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Scritto Martedì 01 luglio 2014 alle 21:53

Premana: le ultime foto scattate dai Gianola 7 minuti prima della caduta dell'idrovolante

Sette minuti. Le immagini scattate dai coniugi Franco e Adele Gianola, vittime del tragico schianto aereo a Premana, e sino ad ora rinvenute sulla macchina fotografica ''scampata'' al rogo che ha reso il velivolo un ammasso di lamiere annerite, sarebbero state scattate una manciata di minuti prima dello schianto. Si tratta delle prime informazioni che la Procura di Lecco ha acquisito a seguito del conferimento dell'incarico alla società comasca Way-Log. Il sostituto procuratore Cinzia Citterio, titolare del fascicolo, lo scorso 17 giugno aveva infatti affidato l'incarico relativo all'analisi di una macchina fotografica e di un telefono cellulare, rinvenuti tra i reperti del Cessna.

Con tutta probabilità quindi, gli scatti non potranno fornire elementi utili sullo schianto o comunque sulle ultime fasi di volo dell'idrovolante partito da Como e che avrebbe dovuto sorvolare i ''luoghi del cuore'' dei due coniugi di Abbadia Lariana. Tuttavia la Procura, che non ha voluto lasciare nulla di intentato, spera di poter ricavare qualche elemento utile rispetto alle prime fasi di volo dell'ultraleggero, condotto dall'esperto pilota comasco Pietro Brenna, anche lui morto a seguito del terribile schianto.

E' atteso per le prossime settimane il deposito dei risultati della perizia unitamente alle risultanze dei sopralluoghi effettuati a Premana, in località Forni dall’ingegner Massimo Bardazza – già consulente per la Strage di Erba e per alcuni sopravvissuti del rogo della Thyssen – che ha affiancato, sempre per conto del sostituto procuratore Cinzia Citterio, gli inquirenti e i tecnici dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo nelle indagini avviate per far luce sulle ragioni della caduta del Cessna 172  “Skyhawk” dell’Aero Club di Como.

Sulle cause del drammatico incidente quindi, ad oggi tutte le ipotesi restano aperte: dal guasto tecnico all'errore umano, sino all'elevata temperatura di quei giorni, che potrebbe aver determinato una perdita di potenza del mezzo e dunque un rallentamento dello stesso "nell'obbedire" al suo pilota. Congetture che dovranno ora essere vagliate dagli inquirenti coordinati dalla dottoressa Citterio.


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