti fisici o psichici o abusi sessuali, in situazioni irrecuperabili'.
Interessante, nel corso delle spiegazioni, è stato il focus sulle adozioni all'interno della nostra Provincia: "I dati inerenti il territorio di Lecco, relativi al periodo tra il 2010 e il 2014, indicano un numero totale di minori italiani adottati pari a 35, di cui ben 27 rientrano nella fascia d'età compresa tra 0 e 3 anni, 8 in quella dai 4 ai 6 anni, mentre nessun minore di età superiore ai sei anni è stato adottato nella nostra provincia negli ultimi anni" ha riassunto la Mazzarro. Sempre rispetto al nostro territorio, le cifre cambiano e raddoppiano quando si fa riferimento all'adozione di tipo internazionale: nella nostra Provincia, sono 78 infatti i minori adottati che provengono da paesi stranieri. Su questo versante, è da sottolineare anche la rilevante eterogeneità che si registra dal punto di vista dell'età anagrafica: se è sempre la fascia d'età inferiore ai tre anni ad essere la più 'quotata' per l'adozione, cifre di poco minori si registrano salendo sino ai 6 anni, per dimezzarsi poi nella fascia dai 7 ai 10 anni, e quindi relativamente ai minori in età scolare, e calare sensibilmente oltre ai 10 anni, con un totale fermo a 5 adozioni.
Se è il riconoscimento dello 'stato di abbandono' del minore ad essere determinante nel dare il via al processo adottivo, la Dott.ssa Mazzaro ha subito sfatato una credenza erronea spesso diffusa tra gli aspiranti genitori adottivi: "molto di frequente si pensa che i bambini 'destinati' all'adozione siano nella maggior parte dei casi orfani di padre e madre, ma in realtà questa è la situazione che si verifica più di rado". Secondo i dati forniti dalla Commissione Adozioni Internazionali, infatti, solo l'1% dei casi si lega a tale situazione, mentre altre sono le cause più comuni che inducono ad accertare lo stato di abbandono, prima fra tutte la 'perdita della potestà genitoriale', con una frequenza pari al 61%.
Di particolare interesse per le coppie presenti, è stato poi l'approfondimento sulle tempistiche dell'iter adottivo: "la disponibilità adottiva della coppia ha validità tre anni, dopodiché la domanda decade e andrà valutato se si vuole ripresentarla o meno". Per quanto riguarda l'adozione internazionale, nello specifico, la durata dell'iter è dato dalla somma di diversi processi, vale a dire: quattro mesi per la valutazione, due mesi per l'idoneità, cui si aggiunge un tempo non stimabile necessario a determinare l'abbinamento più idoneo tra minore e coppia genitoriale. "Una volta determinato l'abbinamento, il Tribunale dispone la vigilanza sull'inserimento del minore per almeno un anno".
Ad affiancare i genitori in questo lungo e non sempre facile processo, il Centro per le Adozioni dell'Asl, che da sostegno alle famiglie grazie ad un équipe formata da psicologo e assistente sociale: questi si occupano di aiutare i genitori a comprendere i bisogni del figlio e a rapportarsi con la nuova realtà sociale, valutando allo stesso tempo le risorse del minore per inserirsi al meglio nel nuovo contesto e l'approccio dei nuovi genitori.
Numerosi e di grande interesse gli altri temi e le questioni affrontate durante la serata, che potranno essere ulteriormente approfondite in data 27 novembre, alle ore 21, presso la medesima sede, quando due figlie adottive adulte illustreranno all'auditorium la loro esperienza, in una serata intitolata "ti racconto la mia storia".
G.A.
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